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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 14:23

Volley, il ct Bonitta in Gazzetta: «Puglia sfrutta l'entusiasmo»

di GIANLUCA CASCIONE
BARI - La lunga scia del Mondiale femminilie di pallavolo non si è dispersa nemmeno a distanza, ormai, di sei mesi. Sensazioni indelebili anche per coach Mauro Bonitta, tornato in Puglia per il «Progetto Piramide», tre incontri tenutisi da martedì a giovedì ad Andria, Lecce e Locorotondo e riservato alla promesse nate tra il 1999 e il 2002. «Probabilmente i giorni passati qui al Mondiale», ha sottolineato ieri nella redazione della Gazzetta sono stati i più importanti per il raggiungimento dei nostri obiettivii»
Volley, il ct Bonitta in Gazzetta: «Puglia sfrutta l'entusiasmo»
di Gianluca Cascione

BARI - La lunga scia dei Mondiali femminili di pallavolo non si è dispersa nemmeno a distanza, ormai, di sei mesi. Restano vive le emozioni regalate dalle azzurre, nel capoluogo pugliese percepite con più partecipazione grazie alle due fasi disputate al PalaFlorio. Sensazioni indelebili anche per coach Mauro Bonitta, tornato in Puglia per il «Progetto Piramide», tre incontri tenutisi da martedì a giovedì ad Andria, Lecce e Locorotondo e riservato alla promesse nate tra il 1999 e il 2002.

«Probabilmente i giorni passati qui», ha sottolineato ieri nella redazione della Gazzetta, dove è intervenuto insieme al direttore Giuseppe De Tomaso, al vicepresidente Fipav Giuseppe Manfredi, al presidente del Col regionale Danilo Piscopo, al numero uno del Coni Puglia Elio Sannicandro e all’ex giocatrice della nazionale Annamaria Quaranta, di Manduria, «sono stati i più importanti per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Contro il Giappone c'era da varcare il Rubicone e ci siamo riusciti».

Dietro al successo dell’Italia c'è stata la capacità di aver creato un gruppo solido. «C'erano ragazze di 35 e 19 anni, due generazioni con mentalità diverse. Il mio lavoro è stato quello di non soffocare nessuna delle due», le parole di Bonitta, corroborate dalla Quaranta: «Si è passati da un gruppo consolidato a uno misto, con gente esperta che facesse crescere le più giovani, coloro che saranno il futuro. Lui ci è riuscito nel poco tempo avuto a disposizione». «Fare disputare il torneo in Italia - ha continuato il coach ravennate - è stata una mossa vincente: ci ha seguito gente di ogni età». Ripercussioni che, ovviamente, si sono sentite anche su altri fronti.

«Siamo contenti», ha chiosato Sannicandro, «di aver creato un sistema di sport che lega con altri elementi, promotore anche del territorio». «A fronte di un investimento di 190mila euro da parte degli enti pubblici - ha proseguito Piscopo - c'è stata una ricaduta sul territorio di due milioni e mezzo circa. Ed è una ricerca limitata solo a dati oggettivi, ovvero spese alberghiere, ristorazione e trasporto». Ma Bonitta guarda al futuro, passando da questa regione. «La pallavolo è in continua evoluzione - ha aggiunto - Ed è sempre più terra dei giocatori veri: chi ha tecnica e qualità, chi sa risolvere la situazione mai prevista in allenamento, farà ancor di più la differenza. Servono questi giocatori. Ed è proprio questo il messaggio che vogliamo portare in Italia: creare atleti. In Puglia i numeri dicono che c'è un rapporto di uno a due tra ragazzi e ragazze mentre nelle altre regioni è di uno su tre. Per quelle che erano le mie aspettative ho avuto una buona impressione. Ho visto ragazzine interessanti da un punto di vista atletico, strutturale e anche tecnico. Ma la Puglia deve fare qualcosa di forte».

Chiaro il riferimento alla mancanza di società di alto profilo. «Qui non ci sono club di riferimento - ha spiegato Manfredi - e i costi sono alti perché vengono ingaggiate atlete di altre regioni. Dobbiamo invogliare soprattutto i comitati provinciali».

L’ultimo pensiero il 51enne lo riserva agli allenatori («Alcuni sono rimasti a 15 anni fa. Oggi sono diversi i modi di allenare. Va creata una nuova generazione») e all’Italia: «Non esiste una mentalità nazionalistica, il nostro non è un Paese di sistema ma di creatività, della risoluzione di emergenza. La Nazionale femminile ha dato un segnale, è stato un esempio bellissimo. Siamo stati premiati a Palazzo Chigi pur senza vincere nulla: è una medaglia che abbiamo nella testa piuttosto che sul collo». E chissà se il futuro sia proprio qui in Puglia.

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