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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:48

Formula 1 - Todt: «McLaren dal doppio volto»

L'ad della Ferrari: «Da un lato chiedeva di risolvere i problemi in famiglia e dall'altro era a conoscenza che un dipendente aveva informazione segrete. La violazione è data già dal semplice possesso di notizie, che è un enorme vantaggio, come trovarsi a giocare a poker conoscendo le carte altrui»
TORINO - Da un lato la McLaren chiedeva alla Ferrari di risolvere i problemi in famiglia e dall'altro era a conoscenza che un suo dipendente aveva informazione segrete della Ferrari. È il retroscena della spy story raccontato oggi dall'amministratore delegato Jean Todt sul sito della Ferrari. «Alcune settimane dopo la gara di Melbourne, in occasione di una riunione, il team principal della McLaren - spiega Todt - mi propose di raggiungere una sorta di accordo per stabilire migliori rapporti fra le due squadre evitando eventuali reciproche denunce all'autorità sportiva. Gli risposi che mi era impossibile crederci perché tante volte avevamo visto che certi impegni erano sempre stati disattesi da parte loro. Ci fu uno scambio di opinioni e, volendo credere che alla fine ciò fosse possibile, acconsentii a siglare, il 9 giugno scorso, questo accordo. Per tutto quel periodo e anche posteriormente - aggiunge il manager del Cavallino - la McLaren era perfettamente a conoscenza non soltanto delle email mandate dal nostro delatore (Nigel Stepney, ndr) ma anche del fatto che il loro chief designer (Mike Coughlan, ndr) era rimasto in contatto con lui e aveva ricevuto e continuava ad essere in possesso di un ingente quantitativo di informazioni tecniche di nostra proprietà. Quindi, da una parte ci veniva detto "fidiamoci l'uno dell'altro", dall'altra si nascondevano certi fatti gravissimi come quelli sopra citati ben guardandoci di informarci come avrebbe richiesto lo spirito e la lettera dell'accordo».

Per la Ferrari è stato come trovarsi a «giocare una mano di poker con un avversario che conosceva già le sue carte». «La McLaren - ha rivelato sul sito della Ferrari - ha confermato di aver dovuto installare un firewall per impedire che altre informazioni provenienti da Stepney potessero arrivare alla squadra in maniera documentata; inoltre, Coughlan è stato invitato a dire allo stesso Stepney di smetterla di mandargli informazioni. Peccato che Coughlan prima gli abbia chiesto delle informazioni sul nostro sistema di ripartizione della frenata, poi sia andato a pranzo con lui in Spagna e se ne sia tornato serenamente a casa con 780 pagine di disegni, schemi, dati e quant'altro, cito il comunicato della Fia, atto a progettare, sviluppare, gestire e far correre una monoposto Ferrari di Formula 1 del 2007. Come confermato dalla stessa decisione di ieri - ha aggiunto - la violazione è data già dal semplice possesso delle informazioni, che di per sè costituisce un enorme vantaggio in una competizione come la Formula 1. Per la Ferrari è come trovarsi a giocare una mano di poker con un avversario che conosce già le tue carte».

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