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Calcio/Serie B - Lecce espugna lo stadio "Partenio"

L'Avellino sconfitto dai giallorossi di Papadopulo 0-2 • L'arbitro molfettese Ayroldi colpito con una bottiglietta d'acqua • Oggi su tutti i campi della B 65 ammoniti e 12 espulsi
AVELLINO-LECCE 0-2 (1-0 dopo la fine del 1° tempo)

• AVELLINO (3-4-1-2): Pantanelli, Maietta, Mengoni, De Angelis, Sestu, Anastasi, Di Cecco (30' st Bracaletti), Porcari (33' st Quadri), Paonessa, Salgado (38' st Kenesei), Pellicori (Gragnaniello, Conticchio, Sirignano, Carbone). All.: Carboni.

• LECCE (3-5-2): Rosati, Polenghi, Diamutene, Cottafava, Mimoubi (21' st Schiavi), Munari, Zanchetta (10' st Angelo), Vives, Ariatti, Valdes, Abbruscato (42' st Tulli) (Benussi, Lovrecic, Fabiano, Tricarico). All.: Papadopulos.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta.

Reti: 37' pt Valdes (R), 40' st Munari.

Angoli: 7-6 per l'Avellino.
Recupero: 3' e 5'.

Espulsi: Angelo per fallo di reazione e Maietta per proteste.
Ammoniti: Vives, Diamoutene, Porcari, Zanchetta, Mimoubi, Mengoni, Valdes per gioco scorretto; Di Cecco per simulazione.

Note: alla fine del primo tempo l'arbitro Ayroldi che stava imboccando il tunnel che conduce agli spogliatoi è stato colpito al petto da una bottiglietta piena d'acqua lanciata dalla Tribuna Terminio.
Spettatori: 8 mila. Calcio Lecce - Valdes - Un gol per tempo ed il Lecce passa ad Avellino non senza recriminazioni soprattutto nei confronti dell'arbitro Ayroldi, incappato in una giornata oggettivamente non felice come testimoniano le 75 interruzioni del gioco (senza contare i fuori-gioco) fischiate dal direttore di gara di Molfetta, a cui si aggiungono sette ammonizioni e due espulsi, il secondo, Maietta, a partita finita.
Un referto che contrasta con quanto invece si è visto in campo, dove le squadre si sono affrontate soprattutto sul piano tattico piuttosto che su quello della rude battaglia. Il Lecce dell'ex Papadopulo deve peraltro fare i conti con il pubblico del Partenio, che tra squalifiche e lavori imposti dal decreto Pisanu è rimasto interdetto per oltre tre mesi alle manifestazioni agonistiche: l'Avellino è stato incessantemente sostenuto dai tifosi che alla fine hanno applaudito la sfortunata prestazione della squadra di Carboni.
Il Lecce sceglie un atteggiamento attendista e l'Avellino comincia in modo spumeggiante tanto da poter passare subito quando, su angolo di Anastasi, Paonessa (5') stacca sulla difesa salentina e con Rosati fuori causa colpisce in pieno la traversa.
La difesa a tre degli irpini concede però spazi pericolosi a Cottafava (17') e Valdes (19') che di testa, a pochi metri da Pantanelli, consegnano il pallone tra le mani del portiere irpino. La svolta al 36' quando Ariatti, dal limite destro, fa partire un cross che sembra essere senza pretese ma che ha la fortuna di andare a cogliere in area il braccio sinistro di De Angelis. Ayroldi non esita a indicare il dischetto e dagli undici metri trasforma Valdes. La replica dell'Avellino è di Salgado, forte e preciso diagonale destinato all'incrocio dei pali ma Rosati riesce ad arrivarci e a spedire in angolo.
Non cambia lo scenario nel secondo tempo, nel quale l'Avellino si porta decisamente in avanti per rimontare lo svantaggio. Il pareggio sembra a portata di mano. Ci prova subito Paonessa che su calcio piazzato impegna severamente il portiere salentino, poi Pellicori (25'), fuori misura la sua conclusione, e, qualche minuto dopo, ancora Paonessa su calcio di punizione, a sfiorare il palo alla destra di Rosati.
Il Lecce, rimasto in dieci per l'espulsione di Angelo, la cui partita è durata soltanto diciassette minuti, ha un motivo in più per blindarsi nella propria tre quarti e ripartire con lanci lunghi per Abbruscato che al 31', sul filo del fuori gioco, brucia sullo scatto Maietta ma la sua conclusione è da dimenticare. Inevitabilmente, l'Avellino è costretto a sbilanciarsi ed il Lecce ci riprova, ancora con Abbruscato, che nell'area piccola potrebbe facilmente concludere ma stavolta Maietta non si fa sorprendere e costringe l'attaccante a tirare sull'esterno della rete. Ed è proprio Abbruscato però a mettere lo zampino decisivo che chiude la partita: sulla tre quarti libera con un colpo di tacco tacco Munari che, anche grazie al mancato intervento di De Angelis, può involarsi sulla fascia destra e battere con un diagonale Pantanelli.
In pieno recupero, Kenesei potrebbe siglare il meritato gol della bandiera per gli irpini ma il suo tiro su calcio piazzato colpisce il palo alla sinistra di Rosati, ormai fuori causa.

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