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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:34

Le Olimpiadi invernali del 2014 si svolgeranno nella russa Soci

Il premier Putin, assente al momento della decisione, si gode un successo personale. Ovvero la scelta della città sul Mar Nero per i Giochi. Battuta la concorrenza dell'austriaca Salisburgo e della sudcoreana Pyeongchang (sicura del successo), già sconfitta nel 2003 da Vancouver per l'edizione del 2010
CITTA' DEL GUATEMALA - Vladimir Putin non ha potuto assistere di persona a quello che tutti i commentatori definiscono un suo successo personale. Ovvero la scelta di Soci per ospitare i Giochi invernali del 2014. La città sul Mar Nero ha battuto la concorrenza dell'austriaca Salisburgo e della sudcoreana Pyeongchang. Il premier russo è dovuto ripartire prima verso Mosca e dell'assenza si è scusato il vice primo ministro Alexandre Joukov.
Ma attraverso un portavoce del Cremlino Putin, appassionato di sci, ha fatto sapere - mentre si trovava ancora in volo - di essere «molto emozionato, anche se consapevole che c'è ancora parecchio lavoro da fare sulle infrastrutture. Ma sono certo che organizzeremo i Giochi al più alto livello». «E' un segno di stima per il nostro paese. Il riconoscimento che la Russia ha grandi possibilità di crescita economica e di risoluzione dei problemi sociali», ha aggiunto Putin una volta a Mosca, citato dall'agenzia Ria-Novosti.
All'annuncio ministri e membri della delegazione russa si sono abbracciati, felici come bambini, quasi increduli della scelta del Comitato olimpico internazionale. «E' un grande giorno per la Russia - ha dichiarato Joukov - Non abbiamo solo ottenuto per la prima volta l'organizzazione delle Olimpiadi invernali, ma anche il riconoscimento che sta nascendo una Russia nuova. Partiti per ultimi in questa gara, siamo arrivati primi. È una vittoria di tutto il nostro popolo».
Toni ancor più trionfalistici nelle parole del presidente del comitato organizzatore Dmitri Tchernychenko: «E' uno dei giorni più importanti nella storia della Russia. La scelta di Soci contribuirà ad accelerare la crescita del paese nelle vesti di giovane democrazia».
Alla seconda votazione Soci ha battuto per quattro voti (51 a 47) Pyeongchang. Nella prima Salisburgo era uscita subito con 25 voti, mentre Pyeongchang aveva superato Soci 36 a 34. La città sudcoreana già nel 2003 era stata sconfitta, da Vancouver, per i Giochi del 2010 e questa volta i coreani si sentivano certi della vittoria. Invece è arrivata «una pugnalata alla schiena - ha commentato il direttore allo sviluppo Jeon Yong-kwan - Abbiamo lavorato per quattro anni, facendo fronte a tutte le richieste avanzate dal Comitato olimpico».
Ma non è bastato. La Corea del Sud non aveva fatto i conti con la discesa in campo del presidente Putin, che ha esposto personalmente - parlando in inglese, francese e spagnolo - la candidatura di Soci. «Non penso che i russi riusciranno a terminare entro i tempi richiesti le strutture necessarie ad ospitare i Giochi» è la pessimistica previsione con cui ha cercato di consolarsi Jeon.
Molta tristezza anche nella delegazione austriaca. Pure Salisburgo è al secondo ko consecutivo. Il sindaco Heinz Schaden è scoppiato a piangere. «Resto convinto che il nostro progetto fosse il migliore - ha dichiarato il primo ministro Alfred Gusenbauer - evidentemente sono entrate in gioco altre ragioni, non sportive». «Gli ideali olimpici sacrificati sull'altare del dio Denaro» è l'amaro commento che prevale sulla stampa austriaca.

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