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Sabato 21 Ottobre 2017 | 21:35

Inaugurato il nuovo laboratorio antidoping

Diretto da Francesco Botrè, si estende su una superficie di 600 metri quadrati, contro i 350 della sede precedente, controlla circa 50 campioni al giorno, 250 a settimana, 1.000 al mese, 10.000 l'anno. Un quantitativo che pone il centro di Roma al secondo posto nel mondo, dietro al laboratorio di Los Angeles
Laboratorio antidopingROMA - Con l'inauguazione del nuovo laboratorio antidoping Fmsi dell'Acqua Acetosa l'Italia diventa protagonista nella lotta al doping. Il laboratorio diretto da Francesco Botrè, che si estende su una superficie di 600 metri quadrati, contro i 350 della sede precedente, controlla circa 50 campioni al giorno, 250 a settimana, 1.000 al mese, 10.000 l'anno. Un quantitativo che pone il centro di Roma al secondo posto nel mondo, dietro al laboratorio di Los Angeles, in quanto a capacità analitica, e al primo posto in Europa. Il potenziamento della dotazione strumentale e l'aumento dell'organico (25 persone), renderà possibile analizzare circa 12.000 campioni l'anno.
Il laboratorio è in grado di ricercare tutte le sostanze vietate per le quali esiste un metodo di individuazione riconosciuto ed approvato a livello internazionale. La percentuale di campioni risultati positivi fra quelli analizzati nel nel 2005 è stata del 3,54%, mentre nel 2006 del 2,67%, a fronte di un dato complessivo mondiale rispettivamente del 2,13% e dell'1,38%: questo significa che la percentuale di positività del laboratorio di Roma è stata superiore alla media mondiale di circa un terzo. Oltre il 7% di casi positivi riscontrati a livello mondiale nel 2005 e circa il 6% nel 2006 provengono proprio dal laboratorio di Roma.
Un laboratorio all'avanguardia animato da "persone che ci credono", come ha sottolineato il direttore del nuovo laboratorio antidoping della Federazione medici sportivi italiani, Botrè: "Non è un lavoro come un altro - ha aggiunto -, bisogna essere animati da una spinta etica. Lo sport deve essere la roccaforte dell'etica e l'antidoping la roccaforte dell'etica nello sport. Il doping non è una scorciatoia, ma è solo una deviazione che non ti permette più di tornare indietro. Non è solo una questione di salute, perchè soprattutto il doping è una frode. Bisogna ripeterlo all'infinito: chi fa uso di doping è un baro".

Il campione del mondo dei 100 sl Filippo Magnini, che ha tagliato il nastro del nuovo Laboratorio Antidoping Fmsi, afferma: «Ho avuto a che fare con molti ciclisti e mi parlano di doping come fosse una cosa normale». Filippo Magnini, guest sta' all'Acqua Acetosa per l'inaugurazione del nuovo Laboratorio Antidoping Fmsi, svela di aver avuto rivelazioni da parte di alcuni ciclisti sull'utilizzo di sostanze illecite. «Serve tolleranza zero contro chiunque bari - ha sottolineato il campione del mondo dei 100 sl - anche se riconosco che, nel ciclismo, la colpa è anche degli organizzatori perché i corridori sono sottoposti a sforzi sovrumani. Il doping esiste però più o meno in tutti gli sport, per questo sono contento del nuovo Laboratorio: a settembre inizio la preparazione per Pechino, dove vado per vincere. Spero solo di gareggiare con atleti puliti...». E, a proposito di Olimpiadi, Re Magno si sente pronto ad affrontare Phelps anche nei 'suoì 100: «Non so se li farà, mi auguro di no per lui perchè non avrebbe scampo. D'altra parte, batterlo in Cina renderebbe una mia vittoria ancor più prestigiosa».

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