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Domenica 22 Ottobre 2017 | 12:08

Vela/Coppa America - Sorpresa a Valencia

L'equipaggio dell'Emirates Team New Zealand ha battuto i rivali svizzeri di Alinghi, portandosi così 1-1 nei loro confronti. Si torna in acqua per la terza regata martedì prossimo
Vela - Coppa America Valencia 2007 VALENCIA (Spagna) - Ha vinto Emirates Team New Zealand, oppure ha perso Alinghi? Un dubbio si è insinuato fra i "tinglados" dell'America's Port di Valencia, dove oggi è andata in scena una delle regate più spettacolari e combattute della 32ª America's Cup. Alinghi, dopo essersi aggiudicato le ultime sei sfide contro i kiwi (le cinque della finale del 2003, ad Auckland, e quella di ieri), ha ceduto lo scettro a Dean Barker e compagni, che si sono portati così sull'1-1.
Nessuno lo avrebbe immaginato, soprattutto dopo che gli svizzeri avevano tenuto in mano le redini del comando per trequarti di regata. Poi, all'improvviso, si è spenta la luce e l'incubo della rimonta neozelandese, per Ernesto Bertarelli e i suoi, si è materializzato. È avvenuto tutto dopo il cancello di poppa, dove Alinghi era transitato con 13'' di vantaggio. Poi, invece di marcare stretti i kiwi, gli elvetici hanno forse un po' peccato di presunzione, facendosi prima agganciare e successivamente superare. Alinghi aveva più di 100 metri di vantaggio sui neozelandesi ed è giunto sulla linea del traguardo con oltre 100 metri di ritardo. Un crollo inatteso, ingiustificato e, sotto molti aspetti, preoccupante. Per almeno due motivi gli svizzeri trascorreranno due giorni quasi da incubo (domani, infatti si riposa e le barche torneranno in acqua martedì): innanzi tutto perché devono capire cosa non va nella Sui 100, la barca che hanno tenuto nascosta fino a questa finale, facendola esordire ieri; poi, devono spiegare le cause di un black-out assolutamente imprevisto e imprevedibile (solo questione di vento?).
La vittoria di New Zealand, inoltre, ha interrotto la fantastica serie di successi collezionata da quel mostro di tattica e virtuosismo velico che risponde al nome di Bradley William Butterworth: l'uomo che ha vinto le ultime tre coppe, ed è neozelandese d'origine, ha visto chiudersi oggi la sua serie positiva che durava da 16 regate. Ben 16 match race senza sconfitte sono un'enormità, un record che al giorno d'oggi è difficile eguagliare.
Una brezza di circa 10 nodi da est (come ieri) accompagna la partenza delle barche. L'altra cosa che non muta è l'abilità con la quale Dean Barker si presenta nel box. Il neozelandese si conferma un asso del timone e mette la barca di 3'' davanti a quella degli svizzeri che però, poco dopo, ribaltano la situazione. Tutto previsto, sulla falsariga della prima regata: le barche iniziano la bolina parallele, con le mure a dritta. Il recupero di Alinghi avviene sulla sinistra, Sui 100 sembra inarrestabile e al primo incontro Ed Baird ha già due lunghezze di vantaggio, poi incrocia davanti e cambia lato. Dean Barker prosegue sulla sinistra, ma alla prima boa gli svizzeri sono davanti per 19''. Nella poppa New Zealand guadagna parecchio, ma il defender non commette errori e passa il cancello in testa di 13''.
La situazione cambia radicalmente nella seconda bolina: Alinghi sceglie la sinistra, i kiwi girano la boa di destra. Quando Sui 100 cambia posizione, però, il vento salta a favore di New Zealand che passa in vantaggio a pochi metri dalla layline di destra. Alla seconda boa di bolina, la situazione si capovolge e gli uomini dello skipper Grant Dalton passano di 15''.
Nell'ultima e decisiva poppa scoppia la bagarre: Alinghi attacca, manovra su manovra, ma New Zealand resiste. Anzi, aumenta il proprio vantaggio fin oltre i 100 metri e dimostrando che, quando si trova davanti, difficilmente può essere superata. La sorpresa a Valencia è servita.

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