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Domenica 22 Ottobre 2017 | 11:44

Calcio, il futuro del Lecce si decide in settimana

Calcio, il futuro del Lecce si decide in settimana
di Massimo Barbano

LECCE - I nodi sono arrivati al pettine. Nelle prossime ore le due cordate realmente in gioco per acquistare il Lecce scioglieranno le loro riserve e formuleranno le rispettive proposte e dichiarazioni di intenti a Savino Tesoro. Insomma, al più a metà settimana si avrà il quadro più chiaro di quale sarà il futuro societario del club. Ecco quale è la situazione allo stato attuale con i possibili scenari che potranno verificarsi e l’ipotetica percentuale di riuscita delle rispettive operazioni.

Cordata romana (60%) - La trattativa portata avanti dal professore Saverio Sticchi Damiani con tre imprenditori con sede sociale nella Capitale è quella che ha le maggiori possibilità di concretizzazione. Tale ipotesi comporterebbe l’uscita definitiva della famiglia Tesoro dalla proprietà del club. Nessun problema sulla solidità finanziaria dei soggetti interessati. L’ostacolo alla chiusura dell’operazione potrebbe essere quello di qualche difformità nel saldo dare-avere così come inizialmente prospettato da Tesoro, non ovviamente per dichiarazioni fasulle da parte di quest’ultimo, ma per ciò che concerne l’effettiva esigibilità di taluni crediti, così come emerso dalla due diligence. È evidente che una situazione del genere comporterebbe la necessità di rimoduare l’accordo in base ai numeri.

Gruppo Mazzotta (39%) - Il sindaco di Carmiano, imprenditore impegnato nel settore turistico e in quello creditizio fornirà a breve la sua proposta. Anche questa soluzione è di assoluta affidabilità ed è da modulare in base alla situazione contabile della società, ma, al contrario della precedente, comporterebbe la permanenza della famiglia Tesoro con una quota di minoranza (20-30%). L’ostacolo può essere proprio questo, in quanto la intenzione prioritaria della attuale proprietà è quella di disimpegnarsi totalmente. Difficilmente Giancarlo Mazzotta, impegnato su più fronti, quello politico e quello imprenditoriale, rileverebbe la società da solo, né sono emerse, ad oggi, affidabili proposte di partnership.

Barba ed altri (1%) - In realtà non è una ipotesi attualmente in piedi, nel senso che un eventuale cordata capeggiata da Vincenzo Barba, ex patron del Gallipoli, non sta trattando l’acquisto del Lecce, né sembra accostabile agli attuali competitor. Un eventuale discorso di questo genere potrebbe entrare in gioco, non solo se andassero in fumo le prime due ipotesi, ma anche se Tesoro consegnasse il titolo sportivo al sindaco. Queste, le stesse condizioni poste dallo stesso gruppo in un recente dibattito televisivo. Soluzione tecnicamente difficile da realizzare, perché ci si chiede a chi andrebbero in carico tutti i rapporti in essere della società per azioni.

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