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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:14

Paparesta: cerchiamo partner affidabili per il futuro del Bari

Paparesta: cerchiamo partner affidabili per il futuro del Bari
ANTONELLO RAIMONDO
BARI - L’avevano descritto nero e deluso dopo la sconfitta di Terni. Oggi Gianluca Paparesta ha un tono decisamente più rinfrancato. Ha voltato pagina per l’ennesima volta in questa stagione ricca e contradditoria. Guarda avanti con l’energia che gli ha consentito di portare a termine la scalata al Bari.

Presidente, smaltita la delusione?

«Certo che sì, ci mancherebbe altro. Chi si ferma è perduto. Vale nella vita e il calcio non fa eccezione. Bisogna pensare ai prossimi appuntamenti che restano importantissimi».

La Pasqua le consentirà di staccare un po’ col calcio giocato.

«Macché. Ieri pomeriggio sono andato a vedere la partita della Primavera. Peccato, la squadra di Urbano ha perso 2-0 col Napoli ma ha giocato bene. Gara pesantemente condizionata dal vento».

Dopo Terni che idea si è fatto del finale di campionato del Bari?

«Serve rimboccarsi le maniche e pensare a battere il Crotone. Senza fare annunci e preparare tabelle. Nulla è perso, in otto giornate può accadere di tutto. Ma, ripeto, sarebbe dannoso andare oltre la prossima sfida».

In Umbria è andata in scena una partita dalla difficile lettura.

«Direi proprio di sì. Nel primo tempo ho visto un gran bel Bari, che avrebbe meritato il vantaggio. Poi, subìta l’ingiustizia del gol al passivo, la squadra non ha avuto la reazione che sarebbe servita. Poi, parliamoci chiaro: in questo tipo di partite chi segna ha ottime chances di vincere. E mi pare che anche le grandi squadre facciano fatica quando vanno sotto. Visto cosa è successo al Bologna a Carpi? La squadra di Lopez aveva giocato meglio della capolista ma poi è crollata».

Crotone cosa rappresenta?

«Uno snodo cruciale. Vincere aiuta a vincere. A noi manca continuità. Ad Avellino si interruppe il primo ciclo positivo e a Terni è arrivato il bis. Bisogna lavorare in questo senso».

Cambiamo discorso. Il 14 marzo il Bari è diventato una società per azioni, una spa. 

«Ho sempre detto che sono aperto all’ingresso in società di forze in grado di aumentare la forza del club. E di conseguenza anche l’ambizione. Ma questo non significa che il Bari sia in vendita, ci tengo alla chiarezza».

Ci risulta che lei sia spesso in giro per l’Italia e per il mondo.

«I contatti sono fondamentali nel mondo del calcio. Parlo con tanta gente, tanti mi chiedono notizie del Bari. Ma la concretezza è un’altra cosa».

I baresi sognano un intervento russo.

«Non ho smesso di interagire con quel mondo imprenditoriale. Ma non voglio commettere gli errori della scorsa estate. Serve prudenza, i tifosi hanno la mia massima considerazione. Spero come loro che il Bari possa diventare sempre più solido».

Si aspettava di più dagli imprenditori locali?

«Non mi va di fare distinzioni geografiche. Io apro a tutti gli investitori che abbiano forza e che mostrino voglia di sposare il mio progetto. Come saprete, nei progetti iniziali non avrei dovuto avere il ruolo di azionista di riferimento. Ed è per questo che lavoro a trecentosessanta gradi per allargare la compagine societaria».

L’estate si avvicina. E si avvicina pure il momento della programmazione tecnica. Ha già capito se Davide Nicola, che ha un contratto in scadenza nel 2016, sarà l’allenatore del Bari anche nella prossima stagione?

«Guardi, non la prenda come sgarbatezza ma in questo momento non mi sembra il caso di parlare del futuro. Tutti insieme dobbiamo dare il massimo oggi provando a chiudere la stagione con risultati importanti. Siamo impegnati in questa direzione, ecco perché non posso rispondere alla sua domanda».

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