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Il Bari calcio piace ai cinesi proprietari del colosso Infront

Il Bari calcio piace ai cinesi proprietari del colosso Infront
GIOVANNI LONGO
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - La proprietà del Bari calcio potrebbe finire nelle mani del Dalian Wanda Group, il colosso cinese che ha già acquistato la multinazionale Infront. Una trattativa, al momento ancora in fase embrionale, ha portato alcuni intermediari locali a intavolare una discussione con il presidente Gianluca Paparesta. Discussione in cui, negli scorsi giorni, è intervenuto anche il Comune di Bari.Il gruppo Dalian fa capo al miliardario Wang Jianlin, che secondo quanto emerso al momento dell’acquisto di Infront sarebbe «il secondo uomo più ricco della Cina». A quanto risulta alla «Gazzetta», i contatti con gli emissari del gruppo cinese sarebbero tenuti dall’avvocato Luciano Dalfino, professionista barese che avrebbe in mano un mandato esplorativo per l’acquisto della società biancorossa. In questa trattativa Dalfino è accompagnato dall’ex direttore generale della Fiera del Levante, Leo Volpicella, che ieri sera non ha voluto commentare la notizia.

Gli intermediari baresi hanno sondato anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Sibillina la sua dichiarazione: «Il Comune - dice il primo cittadino - ha interesse strategico a sostenere la squadra di calcio, come ha fatto in passato e farà sempre in futuro». Il che non significa, naturalmente, che Decaro voglia o possa intervenire in qualche modo nella trattativa. Ma significa che la società cinese, che gestisce migliaia di cinema e una catena di alberghi, ha anche interessi a sviluppare il proprio core business: quello dell’immobiliare. Per lo stadio San Nicola, come noto, esiste da tempo un progetto di valorizzazione e rifunzionalizzazione: bar, cinema, ristoranti, spazi per mostre, palestre e museo con annesso albergo-foresteria, previste da una delibera di variante al piano regolatore che è stata approvata fin dal 2009 e che finora non è mai stata attuata. Il progetto prevede circa 75.000 metri cubi di strutture commerciali e ricreative, in tre distinti corpi di fabbrica alti circa sei metri e mezzo alle spalle della tribuna est: è su questa ipotesi che il Comune di Bari, all’epoca, aveva ottenuto l’assenso dell’architetto Renzo Piano, progettista dell’astronave.

Sport e affari, come sempre, vanno a braccetto. E anche il nuovo Fc Bari va a braccetto con Infront Italy, braccio locale della multinazionale svizzera che è l’advisor della Lega Calcio per i diritti tv. Per assicurarsi il titolo sportivo del Bari, come ormai noto, Paparesta ha ceduto per 2,5 milioni una serie di diritti commerciali alla Mp Silva, la società irlandese che detiene i diritti televisivi esteri del calcio italiano, e per 3,3 milioni i diritti di archivio ad Infront: è con quei soldi che l’ex arbitro internazionale ha potuto partecipare all’asta fallimentare di maggio 2014.

Nello scorso febbraio, Dalian Wanda Group ha acquistato Infront per un valore dichiarato di 1,05 miliardi. Sulla stampa internazionale si è parlato di questa operazione come di un tentativo dei cinesi di prepararsi alla candidatura dei mondiali del 2026. Strategie di livello altissimo, con le quali il Bari c’entra fino a un certo punto. Ma i cinesi, a quanto pare, stanno anche facendo shopping di squadre in Europa, e cercano una testa di ponte in Italia. L’unico dubbio che fino ad ora ha tenuto sott’acqua la trattativa è di opportunità: prima di affidarsi ad un intermediario locale, Paparesta starebbe tentando di avviare tramite Infront una trattativa diretta con i cinesi.

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