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Domenica 22 Ottobre 2017 | 17:36

Calcio - Procura di Napoli, chiesto rinvio a giudizio per 37 indagati

Le accuse vanno dall'associazione per delinquere alla frode in competizioni sportive. Moggi, Giraudo, Mazzini, Bergamo, Pairetto e De Santis indicati come promotori, «costitutori ed organizzatori dell'associazione». Stralcio per Paparesta. Processo Gea a Roma: ammesso appunto compromettente
CalciopoliNAPOLI - I pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno chiesto il rinvio a giudizio per 37 indagati nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti nel calcio. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere alla frode in competizioni sportive. Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Innocenzo Mazzini, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto e Massimo De Santis, vengono indicati dai pm come promotori «costitutori ed organizzatori dell'associazione per delinquere». Sono 29 gli incontri del campionato di serie A della stagione 2004-2005 per i quali i magistrati hanno ravvisato la frode in competizione sportiva.

Questo l'elenco degli imputati: Marcello Ambrosino, Duccio Baglioni, Paolo Bergamo, Paolo Bertini, Franco Carraro, Stefano Cassarà, Enrico Ceniccola, Antonio Dattilo, Massimo De Santis, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Paolo Dondarini, Mariano Fabiani, Maria Grazia Fazi, Giuseppe Foschetti, Pasquale Foti, Marco Gabriele, Silvio Gemignani, Francesco Ghirelli, Antonio Giraudo, Alessandro Griselli, Tullio Lanese, Claudio Lotito, Gennaro Mazzei, Innocenzo Mazzini, Leonardo Meani, Sandro Mencucci, Domenico Messina, Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Tiziano Pieri, Claudio Puglisi, Salvatore Racalbuto, Gianluca Rocchi, Pasquale Rodomonti, Ignazio Scardina, Stefano Titomanlio.

Tra le posizioni che sono state stralciate nell'ambito dell'inchiesta su Calciopoli, vi è, a quanto si è appreso, anche quella dell'arbitro Gianluca Paparesta. Quest'ultimo era stato coinvolto nella seconda fase delle indagini e nei mesi scorsi si era presentato in procura a rendere un interrogatorio il cui verbale è stato secretato. Sulla posizione dell'arbitro e sul contenuto delle sue dichiarazioni proseguono pertanto le indagini dei pm Beatrice e Narducci.

Nell'elenco parti offese nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta Calciopoli figurano anche il ministero dell'Economia e delle Finanze e il ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive. Parti offese, per i magistrati, sono anche i monopoli di Stato, il Coni, la Figc, la Lega nazionale professionisti, la Rai, le società di calcio Atalanta, Bologna, Brescia, Cagliari, Chievo, Lecce, Livorno, Palermo, Parma, Roma, Sampdoria, Siena, Udinese e Salernitana.

In quanto all'inchiesta di Roma (illecita concorrenza con violenza e minacce) sulla Gea, la società di procuratori sportivi presieduta da Alessandro Moggi, messa in liquidazione di recente, oltre 400 tra dirigenti, presidenti di società di serie A, B e C, calciatori, allenatori e procuratori, in pratica il gotha del calcio italiano, sfilerà davanti ai giudici della decima sezione del tribunale di Roma per testimoniare al processo . La decisione è stata presa oggi dal collegio presieduto da Luigi Fiasconaro.

Saranno quindi citati i vertici attuali e quelli precedenti del governo del football, come l'ex presidente Franco Carraro e l'ex vice presidente Innocenzo Mazzini. Tra i presidenti e amministratori di club che saranno citati ci sono, tra gli altri, Massimo Moratti, Adriano Galliani, Claudio Lotito, Rosella Sensi e Diego Della Valle. Tra gli allenatori Zdenek Zeman, Carlo Ancelotti, Fabio Capello e Marcello Lippi. Per quanto concerne i calciatori i nomi più rappresentantivi nelle liste testi sono quelli di David Trezeguet, Pavel Nedved, Fabio Cannavaro e Alessandro Del Piero. Tra gli ex dirigenti di club saranno sentiti Ermanno Pieroni, Antonio Giraudo, Franco Dal Cin, Francesca Tanzi e Massimo Cragnotti.

Un appunto, senza firma, nel quale si invitano i collaboratori a non sbandierare il nome dell'ex dg della Juventus Luciano Moggi e ad evitare minacce ai calciatori «come già avvenuto in passato». Fu trovato nella scrivania dell'ex amministratore delegato della Gea Franco Zavaglia il 9 marzo 2006. L'appunto, ritenuto dai pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia una delle prove principi ed allegato al fascicolo processuale, è intestato «collaboratori» e recita testualmente: «E' bene dire ai nostri collaboratori di non andare a sbandierare il nome di L.Moggi e così far presa sui giocatori, ma illustrare quale è la nostra organizzazione, senza minacciare nessuno come già avvenuto in passato. Se poi qualche collaboratore ha bisogno di prendere qualche giocatore importante, possiamo intervenire insieme ai collaboratori».

Il difensore di Zavaglia, Maurilio Prioreschi, ha eccepito l'ammissibilità del documento sostenendo che si tratta di un anonimo non riconducibile al suo assistito. I pm si sono opposti. I giudici però hanno dichiarato l'ammissibilità al processo, in quanto considerato «corpo di reato», dell'appunto. Le circa 400 chiamate, più cinque del calciatore Emanuele Blasi con l'ex procuratore Stefano Antonelli, saranno trascritte da quattro periti nominati oggi. Non sono state ammesse, perchè ritenute non connesse al procedimento, le intercettazioni disposte dalla procura di Torino nell'ambito della propria inchiesta sulla cosidetta Calciopoli.

Sotto processo, per associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, ci sono, oltre a Luciano Moggi e Zavaglia, Alessandro Moggi, Davide Lippi, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo.

Il tribunale ha stilato un calendario di udienze, queste le date: 29 dicembre prossimo, 3-4 e 6 dicembre; 7-8-10 e 29 gennaio 2008.

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