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Sabato 21 Ottobre 2017 | 15:50

«Tetto ai salari per calmierare i costi del calcio»

È uno dei punti della proposta a conclusione dell'indagine conoscitiva su «Calciopoli» da parte della commissione cultura della Camera. Emerge, in primo luogo, come nel sistema l'aspetto economico e commerciale risulti prevalente rispetto a quello sportivo
ROMA - Con la discussione oggi pomeriggio in commissione cultura della Camera, presieduta dall'onorevole Pietro Folena, si è chiusa l'indagine conoscitiva su «Calciopoli». Proprio Folena ha presentato oggi il documento conclusivo sui noti fatti che, la scorsa estate, hanno stravolto il calcio italiano. Ma per Folena «l'emergere degli scandali è stato assolutamente salutare tanto per la politica quanto per il calcio» perchè è stato possibile intervenire, perchè il calcio «ha ricevuto una scossa salutare a partire dalla giustizia sportiva che ha saputo individuare e punire i responsabili». Nel documento presentato da Folena si legge che «il quadro restituito dall'indagine conoscitiva presenta numerose criticità. Emerge, in primo luogo, come il sistema-calcio sia stato investito da una progressiva evoluzione per effetto della quale l'aspetto economico e commerciale risulti prevalente rispetto a quello sportivo. I fatti, noti alla cronaca, affrontati dalla Commissione cultura della Camera si spiegano in buona parte con la necessità, per le società a scopo di lucro, di realizzare la finalità societaria, e in buona parte col fatto che questa trasformazione ha indotto a sua volta alla costituzione di entità o società trasversali tra diverse componenti del settore capaci di falsare e condizionare in modo sistematico l'andamento dei campionati. Dalle indagini in corso è emerso in modo inequivocabile uno spaccato - il cosiddetto «sistema Moggi» - capace di alterare i risultati della competizione sportiva e di procacciare proventi consistenti, di natura illecita, ai partecipanti a diverso grado del sistema».
Nel documento si sottolinea anche «l'enorme sforzo di riforma posto in essere dai due commissari straordinari Rossi e Pancalli» e che «l'approvazione del nuovo statuto della Figc e il rafforzamento dell'autonomia degli arbitri sono fatti significativi». Tra le proposte di intervento per migliorare e risanare il calcio quella di «fare uscire le società sportive dalla Borsa; favorire le società sportive nel costruire nuovi impianti dedicati al calcio, o adeguare quelli esistenti, così come avviene anche in altri Paesi, anche attraverso l'approvazione di una specifica proposta di legge sugli stadi (sull'esempio del Taylor Act del Regno Unito), in corso di esame da parte della Commissione». nel documento trova spazio anche il mercato un ambito nel quale «le inchieste hanno disvelato un grado di corruzione e monopolizzazione inquietante.
Per questo si propone una incisiva normativa antitrust specifica che impedisca il monopolio del mercato da parte di una singola o di poche società di intermediazione, rescindendo inoltre ogni legame con le società sportive, affidando ai controllori ampi poteri di intervento e prevedendo, al contempo, la giurisdizione sportiva e quella dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Sempre in tale ambito occorre valutare la possibilità di stabilire un tetto di spesa per singola società, il cosiddetto «salary cap» o altro strumento adeguato alla struttura del calcio italiano, anche alla luce della disciplina vigente in altri Paesi». «Tale tetto - prosegue il documento della Commissione Cultura della Camera - non può che essere societario e non individuale per giocatore, poiché sarebbe illegittimo sottrarre alla libera contrattazione tra soggetti privati il compenso massimo per una prestazione. Inoltre esso deve essere imposto a livello europeo al fine di non ingenerare concorrenza sleale tra club di diversi paesi. L'Italia deve farsi promotrice di tale misura nelle sedi comunitarie».
Secondo Folena «di particolare urgenza sono altresì interventi di tipo sociale nel settore. La Commissione ritiene infatti necessario affrontarne il tema con lo stesso spirito del campione del mondo Rino Gattuso che, all'indomani dello scandalo di Calciopoli e poi della vittoria della Fifa World Cup da parte della selezione italiana, ebbe modo di usare parole inequivocabili sia contro la corruzione presente nel calcio che a favore dell'immagine dello stesso presso i giovani che aspirano a divenire atleti, sollecitando investimenti puntuali per la realizzazione di impianti e strutture sportive. Nell'attuale legislatura si sono già adottati alcuni provvedimenti di segno positivo, come il già ricordato ingresso gratuito negli impianti sportivi per i minori di 14 anni nella misura del 50 per cento delle manifestazioni».
Inoltre secondo la commissione cultura della Camera sarebbe necessario: 1) mantenere ed estendere le agevolazioni fiscali per le attività sportive, con particolare riferimento al settore dilettantistico; 2) destinare una crescente quantità di risorse alla formazione e all'attività sportiva, soprattutto dei giovani, avendo particolare attenzione ai settori dello sport femminile; 3) promuovere l'insegnamento e la pratica delle attività motorie nelle scuole, con la previsione di necessari impianti e finanziamenti, attraverso l'educazione costante degli allievi, soprattutto di quelli più giovani, al rispetto dei valori dello sport, nonchè potenziare e sostenere l'attività sportiva nelle università; 4) riportare il credito sportivo a svolgere quella funzione sociale che ha perso nel tempo, trasformandosi sempre più in un semplice istituto di credito. In un Paese in cui vi è una forte carenza di impianti sportivi, soprattutto nelle aree meridionali del territorio, il credito sportivo deve infatti svolgere un ruolo determinante, con l'offerta di prestiti ad interessi veramente agevolati, superando, anche attraverso la creazione di fondi di garanzia presso il CONI, il problema delle garanzie reali a fronte della concessione di mutui ad enti locali, federazioni e società sportive dilettantistiche; 5) prevedere l'impiego dei laureati in scienze motorie per progetti sportivi nelle scuole, nonché stabilire forme di regolamentazione e di riconoscimento della loro attività in altre sportive non agonistiche o di benessere; 6) intervenire incisivamente per combattere il ricorso al doping nello sport, a partire dai settori giovanili dove il fenomeno è di proporzioni che sembrano sfuggire alla consapevolezza comune, attraverso la previsione di forme apposite di controllo e monitoraggio, prevedendo l'applicazione di pene certe e severe per i responsabili e per quanti somministrino a minori sostanze illecite o comunque potenzialmente pericolose per lo sviluppo psico-fisico, nonché la responsabilità oggettiva delle società». In chiusura la Commissione cultura «auspica inoltre che le risultanze dell'indagine siano oggetto di un ampio dibattito nel movimento calcistico, poiché vi è la consapevolezza che le importanti riforme indicate non potranno essere attuate e diventare efficaci senza il consenso e il coinvolgimento di tutte le componenti del mondo del calcio».

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