Cerca

Ciclismo - Il Tour de France riparte senza maglia gialla

Dopo l'eclusione, per la vicenda legata ai controlli antidoping saltati, del danese Rasmussen (che dà del matto al capo della Rabobank e chiede prove a Cassani), la corsa riparte da Pau con lo spagnolo Contador al comando della classifica generale, ma senza maglia. A Bennati la 17esima tappa
GOURETTE (FRANCIA) - Parte della stampa francese ha dichiarato il Tour de France "morto" ed ha chiesto agli organizzatori di "fermare la corsa". La pensa così Liberation, nel giorno in cui la Grande Boucle si ritroverà senza il leader della classifica generale, il danese Michael Rasmussen, ieri sera escluso dalla squadra della Rabobank per avere mentito al team sulla vicenda legata ai controlli antidoping saltati per non avere fornito prima del Tour la località di allenamento scelta. «Il Tour dovrebbe essere fermato», titola Liberation nell'editoriale. «Questa processione di ciclisti si è trasformata in un ridicolo carrozzone. Se gli organizzatori davvero vogliono salvare questo sport, dovrebbero interrompere la gara e chiuderla per qualche anno, il tempo necessario per farla pagare a questi atleti trasformatisi in drogati». Non la pensa così invece L'Equipe, che vede nello stop imposto a Rasmussen l'occasione per fare pulizia, «anche se il Tour dovrebbe cercare di capirlo in fretta».
Al di là delle posizioni della critica, la corsa ricomincia da Pau con lo spagnolo Alberto Contador al comando della classifica generale, ma senza la maglia gialla. Lo ha reso noto la direzione della corsa, precisando che la maglia sarà assegnata solamente alla fine della 17ª tappa a Castelsarrasin.

Intanto, Rasmussen dà del "matto" al team manager della Rabobank, Theo de Rooy, l'uomo che ha deciso il suo allontanamento dalla Rabobank e dal Tour de France, e chiede "prove" a Davide Cassani, il commentatore Rai che ha raccontato di averlo visto in giugno sulle Dolomiti e in Val di Fiemme, quando invece il danese raccontava di trovarsi in vacanza in Messico. «Il mio capo è matto, uno uomo alle prese con una grossa crisi di nervi», ha detto l'ex-maglia gialla. Assicurando di non avere mentito sulla vicenda, Rasmussen ha ribadito di non essere «mai stato in Italia» in quel periodo. «E' il racconto di un uomo che pensa di avermi riconosciuto. E che parla senza portare una sola prova», ha aggiunto Rasmussen.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400