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La proposta del Martina non è condivisa dalla Lega di Serie C

Il presidente Chiarelli: «La suddivisione della C1 in due gironi, uno adriatico e uno tirrenico, limiterebbe i problemi di ordine pubblico negli stadi. Continuando a utilizzare l'attuale molte partite del prossimo torneo rischierebbero di essere giocate a porte chiuse». La Lega è di parere opposto
MARTINA FRANCA (TARANTO) - «La mia scelta limiterebbe i problemi di ordine pubblico negli stadi. Continuando a utilizzare l'attuale suddivisione, che prevede due gironi, uno nord e uno sud, molte partite del prossimo campionato rischierebbero invece di essere giocate a porte chiuse». Gianfranco Chiarelli, presidente dell'associazione calcio Martina, spiega così la sua proposta, sottoscritta da altre tredici associazioni calcistiche, di dividere il prossimo campionato della serie C1 in due gironi, uno adriatico e uno tirrenico, tagliando praticamente l'Italia in verticale.
Un'idea, quella del presidente del Martina, che rivoluzionerebbe l'attuale organizzazione del campionato della C1, e che non ha trovato i favori della presidenza della Lega secondo la quale, al contrario, la divisione verticale proposta dalle società di C1 favorirebbe, anzichè limitarli, gli incidenti negli stadi.
«L'organizzazione dei gironi in adriatico e tirrenico - precisa Chiarelli, interpellato dall'ANSA - eviterebbe che il campionato venga fermato dai prefetti o dall'Osservatorio nazionale, organo che precede il prefetto nelle decisioni che riguardano lo svolgimento del campionato, ogni qualvolta ci sia il timore che si verifichino episodi di violenza».
«E' obbligatorio - ha aggiunto - fare una scelta adriatica che ci consenta di arrivare fino a Padova e di avere nel girone anche squadre come il Ravenna». «In questa maniera - ha concluso il presidente del Martina - si tornerebbe allo stesso sistema utilizzato tre anni fa, quando la suddivisione verticale veniva utilizzata con successo».

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