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I Tesoro dicono basta «Non saremo più noi il futuro del Lecce»

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Si fa sempre più ingarbugliata la matassa che sta avvolgendo il Lecce. Dopo la contestazione di domenica scorsa sono scoppiate due grane: il caso-Miccoli e la crisi societaria. I Tesoro - attuali patron - annunciano il disimpegno: «Non saremo più noi il futuro del Lecce». E offrono la presidenza proprio a Miccoli. Domani conferenza stampa
I Tesoro dicono basta «Non saremo più noi il futuro del Lecce»
di Massimo Barbano

LECCE - Si fa sempre più ingarbugliata la matassa che sta avvolgendo il Lecce. Dopo la contestazione di domenica scorsa sono scoppiate due grane: il caso-Miccoli e la crisi societaria che si è aperta domenica sera.società «Ci sarà un cambio di proprietà; spero che arrivi una società che porti il Lecce in Champions League. Noi però non saremo sicuramente il futuro di questo club».

In un’intervista al sito pianetalecce.it, il direttore sportivo Antonio Tesoro ha chiaramente fatto intendere che il futuro del calcio a Lecce non sarà legato alla sua famiglia. L’addio potrebbe arrivare a fine stagione, se non prima. «In questi due anni e mezzo c’è stata sempre molta diffidenza nei confronti del mio operato e di quello di mio padre. Nella prima stagione, furono sparse voci assurde su nostri mancati pagamenti degli stipendi dei giocatori. L’anno successivo ci fu data la colpa del divorzio con Giacomazzi. Le cose andarono diversamente: il giocatore litigò con il tecnico Moriero e chiese di andar via. Della partenza di Chevanton non voglio parlare».

La dirigenza soffre tanto, dunque, il pregiudizio della città e dell’ambiente nei loro confronti: «Ci hanno attaccato da sempre. Eppure il Lecce in Serie C non lo abbiamo portato noi. Anzi, abbiamo fatto l’impossibile per tornare in B, con due finali playoff conquistate: chi verrà dopo di noi ha 17 possibilità di peggiorare ed una sola di migliorare».capitano Non andrà via da Lecce, pare. La situazione è abbastanza confusa, perché il giocatore è ancora incerto. Fabrizio Miccoli sembra però orientato a rifiutare l’offerta dell’Honved Budapest (e quelle provenienti dagli Emirati Arabi), che gli aveva offerto la prospettiva di giocare ancora per un altro anno e mezzo. Troppo forte l’attaccamento al Lecce, troppi i problemi logistici che dovrebbe affrontare con la sua famiglia. E poi non vuol dare l’idea, ai suoi conterranei, di abbandonare la nave che sta affondando.

Sembra dunque orientato a restare nel Salento. Le prospettive che si spalancano davanti al talento di San Donato sono tre. E mai avrebbe pensato di doverle prendere in considerazione a questo punto della stagione. La prima: accettare un ruolo da comprimario, accontentandosi degli spezzoni di gara che gli concederà Alberto Bollini. Per lui, che si sente ancora un giocatore che può dare molto, è difficile da accettare. La seconda: accettare la mano tesa dei Tesoro, che gli hanno offerto la presidenza del club con una provocazione (fino ad un certo punto considerando il contesto prossimo venturo).

Il giocatore potrebbe appendere le scarpe al chiodo e trovare un ruolo dirigenziale. La terza: restare a casa, ma senza squadra e fuori dal Lecce. Insomma terminare la carriera qui, in maniera non congrua rispetto alla sua carriera. Dopo una serie di incontri avvenuti tra ieri e lunedì (durante i quali Miccoli ha usufruito di un permesso) con Antonio Tesoro, oggi dovrebbe essere finalmente il giorno della decisione. Il presidente Savino Tesoro, che è arrivato in città ieri sera tardi, parlerà con Miccoli ed il suo procuratore Francesco Caliandro.

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