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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:05

Formula 1 - Il tecnico nega il sabotaggio delle Ferrari

Stepney ha confermato dalle Filippine l'intenzione di rientrare in Italia per chiare tutto e di «essere estraneo» alle accuse dell'azienda per cui lavora da 20 anni, in particolare circa il tentativo di sabotaggio delle F2007 di Raikkonen e Massa una settimana prima del Gp di Montecarlo
MARANELLO (MODENA) - Nigel Stepney si è fatto vivo dalle Filippine, dove dice di essere andato per una vacanza programmata, con il suo legale di fiducia da quando lavora in Ferrari, Sonia Bartolini del foro di Modena, e le ha confermato l'intenzione di rientrare in Italia ai primi di luglio per chiare tutto, in particolare di «essere estraneo» alle accuse che formula l'azienda per cui lavora da 20 anni, in particolare il tentativo di sabotaggio delle F2007 di Raikkonen e Massa una settimana prima del Gp di Montecarlo.
Lo ha confermato la stessa legale, precisando che in tal modo ha ricevuto verbalmente l'incarico di difensore di fiducia insieme alla collega modenese Barbara Pini.
L'avvocato Bartolini ha anche spiegato che Stepney, sospettato di avere messo una misteriosa polverina nella zona del bocchettone di rifornimento carburante, manovra che sarebbe stata sventata da un colpo d' occhio di meccanici di cui è stato il capo negli anni dei cinque titoli piloti e dei sei mondiali costruttori, è «tutt'altro che irreperibile. È in vacanza, nelle Filippine. Una vacanza programmata da tempo e di cui aveva avvertito me e altre persone. E io l'avevo riferito ai carabinieri di Maranello, dopo che si è aperta l'indagine, i quali dunque erano al corrente di dove si trovava».
Eppure il pm Giuseppe Tibis ha nominato un difensore d' ufficio, Luca Brezigar: una nomina che si fa normalmente quando l'indagato è irreperibile. «Si vede - ha risposto il legale - che il dottor Tibis aveva molta fretta di fare degli accertamenti, e per non perdere tempo ha nominato un difensore di fiducia. E poi si nomina un legale anche se non si è indagati, in certi casi, ma anche per persone informate sui fatti. Ma ripeto, non è affatto irreperibile. È semplicemente in vacanza, una vacanza nota e programmata. E mi ha detto di essere molto sereno e tranquillo. Ha escluso ogni ipotesi di reato, di essere coinvolto in attività contro la Ferrari. Tornerà presto a casa (Serramazzoni, sull'appennino modenese; in quella zona l'avvocatessa ha uno secondo studio legale, a Pavullo nel Frignano, oltre a quello di corso Canalgrande a Modena, ndr) e ha detto che potrà tranquillamente chiarire la sua estraneità ai sospetti. Che la verità emergerà. Lo conosco da tanti anni e chiunque lo conosca sa quanto sia perbene e leale. È assurdo anche solo pensare che possa aver fatto qualcosa contro la Ferrari».
Insomma, il «giallo» si complica, anche se la Ferrari ha fornito alla magistratura elementi che potrebbero dimostrare un suo ruolo nel deposito di quella strana polverina trovata sulle «rosse» il 20 maggio, una settimana prima della gara monegasca e che, ma non c'è conferma ufficiale, potrebbe essere stata trovata anche nella perquisizione che i carabinieri hanno compiuto ieri nella sua abitazione di Serramazzoni. L'ipotesi di accusa, che dovrà essere precisata e definita dalla Procura, per ora parla di sabotaggio e tentativi di danneggiamento e di lesioni personali, nel sospetto che in qualche modo Stepney avesse voluto vendicarsi del declassamento che gli aveva imposto la Ferrari. Sospetto che era parso confermato dall'improvvisa «scomparsa» da Maranello, che secondo il difensore d'ufficio scomparsa non fu, ma una vacanza del tutto programmata.
«Ora - ha spiegato anche Bartolini - passeranno alcuni giorni, perché Stepney dovrà far pervenire alla Procura la mia nomina a difensore di fiducia attraverso l'ambasciata nelle Filippine. In quel momento chiederò copia degli atti e studierò il da farsi. Ma a breve dimostreremo che Stepney non ha fatto nulla».

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