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Martedì 17 Ottobre 2017 | 01:44

Calcio / Bari - Materazzi: «Siamo da metà classifica in su»

Il tecnico soddisfatto delle due settimane di lavoro in Trentino. La squadra è stata rivoluzionata secondo le sue indicazioni. «Abbiamo un organico molto ben assortito ma se potremo migliorare lo faremo. Ladino? Se farà al caso nostro avremo preso un laterale a costo zero. Noi non siamo spendaccioni»
Calcio - Bari, Beppe MaterazziBARI - Il tecnico del Bari, Beppe Materazzi, è soddisfatto delle due settimane di lavoro in Trentino. L'organico della squadra è stato rivoluzionato secondo le sue indicazioni. E guai a parlargli di dissidi con il ds, Perinetti. «Siamo in piena sintonia. Ogni operazione di mercato ha in calce le nostre due firme». Polemica chiusa.
Per il tecnico il Bari, che lavora a Mezzano di Primiero, è molto più competitivo di quello della passata stagione: «Siamo una formazione da metà classifica in su anche se le prime tre partitelle non possiamo considerarle dei test impegnativi. Il primo banco di prova sarà la Coppa Italia, al San Nicola contro l'Albinoleffe, una squadra che gioca a memoria da anni. Sono soddisfatto degli arrivi e della positiva risoluzione delle comproprietà che ci stavano a cuore».
«Abbiamo cambiato più di mezza squadra. Carrus e Scaglia - prosegue Materazzi - volevano andare via e li abbiamo sostituiti con Donda, un argentino che potrà essere la sorpresa del campionato e Galasso che ha numeri e qualche anno in meno dell'ex viola. Ladino? Se farà al caso nostro avremo preso un laterale a costo zero. Noi non siamo spendaccioni, e il mercato lo facciamo così».
La piazza reclama un acquisto che possa riaccendere gli entusiasmi dopo anni di delusioni. Materazzi non lascia spazio a sogni. «Abbiamo un organico molto ben assortito - conclude - ma se potremo migliorare lo faremo senza dubbio. Il ds è vigile sul mercato. Un attaccante in arrivo? Lo escluderei. Abbiamo Santoruvo, e giocheremo con un modulo ad una punta. Cederemo Vantaggiato e con quella somma vedremo che fare».

A distanza di tempo, il quadro è chiaro. Quando Materazzi affermò, prima di accettare la conferma sulla panchina del Bari, che avrebbe voluto certezze (in questo senso diventò garante dei tifosi), si pensava sostenesse la necessità di costruire una squadra in grado di andare immediatamente in serie A. Poi, il primo chiarimento (o sterzata): «Grandi idee o grandi investimenti» disse, sottindendendo non essere affatto certo della possibilità che, per ottenere un'immediata promozione, Matarrese volesse spendere soldi. Peccato che a precisa domanda del sottoscritto («Ritieni possibile poter puntare alla A senza investire quattrini per prendere giocatori esperti?»), la risposta fu altrettanto precisa («sarebbe meglio averli, soprattutto nei ruoli chiave»). Avuta invece la conferma della strategia al riparmio del datore di lavoro, Materazzi deve aver compreso che intervenire per cercare di non perdere credibilità era improcrastinabile. Ecco spiegata la frase («la serie A in tre anni, mai ho detto nel giro di un anno») che ha fatto insospettire i baresi. La gestione del mercato ha poi dato ai tifosi la sensazione che le «grandi idee» di Materazzi fossero in realtà quelle derivategli anche da contatti personali curati e sviluppati dal figlio Matteo.
Con queste premesse, si è messa su una rosa (ancora da completare) zeppa di incognite, per cui appare perlomeno affrettato dire (come è stato detto dall'allenatore) «sono sicuro di gestire un gruppo più forte di quello dello scorso anno». Peraltro, c'è una contraddizione: perché se si ritiene di avere maggior qualità, non si può poi sostenere di essere da medio-alta classifica per il semplice fatto che (con Gazzi) Maran a dicembre dello scorso anno era al vertice della B (poi le solite dinamiche hanno distrutto il lavoro di mesi). Quindi dire di avere una squadra più forte dovrebbe in altri termini significare avere la formazione per puntare al salto di categoria. Se ce ne fosse bisogno ricordarlo, è invece opinione comune (anche di ex che in passato hanno calcato i campi di tutto il mondo) che il Bari non abbia le carte in regola per arrivare ai playoff, anche perché, pur ipotizzando un'annata fortunata, il passato dice dell'incapacità della società di cavalcare l'onda (per informazioni, chiedere appunto a Maran). Una delle eccezioni fu proprio la stagione ('93-'94) con Materazzi in panchina, per cui, se non altro per questo, sarebbe giusto essere un minimo ottimisti dando la possibilità all'uomo di Arborea di riprovarci con serenità.
La vera questione, però, è di prospettiva (che fine fece quel Bari, e prima quello di Salvemini e poi quello di Fascetti?). Anche ammettendo un exploit (comunque improbabile) alla fine di questa stagione, quando sarebbe fissato l'appuntamento con la retrocessione? Sostenere una squadra, secondo una delle regole del tifo, è un dovere. Infatti, a Bari lo si è sempre fatto (anche soffrendo in silenzio). ma per accendere l'amore, ci vogliono stimoli. Altrimenti, come in altri ambiti della vita, l'affetto rimane, ma la passione si spegne, tranne per quei "pazzi" come Michele Triggiani, presidente onorario dell'associazione Bari In Testa. Dopo altre iniziative, ha deciso di scrivere una lettera-invito (ad acquistare il club) a Flavio Briatore.

G. Flavio Campanella

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