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Motori - Capirossi, caduta alla Rossi: deve soldi al fisco

L'ufficio di Faenza dell'Agenzia delle entrate avrebbe emesso a carico di Capirossi accertamenti relativi agli anni 2001 e 2002. In particolare al campione sarebbero stati contestati compensi non dichiarati, relativi al 2002, per circa 1,3 milioni di euro. Ma cisono anche pendenze pregresse
Loris CapirossiROMA - Dopo Valentino Rossi, anche Loris Capirossi inciampa sulle tasse. E cosi il fisco, con cui aveva avuto già a che fare, ha bussato alla sua porta un'altra volta. L'ufficio di Faenza dell'Agenzia delle entrate avrebbe emesso a carico di Capirossi accertamenti relativi agli anni
2001-2002. In particolare al campione sarebbero stati contestati compensi non dichiarati, relativi al 2002, per circa 1,3 milioni di euro.
Tra il motociclista, che dichiara di essere residente nel principato di Monaco, e l'Agenzia delle entrate è in atto un braccio di ferro che va avanti da alcuni anni, con diversi passaggi nelle commissioni tributarie. Per gli anni dal 1995 al 2000 le commissioni hanno confermato gli accertamenti e il pilota ha presentato ricorso in cassazione. Nel complesso, per tutti gli anni contestati, gli importi sono consistenti. I redditi da lavoro autonomo contestati fino al 2002 ammontano a oltre 12 milioni di euro, di cui 9 milioni già confermati dalle dalle commissioni tributarie.
Il pilota ha presentato ricorso contro tutti gli accertamenti, tranne l'ultimo per il quale però ha ancora tempo. Il pilota risulta nullatenente. Sulla villa di Riolo Terme, che risulta acquistata da una società ma nella disponibilità di Capirossi, è stata iscritta ipoteca ed è stato chiesto di dichiarare simulato l'atto di acquisto. Mentre a gennaio del 2007 l'agente della riscossione ha notificato atto di pignoramento alla casa motociclistica Ducati corse.

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