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Calcio - Italia-Francia, per togliersi il pensiero

Si giocherà sabato a Milano (ore 20,50, diretta su Rai1 dalle ore 20,30) la sfida valida per le qualificazioni all'Europeo. I ct Donadoni e Domenech: «Non è la partita decisiva». Inzaghi al centro dell'attacco. Toni sarà pronto per la trasferta in Ucraina di mercoledì prossimo. La situazione del girone
Calcio - Filippo InzaghiSarà anche un mago (come teme Pippo Inzaghi), ma la forza del pensiero («con cui guiderò i miei uomini») un risultato lo ha già determinato. Raymond Domenech, ct transalpino, vedrà Italia-Francia dalla tribuna, a causa di esagerate (e mai provate) riflessioni espresse sul conto del calcio italiano («dove si comprano le partite»). In occasione dell'incontro (è squalificato) si materializzerà non in panchina, ma nella tribuna dello stadio Meazza di San Siro, le cui poltrone sono senz'altro comode per vedersi una partita, molto meno per dirigere i giocatori in campo.
Per comunicare ci sarebbe il telefonino (qualcuno munito di auricolare tra le riserve si trova sempre). Ma lui, l'uomo che scruta lo zodiaco per scegliere le formazione titolare, nasconde nella mente (così dice, con serietà da commediante) la capacità di tenersi in paranormale contatto con Henry o con Ribery oppure con Nasri (gli uomini più pericolosi secondo il più concreto pensiero di Capello). Soltanto una volta deve avergli provocato un cortocircuito. Fu lui, il tecnico attore, specializzato in provocazioni, a ispirare la famosa testata di Zidane a Materazzi il 9 luglio del 2006.
Finita la recita, Domenech torna commissario tecnico educato ed elegante («tra Italia e Francia c'è la rivalità delle grandi squadre, che non terminerà certo con le qualificazioni all'Europeo, anzi agli Europei potrebbe continuare»), a tal punto da riconoscere «la qualità e il talento degli azzurri: è proprio una bella squadra». Le stelle stavolta devono avergli consigliato prudenza, addirittura prefigurato negatività incombenti se si è addirittura spinto nella seguente dichiarazione: «E se perderemo non sarà drammatico per il nostro cammino europeo».
Par di sentire messere Donadoni («se non ci sono troppi scalini da fare per andare in tribuna, stringerò la mano a Domenech. Salutare una persona è soprattutto una questione di educazione»). Il ct azzurro la pensa come il collega: Italia-Francia non sarà decisiva per l'ammissione alla fase finale del Campionato europeo: «La sento come tutte le altre, ovviamente con un avversario di grande prestigio. Ma se guardiamo alla matematica della classifica, in questa partita non vi è nulla di definitivo. Noi in classifica dobbiamo guardare più a quelli che ci stanno dietro che alla Francia che ci sta davanti».
Meglio pararsi a posteriori, in effetti. Cosicché, la rivincita della finale mondiale di Berlino potrebbe anche finire in pareggio senza scontentare nessuno. Perché (qualificandosi in due) sarà in trasferta che l'Italia capirà quale sarà il futuro più prossimo (Europeo, sì o no?). Mercoledì in Ucraina sarà davvero in palio mezza qualificazione. Tanto che si è deciso di preservare l'acciaccato Toni proprio per approntarlo in vista della sfida agli amici di Shevchenko. Contro i Blues, invece, toccherà ad Inzaghi, l'ammazza-magie: meno forza, più velocità di pensiero (e di esecuzione).

G. Flavio Campanella

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