Cerca

Lunedì 23 Ottobre 2017 | 02:50

Cassano alla Samp: «ho bisogno di affetto»

Il talento calcistico di Bari Vecchia ha raccontato le sue emozioni ai tifosi liguri accorsi per conoscerlo, parlando anche della sua ultima esperienza a Madrid. Vestirà il numero 99
Antonio Cassano alla SampdoriaGENOVA - In forma, senza «pancetta», una sciarpablucerchiata al collo e tanta voglia di riscatto. Così Antonio Cassano nel giorno della sua presentazione come nuovo acquisto della Sampdoria. Davanti a 1.500 tifosi il talento di Bari Vecchia ha raccontato le sue emozioni, parlando anche della sua ultima esperienza a Madrid. «Al Real è andata male, al 70% è stata colpa mia, ma ci sono state anche tante situazioni negative - ha spiegato l'ex attaccante della Roma.

Ha scelto il numero 99 («ho fatto 9 + 9, e poi è il numero di Romaldo, in ogni caso è una maglia che mi dona»). Antonio Cassano, in versione blucerchiata, si è presentato quindi ai tifosi della Sampdoria accorsi in massa allo Star Hotel di Genova regalando grande allegria, disponibilità e soprattutto umiltà.
Alla società, ai compagni di squadra, all'allenatore e ai suoi fan ha lanciato un appello: «Io ho bisogno di affetto, se lo ricevo do il 100%». «Ho scelto Genova - ha spiegato - perché credo che questa sia la società giusta, la città giusta, l'ambiente giusto. Il progetto della Sampdoria è importante, ha avuto fiducia in me quando ero in difficoltà, e io voglio far parte di questo progetto. Voglio tornare ad essere un calciatore protagonista. Ho grande fiducia in me e nelle mie possibilità. Bisogna essere umili, lavorare e vedere dove si potrà arrivare».

«In sette anni ho fatto tanti errori ed anche a Madrid il 70% delle colpe sono state mie, me ne assume la responsabilità, ma anche le situazioni hanno influito». Un bagno di umilità per un Cassano, in blucerchiato con una gran voglia di tornare ad essere «grande».
«Io sono fatto così - spiega ai giornalisti -, sono uno che dice le cose in faccia. Ma non voglio creare problemi a chi ha creduto in me. Da questo punto di vista devo migliorare». E poi subito dopo «questa non dovrà essere una resurrezione calcistica, io non muoio calcisticamente. Sono molto sicuro di me stesso e di quello che valgo. Ma avevo bisogno di tornare a casa. Senza il mio Paese non sono un granché».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione