Cerca

Martedì 26 Settembre 2017 | 13:09

Antonio il wrestler che combatte con tutto il cuore

di GIUSEPPE DIMICCOLI
BARLETTA - «Sono partito per Londra il 16 ottobre 2010 a insaputa della mia famiglia. Volevo rifarmi una vita. Non avevo alcun contatto e nessun posto dove andare. La mia fa miglia non mi ha avrebbe mai lasciato fare una scelta del genere. Ma io sono del parere che alcune volte nella vita bisogna prendere dei rischi. Così lasciai un biglietto sul tavolo e di notte me ne andai»
Antonio il wrestler che combatte con tutto il cuore
di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - «Vivo a Swindon sede della Federazione per cui lavoro e dove mi alleno. È per questo motivo che mi sono trasferito qui da Londra dove ho vissuto per circa un anno. Tra pochi giorni torno a Barletta. Mi farà piacere vederla. Ho molto da raccontare». Così Antonio De Luca (@TonyDeLuca4FW), al secolo Ferdinando Binetti 25en ne barlettano purosangue con il wrestling che gli scorre nelle vene, ha risposto ad un tweet del vostro cronista. Una bella sorpresa incontrarlo di persona. E non solo per il suo accento. Soprattutto per la sua storia e determinazione.

«Sono partito per Londra il 16 ottobre 2010 a insaputa della mia famiglia. Volevo rifarmi una vita. Non avevo alcun contatto e nessun posto dove andare. La mia fa miglia non mi ha avrebbe mai lasciato fare una scelta del genere. Ma io sono del parere che alcune volte nella vita bisogna prendere dei rischi. Così lasciai un biglietto sul tavolo e di notte me ne andai. Biglietto di sola andata. Il fallimento non era un opzione per me. Nel giro di una settimana a Londra la mia nuova vita era pronta per iniziare. Mi sono diplomato al liceo classico a Barletta e ho fatto un anno di giurisprudenza a Foggia dopo essere stato convinto dalla mia famiglia a prendere quella stra da. Ma non era quello che volevo fare e me ne resi subito conto. Il mio sogno da sempre era il wrestling», ha premesso tutto d’un fiato Antonio.
E poi: «La passione per il wrestling è innata. L’ho sempre guardato sin da piccolo, poi da quando avevo 14 anni è diventato amore e ho iniziato a sognare, iscri vendomi in palestra e cercando di somigliare in tutti i modi ai miei eroi in Tv».

Antonio, 25enne, confessa le difficoltà iniziali: «Quando ero in Italia, prima di fare la scelta migliore della mia vita e andarmene, era difficile, anzi impossibile iniziare, perché non ci sono scuole nei dintorni. Vi è molta ignoranza e non solo in questo campo. Quindi per me era solo un sogno, che dicevo avrei rea lizzato nella mia prossima vita, e che in questa vita da italiano ci dovevo rinunciare. Poi dopo il trasferimento a Londra ho trovato una miriade di scuole ma la mia scelta è appunto ricaduta su quella di Swindon».
Antonio, come se fosse sul ring, rotea il caleidoscopio dei ricordi e delle esperienze: «Ho debuttato ufficialmente il 28 luglio 2012 anche se ho fatto un paio di apparizioni nei mesi precedenti per promuovere il mio debutto. Ad oggi ho realizzato già 150 incontri. Sono appena tornato da un tour di tre mesi in Giappone con la Michinoku Pro, federazione leggendaria, in cui è in programma il mio ritorno molto presto. A parte questo ho lottato sempre e solo in Uk, principalmente per «4 Front Wrestling», una delle più prestigiose federazioni britanniche che mi ha allenato e tirato su come un figlio. È una federazione a cui devo molto per aver creduto in me ma lavoro anche per altre federazioni».

La soddisfazione più bella? «Il poter praticare questo sport. Del resto ho avuto la fortuna e l’onore di combattere contro le stesse persone che fino a qualche anno fa guardavo in televisione e non sognavo nemmeno di conoscere. Ora sono uno di loro grazie alle circa 5 ore al giorno di cui 4 di wrestling e 1 in palestra con i pesi. Il tipo di allenamento di wrestling non è asso lutamente diverso da quello di una qualsiasi arte mar ziale è chiaro che richiede una forma fisica impeccabile se si vuole competere con gli atleti migliori del mondo. L’Italia ha un enorme potenziale, e quando il wrestling veniva trasmesso in Tv c’era davvero un boom».

La conclusione: «Questo è uno sport molto duro che richiede determinazione e impegno a non finire. Non si contano tutti quelli che iniziano e rinunciano perché è troppo difficile e richiede costanza e sacrificio 24 ore su 24. Per chi volesse iniziare questo sport e non ha la fortuna di avere una scuola consiglierei di trovarne una valida e se proprio non è possibile di iniziare con una qualsiasi arte marziale». E pendere come modello Antonio il wrestler che combatte con il cuore. [twitter@peppedimiccoli]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione