Mercoledì 15 Agosto 2018 | 10:42

Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

Calcio / Serie B - La gerarchia cambia: Lecce capoluogo della Puglia

Nel Salento c'è chi è disposto a investire, a Bari si decide di puntare sui giovani (perlopiù in prestito) e su stranieri da scoprire (definiteli incognite, se preferite). Il caso Joao Pereira dimostra che quella biancorossa è una società senza ambizioni, indipendentemente dall'esito del prossimo campionato
Calcio Bari - Vincenzo MatarreseBARI - Lecce è (ora) il capoluogo calcistico della Puglia. Cambiano i tempi, s'invertono le gerarchie. Nel Salento c'è chi è disposto a investire (leggi Semeraro), a Bari si decide di puntare sui giovani (perlopiù in prestito) e su stranieri da scoprire (definiteli incognite, se preferite). Si trattasse di un autentico rinnovato amore per il vivaio oppure di un ritorno all'esterofilia da intenditori (dal Sudamerica arrivò pur sempre un certo Joao Paulo), ci sarebbe da esibirsi in lodi sperticate. Invece, alla base della strategia c'è il chiaro intento di evitare esborsi, un insulto alla passione dei tifosi baresi, alle prese con un attacco di bile dopo l'ennesimo colpo di mercato dei salentini. Mentre i giallorossi di Papadopulo si presentano ai nastri di partenza della serie B come favoriti (peraltro in attivo di bilancio nel rapporto tra entrate e uscite, anche se a gennaio il passivo per i rinforzi fu cospicuo), i biancorossi dovrebbero credere (ma non ci credono, chiedete pure a Santoruvo e Gazzi) a un campionato di vertice, così come viene ripetuto loro da Materazzi.
Il tecnico di Arborea è troppo navigato per non sapere di dover fare buon viso a cattivo gioco. Del resto, se solo parlasse con il collega e amico Papadopulo, la trascrizione di un'eventuale intercettazione telefonica (vanno così di moda...) riporterebbe più o meno queste parole: «Caro Papa, ho letto le tue dichiarazioni. Tu dici che senza acquisti di categoria non si va da nessuna parte. Hai ragione, ma io che ci posso fare se Matarrese non vuole spendere? Devo accontentarmi di provini e prestiti, più qualche riscatto di calciatori in comproprietà. Oppure di qualche rinnovo (e speriamo che vengano definiti presto quelli di Gillet, Pianu e Rajcic). Sì, è vero che sono fiducioso perché c'è un gruppo interessante, però se fossi al tuo posto sarei più tranquillo. Hai avuto Abbruscato, Ardito e adesso pure Ariatti. Si vede dalle iniziali dei cognomi dove volete arrivare».
Il Lecce punta alla serie A. Lo hanno detto tutti (il patron in primis), ma soprattutto lo dice la composizione dell'organico. Il club salentino ha deciso di scucire un milione e ottocentomila euro per ingaggiare l'ultimo arrivato Ariatti, ex giocatore di Atalanta e Fiorentina, mentre il Bari si è fatto sfuggire Joao Pereira, difensore destro della Nazionale Under 21 del Portogallo, per non aver voluto avvicinare la richiesta del Gil Vicente, peraltro disposto a lasciar andare il giocatore, così come confermato da un'operazione lampo concretizzata nei giorni scorsi dallo Sporting Braga, il cui presidente Antonio Salvador ha concluso la trattativa nel giro di poche ore. Mentre Ladino cercava di dimostrare doti tutte da verificare, lo Sporting, perso Luis Felipe (approdato al Benfica), è andato da Antonio Fiuza, numero uno del Gil Vicente, ha messo sul piatto la somma richiesta (il famoso milione di euro) e si è assicurato Joao Pereira, il quale prima ha firmato un contratto di quattro anni e poi ha affermato: «È stata una sorpresa. Pensavo ormai di dover restare al Gil Vicente. Volevo andarmene e per fortuna è successo. È con piacere che giocherò nel Braga, un club con molte ambizioni. Contribuirò a farlo diventare ancora più grande».
Se tanto mi dà tanto, è un procedimento logico sostenere che il Bari è, al contrario, una società senza ambizioni, indipendentemente dall'esito del prossimo campionato. Può essere che Materazzi abbia cognizione nel dire di aspettare prima di giudicare (e francamente una dose di curiosità c'è), ma rimane la certezza di una dirigenza che naviga a vista, che decide guardando i Dvd, che ingaggia per valorizzare i giovani di altri club, che sarebbe anche capace di trovare l'annata fortunata prima di scivolare nuovamente e mestamente in B. È, purtroppo, un'opinione (constatazione?) diffusa, visto che la prima immediata risposta è la diserzione dei tifosi organizzati: niente abbonamenti, prime gare ufficiali dei biancorossi senza pubblico (o quasi), contestazioni davanti al Comune per sollecitare il sindaco (una buona volta) a intervenire. Dall'altra parte della Puglia, invece, già si gode. I baresi espongono "Via Matarrese da Bari", i leccesi rispondono con "Il Milan ha Pato, noi abbiamo Abbruscato". I giallorossi chiedono "Papadopulo, riporta il Lecce in A", i biancorossi vorrebbero una raccolta di firme per indurre Materazzi a dare le dimissioni.
Le soprese nel calcio sono all'ordine del giorno, cosicché non ci meraviglieremmo se le posizioni delle due squadre fossero, alla fine del prossimo campionato, più vicine rispetto alle previsioni. Ma le idee da sole non bastano. Per salire di categoria e rimanerci servono investimenti. Il Lecce ha dimostrato di credere in un progetto (sebbene sia tutto da vedere se sarà possibile andare e poi restare a lunga scadenza nel grande calcio), il Bari si sforza di convincere (se stesso e gli altri) di averne uno («Serie A in tre anni»). In realtà, Matarrese, al quale non si può negare il merito di aver regalato momenti soddisfacenti nei trent'anni di gestione, rischia di assumersi un'ulteriore responsabilità: dopo aver reso il San Nicola una cattedrale nel deserto, sta per consegnare definitivamente nelle mani del Lecce la supremazia regionale. Per chi scrive, poco male (chi è più capace merita riconoscimenti), ma lo smacco di una retrocessione d'immagine continua è davvero troppo per chi deve addirittura nascondere quasi con vergogna (per manifesta inconsistenza) l'unico trofeo di una storia centennale: signori e signore, la Mitropa Cup.

