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Domenica 22 Ottobre 2017 | 04:31

Calcio / Diritti tv - Matarrese: «Non c'è offerta per la B»

Il presidente della Lega: «Siamo stati un pò ingordi l'anno scorso, ma ora tra Rai, Sky e Mediaset è in atto un gioco perverso, con un disinteresse che offende». La serie cadetta smetterà di essere la cenerentola dei diritti tv dal 2010: «La situazione cambierà con la vendita collettiva»
ROMA - Quale futuro economico per la serie B? Giovedì l'assemblea di Lega della B minaccia di partorire uno sciopero della serie cadetta, ancora priva di contratto televisivo. Ma Matarrese spera di evitare una simile eventualità: «Mi arrivano segnali che non mi fanno essere pessimista. Io resto contrario a bloccare il campionato. Prima di giovedì avrò incontri con esponenti politici e delle emittenti per cercare di scongiurare lo stop. In assemblea devo poter portare un risultato».
E' vero, ammette, il presidente di Lega: il calcio ha le sue responsabilità. All'inizio della scorsa stagione è stato imprevidente, quando la presenza in B di Juventus e Napoli avrebbe consentito di ottenere da Sky un contratto pluriennale («siamo stati un pò ingordi, accettando soldi tanti, maledetti e subito, sottolineo tanti»), ma aggiunge che ora tra Rai, Sky e Mediaset «è in atto un gioco perverso, con un disinteresse per la B che offende». Il problema va oltre la differenza tra domanda e offerta, lascia intendere Matarrese, perché, al momento, non c'è alcuna offerta. L'unica è quella di Telecom, «non soddisfacente».
La serie B, ha sottolineato Matarrese, smetterà di essere la cenerentola dei diritti tv dal 2010: «La situazione cambierà con la vendita collettiva. Ho parlato con l'amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, per studiare un anticipo dell'evoluzione, ma hanno timori perché‚ non è chiaro come la legge sarà formulata». Piuttosto, mette in guardia, «il problema vero del calcio italiano emergerà nel momento in cui andremo a fare un progetto di distribuzione delle risorse. Allora ci cimenteremo». E ricorda di aver voluto che la serie A «abbia un voto in più, sei rispetto ai cinque della B».
Matarrese ha affrontato anche il tema dei rischi scissione nella Lega di A, con la spaccatura causata dall'elezione a consigliere del presidente del Parma e non di Cobolli Gigli, appoggiato da Milan, Inter, Juve e Roma. «No - ha assicurato - non ci sono problemi. Però bisogna capire che è cambiata la cultura dello stare insieme nella Lega calcio. Oggi c'è una rivalutazione dell'immagine dei club medio-piccoli. Questo non vuol dire che venga meno il ruolo delle grandi e nei loro confronti resta un grande rispetto. Non facciamo che il popolo invade il palazzo e lo distrugge perch‚ poi non resta più nulla».

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