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Calcio - Marco Materazzi ricorda la lite con Zidane

Il campione francese fu espulso nei tempi supplementari per avergli assestato una testata al petto, dopo che il difensore azzurro - ora in convalescenza per 3 mesi - gli aveva risposto «Preferisco la puttana di tua sorella». «Io all'inizio chiedevo quasi scusa per quello che avevo fatto, perché per me Zidane era il Dio del calcio... »: presentato un libro
Calcio - Zidane e Materazzi Germania 2006 MILANO - «L'insulto a Zidane? Uno in quel momento dice la prima cosa che gli viene in mente e per questo ho voluto dire a tutti quello che realmente ho detto, perché almeno la gente sa, sa che in fondo e soprattutto chi ha giocato, non solo a calcio, pallavolo, basket, sa che in tutti gli sport, ci può scappare una parola del genere». Queste le parole del difensore dell'Inter, Marco Materazzi che, in esclusiva ai microfoni di Sky, e approfittando della presentazione del suo libro "Una vita da guerriero" («Speriamo non sia l'ultimo, vorrà dire che devo raccontare ancora tante cose»), ha spiegato i motivi che lo hanno portato a provocare Zinedine Zidane nella finale dei Mondiali del 2006 in un'intervista che andrà in onda questa sera all'interno di "Sky Calcio Anteprima".

La finale si giocò la sera del 9 luglio nello stadio di Berlino e gli Azzurri diventarono campioni del mondo battendo la Francia 6-4 ai rigori.

L'incidente, al 109° minuto (siamo ai tempi supplementari dopo il pareggio 1-1 raggiunto nel 1° tempo). Zidane, infastidito dalla marcatura stretta di Materazzi, gli chiese sarcasticamente se voleva la sua maglia. «Preferisco la puttana di tua sorella» la risposta del calciatore italiano, quindi la reazione del francese con la testata in pieno petto, che gli costò l'espulsione dal campo.

«Penso che eravamo tutti e due sotto uno stress adrenalinico veramente forte e tutti e due possiamo aver sbagliato, però è stato sicuramente molto minore il mio errore che non il suo - ha spiegato il difensore azzurro -. Io all'inizio chiedevo quasi scusa per quello che avevo fatto, perché per me Zidane era il Dio del calcio, quindi più che chiedere scusa lì all'istante non potevo fare, poi una volta che vengo trattato in modo sprezzante, credo di aver reagito come qualsiasi altra persona avrebbe fatto».

Al termine della finale, «quando sono rientrato negli spogliatoi non era ancora scoppiato l'inferno, eravamo in pochi, 3-4, gli altri sono arrivati mezzora dopo, o almeno così mi è sembrato. In quei momenti il tempo sembra dilatarsi senza una logica».
«Con me - dice ancora Materazzi - c'erano Oddo e Zambrotta e in mezzo allo stanzone un bidone enorme pieno di birre ghiacciate. Io sono praticamente astemio, ma credo di averne bevute almeno 3. Forse è per quello che quando è arrivato il presidente Napolitano, schekerandone una, gli ho fatto la doccia sotto gli occhi esterrefatti del ministro Melandri. Ecco, questa è una cosa che so di aver fatto, ma non me ne sono reso conto perché in quei momenti penso che uno è felice, sa di aver reso felice una nazione intera come io e i miei compagni, penso si senta onnipotente. Però è finita lì e il Presidente poi ci ha anche scherzato su, quindi è stata una cosa carina».

Domenech ha detto di recente che Materazzi è stato il miglior giocatore della Mondiale, lui risponde che «gli stringerò la mano, gli farò i complimenti per quello che sta facendo con la nazionale francese. Come mi hanno fatto molto piacere le dichiarazioni sul sottoscritto dove ha detto di essere stato il migliore in campo. Le accetto, ha mostrato grande intelligenza, anche se posso essere sincero, se permettete una battuta io l'avevo capito già il 9 luglio del 2006, lui ci ha messo un anno».

Gli chiedono con chi vada più d'accordo dei suoi compagni, Materazzi risponde così: «Scherzando ma non troppo dico sempre che vado d'accordo con gli zingari e con i terroni. Per questo il mio compagno di camera nell'Inter è Dejan Stankovic , che è molto zingaro e dunque molto amico mio. Per lo stesso motivo, anche se ci capita di litigare, e pure di brutto, ho un buon feeling con Zlatan Ibrahimovic, che è zingarissimo».
«Rino Gattuso - conclude Materazzi - è tutte e due le cose, di più, è la sintesi perfetta. Dunque mio fratello. Questa penso sia la sintesi di una persona, per come intendo l'amicizia io. Rino per me, può essere anche la bandiera del Milan, che è la nostra prima antagonista cittadina, però rimane sempre mio fratello e io sono uno che non rinnega mai le proprie amicizie. Qualche nemico c'è stato».

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