G. Flavio Campanella

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Il Bari sempre più vicino alla Dadesso è corsa contro il tempo

Il Bari sempre più vicino alla D
adesso è corsa contro il tempo

 
Foggia batte Cerignola 2-0nell'amichevole allo Zaccheria

Foggia batte Cerignola 2-0
nell'amichevole allo Zaccheria

 
Il Bari va diritto su CastoriLa panchina il punto chiave

Il Bari va diritto su Castori: la panchina è il punto chiave

 
Coppa Italia, sonora sconfitta per il Lecce: vince il Genoa 4-0

Coppa Italia, sonora sconfitta per il Lecce: vince il Genoa 4-0

 
Atletica, la pugliese Palmisano

Bronzo per la pugliese Antonella Palmisano nella 20 km di marcia

 
Foggia, Zambelli pronto a ricomnciare: siamo in rodaggio

Foggia, Zambelli pronto a ricomnciare: siamo in rodaggio

 
Lecce sul palco Genoa e la voglia di sgambetto

Lecce sul palco Genoa e la voglia di sgambetto

 
Galli vira sul nuovo Bari«Il mio progetto per ripartire»

Galli vira sul nuovo Bari: «Il mio progetto per ripartire». E il 26 si gioca col Bitonto

 

GDM.TV

Bari, «scompare» l'aereo rumeno: a rischio le vacanze in Grecia

Bari, sparisce il jet rumeno: addio alle ferie in Grecia

 
Ponte crollato a Genova, le immagini dall'alto

Ponte crollato a Genova, le immagini dall'alto

 
«Oh mio Dio», il terrore in diretta

«Oh Dio, oh Dio!», il terrore in diretta

 
Genova, apocalisse sull'autostrada: crolla un ponte, giù oltre 100 metri. Auto e persone sotto le macerie

Genova, apocalisse sull'autostrada: crolla un ponte, 35 morti e 15 feriti. Quattro estratti vivi
«Oh Dio, oh Dio!»: terrore in diretta | Vd: dall'alto

 
Commemorazione fratelli Luciani, il video

Mafia, a un anno dalla tragedia la cerimonia a San Marco in Lamis

 
Brindisi, l'aereo-forno di RyanairMalori a bordo. «Bloccati sulla pista»

Brindisi, l'aereo-forno di Ryanair
Malori a bordo. «Bloccati sulla pista»

 
Prof. Gesualdo: «Primo trapianto al mondo a partire da donatore cadavere»

Trapianto di rene a catena a Bari. Gesualdo: «Ecco il primo caso al mondo»

 
La masseria che faceva affari con 2mila piante droga a Lecce

La masseria che faceva affari con 2mila piante droga a Lecce

 

PHOTONEWS