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Il patron della Formula 1: «Eventuali penalità solo per i costruttori»

Ecclestone, sul presunto spionaggio che ha coinvolto la McLaren e la Ferrari: «Bisognerà appurare se quelle informazioni sono state usate. E fosse avvenuto, in che modo hanno migliorato la prestazione delle McLaren. Immagino non possano esserci punizioni ai piloti. Loro non c'entrano nulla»
LONDRA - Vigilia di Silverstone sempre più turbolenta in casa McLaren, nonostante le rassicurazioni di Bernie Ecclestone: mentre gli inquirenti hanno ritrovato nell'abitazione di Mike Coughlan «centinaia» di disegni progettuali della Ferrari, Lewis Hamilton teme penalizzazioni che potrebbero comprometterne al corsa iridata.
La Stepneygate rischia dunque di avvelenare il mondiale di Formula 1, che quasi certamente avrà strascichi anche extra-sportivi. Per il momento - scrive il Guardian - di sicuro c'è che la Fia ha avviato un'inchiesta autonoma, e che sul banco degli imputati compare la scuderia inglese. Pur ribadita la sua totale estraneità alle accuse di spionaggio, ora la McLaren, spiega il quotidiano britannico, dovrà però giustificare come è stato possibile ritrovare in casa del suo capo designer «centinaia» di informazioni tecniche inerenti la monoposto di Maranello.
Secondo il Daily Mail l'attuale leader mondiale Lewis Hamilton, così come il compagno di squadra Fernando Alonso, rischiano una penalizzazione di punti qualora il coinvolgimento della McLaren fosse accertato dalle indagini. «Un colpo devastante», scrive il Mail, per le speranze del pilota afro-caraibico, anch'egli impegnato in questi giorni ad allontanare i sospetti. Uno scandalo, lo 'Stepneygatè, che secondo il Daily Telegragh rischia di offuscare il Gp di Inghilterra, quando mancano solo tre giorni alla corsa più attesa dalla McLaren.
Al fianco dei due piloti della scuderia del Surrey si schiera il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, che pur non escludendo sanzioni alla McLaren, non prende in considerazione eventuali penalizzazioni sui piloti. «Per prima cosa bisognerà appurare se quelle informazioni sono state date dalla Ferrari e se sono state poi usate - le parole di Ecclestone -. E anche fosse avvenuto, in che modo hanno migliorato la prestazione delle McLaren. Immagino che possano esserci eventuali penalizzazioni nella classifica costruttori, ma non su quella dei piloti. Loro non c'entrano nulla, salgono in macchina e fanno il loro mestiere».
Ecclestone invita anche alla cautela in questa prima fase di indagini: «Non conosciamo ancora la versione della McLaren. Ron (Dennis, ndr) dice che la scuderia non è coinvolta. Bisogna capire se qualcuno ha comprato queste informazioni, chi sapeva che erano state rubate».

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