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Giovedì 21 Settembre 2017 | 00:06

Bari, oggi col Varese passa l’ultimo treno

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Non una partita decisiva ma un piccolo punto di svolta sì. Battere il Varese per allontanare ulteriormente la zona playoff e guardare al futuro con un pizzico di serenità in più. Forse l’ultima chance per provare a dimostrare che la quadratura del cerchio è davvero a un passo. Dopo la «mollezza» di Avellino servono risposte forti. E il primo a pretenderle è Davide Nicola, il comandante di una barca che non riesce a mettersi alle spalle il mare agitato. Fischio d'inizio alle 15
Bari, oggi col Varese passa l’ultimo treno
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Non una partita decisiva ma un piccolo punto di svolta sì. Battere il Varese per allontanare ulteriormente la zona playoff e guardare al futuro con un pizzico di serenità in più. Forse l’ultima chance per provare a dimostrare che la quadratura del cerchio è davvero a un passo. Dopo la «mollezza» di Avellino servono risposte forti. E il primo a pretenderle è Davide Nicola, il comandante di una barca che non riesce a mettersi alle spalle il mare agitato pur avendo dato, a volte, l’impressione di essere vicino all’obiettivo.Perdi una palla ne devi conquistare tante altre. Qui la sconfitta la si vive come un piccolo dramma. Non fa piacere perdere ma bisogna vedere come si arriva a quella sconfitta. Il primo tempo contro l’Avellino non abbiamo giocato con il giusto coraggio. Nel secondo tempo abbiamo fatto bene, in alcune situazioni avremmo potuto recuperare con le occasioni capitate a Ebagua e a Caputo. Ora dobbiamo voltare pagina e riprendere a muovere la classifica. È un incidente di percorso che non ci è piaciuto e che ci convince ad andare avanti con ancora più forza».

«Galano è stato fuori ad Avellino per un problema. Schiattarella potrebbe perdere il posto? Ho delle idee precise in merito. Per la costruzione della squadra mi fido sempre di quello che vedo in campo. Torna Caputo e saluto il suo rientro con gran piacere. La squadra, lo staff e la società hanno avuto grandi dimostrazioni di affetto nei confronti di Francesco. C’è unità di intenti e lui ha questa maglia addosso come una seconda pelle. Può dispiacere che non ci sia Ebagua per il suo valore ma di Caputo mi fido ciecamente, questo deve essere chiaro a tutti».

«Voglio che la squadra giochi una partita come fosse una finale senza pensare alla sfida successiva - spiega Nicola - a me piacciono i miei giocatori e pretendo da me stesso e da tutto lo staff che si vinca partita dopo partita. A me interessa la sfida col Varese. Ogni partita che vinci crei i presupposti per una continuità di risultati che era e resta la cosa più importante».

«La costanza di certi tipi di risultati non c’è mai stata in trenta partite se non per tre, forse quattro, partite di seguito. Il Bari di Nicola in questo momento è come me per certe cose ed è come il Bari per altre. Questi ce l’hanno il carattere! Il problema è che non abbiamo la convinzione completa dei nostri mezzi. Siamo schiavi di troppe menti, di ciò che pensano gli altri, delle tante emozioni che circolano. Noi dobbiamo distaccarci da tutto e tutti», la chiosa del tecnico biancorosso.

«Il Varese va affrontato con la voglia di fare la partita - conclude Nicola - l’obiettivo è voler vincere, non ce ne sono altri. Sono convinto che se facciamo il nostro gioco, se riusciamo a controllarlo, a scendere con entusiasmo e voglia di vincere tutti i contrasti, senza troppe preoccupazioni, ne usciamo vincenti. Ora c’è il Varese, pensiamo a quello».

Capitolo formazione. Sembra esserci un solo dubbio: Romizi o Schiattarella. Il tridente riparte da Caputo, Galano e Boateng (favorito su De Luca, un ex insieme a Martino Borghese che da queste parti ha ancora tanti amici). In difesa scelte già fatte: Sabelli, Rinaudo, Contini e Calderoni. A centrocampo certi di una maglia sia Donati che Bellomo.

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