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Calcio/Serie B - Arriva la prima vittoria del Bari

I "galletti" di Beppe Materazzi infliggono - in uno stadio San Nicola "snobbato" dagli Ultras - un secco 2-0 al Vicenza con le due reti di Rajcic e Galasso • Soddisfatto il presidente Vincenzo Matarrese • La classifica provvisoria • Sabato prossimo la 4ª giornata del campionato: i baresi a Piacenza • La classifica cannonieri
Ivan Rajcic BARI-VICENZA 2-0 (2-0 già alla fine del primo tempo)

• BARI (4-1-4-1): Gillet; Ladino, Belmonte, Stellini (77' Ingrosso), Antonelli; Gazzi; Galasso, Donda (54' Sergeant), Rajcic, Lanzafame (54' Bonanni); Santoruvo. Allenatore: Materazzi. A disposizione: Spadavecchia, Esposito, Cavalli, Ganci.

• VICENZA (4-4-1-1): Zancopè; Martinelli, Cudini, Scardina, Nastos (55' Capone); Raimondi (65' Marchesetti), Helguera, L. Rigoni, Masiello; Serafini (65' Giacomini); Schwoch. Allenatore: Gregucci. A disposizione: Pozzer, Giubilato, Brivio, Sforzini.
Arbitro: Palanca di Roma (M. Bernadoni-Barbirati/ Stallone).

Reti: 20' Rajcic, 30' Galasso.

Note - Ammoniti: Donda, Belmonte e Ingrosso nel Bari; Schwoch nel Vicenza. Angoli: 4-1 per il Vicenza. Recupero: 2' e 5'. Spettatori: 2.606 (961 paganti più gli abbonati). Incasso: 23.988.000 (13.228.000 euro dai paganti). Gianluca Galasso
BARI - Siccome l'esperienza conta, Materazzi ci ripensa. Annunciato in settimana il 4-4-2, lo rimanda a data da destinarsi. Il tecnico di Arborea ricorda la partita di Coppa Italia del 18 agosto (2-0 con gol di Santoruvo e Lanzafame) e cerca (con successo) di riscriverla. Alcuni interpreti cambiano, la strategia è limata, la firme delle reti sono altre (stavolta ci pensano Rajcic e Galasso), ma il punteggio è identico. Resta anche la diserzione degli Ultras (gli spettatori presenti in Curva Nord si sistemano perlopiù nella zona adiacente alla Tribuna Ovest), che quindi si perdono la prima vittoria stagionale di una squadra decente.

MATERAZZI CI RIPENSA - Visto che i precedenti fanno testo, il tecnico (che ha rispetto del suo ex allievo Gregucci) muove i fanti (Cavalli invece va in panchina insieme con Di Dio, altro nuovo arrivato) senza stravolgimenti rispetto a quanto visto in passato. Piazzato in prima linea il veterano Stellini (all'esordio con la maglia biancorossa), uno che dovrebbe sostituire Pianu anche nel comandare, e confermato Antonelli a sinistra (Ingrosso va in panchina), la mossa che spiega il modulo è Gazzi davanti alla difesa per rendere innocuo Serafini (il Vicenza si schiera con l'atteso 4-4-1-1). Con Gazzi in posizione più arretrata, Donda (ha licenza di inventare) e Rajcic fanno gli interni, mentre Galasso e Lanzafame sono gli esterni alti. Santoruvo è l'unica punta.

BARI CAMALEONTE - Questa è la base, ma le fasi della partita suggeriscono alternative. Intanto, in fase di possesso è facile trasformarsi e passare al 4-1-2-3. Quando poi Gazzi si porta in linea con gli altri centrocampisti, a disegnare appunto l'amato 4-4-2 (succede, però, soltanto a tratti), è l'esperto Stellini a guidare Belmonte nel controllo della coppia Serafini-Schwoch. In questo concentrato di tattica fatica il più tecnico. Donda entra di rado nel vivo del gioco, preoccupato com'è di mantenere la posizione. Del resto, basta poco per prestare il fianco agli avversari. Ne sa qualcosa Antonelli. Spintosi avanti poco prima del quarto d'ora (buon inserimento e cross), si attarda nel recuperare e consente a Martinelli di arrivare sul fondo. Il momento è critico perché sul traversone la difesa biancorossa (che scala puntualmente) si fa trovare sguarnita a destra. Per fortuna Nastos sbaglia malamente il tiro consentendo il rinvio della retroguardia.

RAJCIC-GALASSO: IL 2-0 PASSA DAL CENTRO - Santoruvo, al contrario, si produce in un pezzo di bravura che cambia la faccia della partita. Stavolta non segna, ma l'assist di tacco per Rajcic (prontamente inseritosi) è strepitoso perché consente al centrocampista di trovarsi solo davanti a Zancopè. Il controllo è imperfetto, ma non tale da impedire la conclusione vincente: 1-0 al 20'. La squadra ingenua delle prime uscite ridiventa cinica intorno alla mezz'ora. Il tentativo di sfondare centralmente con passaggi in profondità (il Bari ci aveva già provato: troppo lunghi i passaggi per Lanzafame e Santoruvo) va a buon fine al 30' quando il lancio di Donda trova Lanzafame pronto all'inserimento. L'attaccante di scuola juventina mostra anche doti di altruismo porgendo all'accorrente Galasso: 2-0 al 28'.

BRIVIDI FINALI - I minuti finali, però, devono essere davvero indigesti (stavolta anche nel primo parziale). I baresi rischiano tre volte. Arrivano due conclusioni di Raimondi, la prima parata da Gillet, la seconda fermata dalla traversa; e, nel primo dei minuti di recupero, un colpo di testa di Serafini, finito a lato di poco.
I pericoli, a dire il vero, continuano anche ad inizio ripresa, ma Raimondi non è in giornata: spreca clamorosamente in avvio mandando fuori un tiro che assomiglia a un calcio di rigore in movimento. Ciò nonostante, Gregucci aspetta prima di privarsene (avverrà a metà tempo per manifesta improduttività: dentro Marchesetti), a maggior ragione quando decide di essere più spregiudicato (avviene prima del quarto d'ora). In seguito a una doppia sostituzione decisa da Materazzi (Bonanni per Lanzafame e Sergeant per Donda), l'allenatore dei veneti richiama Nastos e inserisce Capone (se ne occupa Gazzi).

GREGUCCI CAMBIA MODULO - Il 4-2-3-1 scelto prevede Masiello esterno basso a sinistra, Helguera e Rigoni interni e la linea alla spalle di Schwoch composta da Raimondi, Capone e Serafini, poi richiamato per far posto a Giacomini. I nuovi assetti potrebbero produrre scintille. In realtà, la sfida s'incanala secondo i voleri del Bari. I biancorossi contengono (ma permettono, una volta ciascuno, a Giacomini, Marchesetti e Schwoch di essere molto pericolosi) e ripartono. O, meglio, cercano di ripartire (nel frattempo Ingrosso rileva Stellini, evidentemente in debito di ossigeno). Imprecisioni (vedi Bonanni alle prese con l'ultimo dribbling) e qualche fuorigioco dubbio (ad esempio quello fischiato per una posizione di Santoruvo, ritenuta irregolare) impediscono ai pugliesi di chiudere in anticipo. Stavolta, però, il Vicenza è tenuto a debita distanza anche nei (cinque) minuti di recupero. Il campionato del Bari può cominciare.

G. Flavio Campanella

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