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Ciclismo - Basso squalificato per due anni

La Disciplinare della Federciclismo ha fermato il corridore italiano in merito al coinvolgimento nell'inchiesta sul doping denominata Operacion Puerto. La procura antidoping aveva chiesto uno stop di 21 mesi. Non considerato l'istituto della collaborazione perché «non c'è stato un contributo fattivo»
ROMA - La commissione disciplinare della federazione italiana ciclismo ha inflitto 24 mesi di squalifica a Ivan Basso in merito al coinvolgimento del ciclista varesino nell'inchiesta sul doping denominata Operacion Puerto. Basso potrà tornare a correre il 24 ottobre del 2008. «Dalla squalifica che ha decorrenza da oggi - recita la sentenza - la Disciplinare ha detratto 236 giorni, risultati dalla somma di sospensioni imposte o accettate dall'atleta».
Per questo motivo la squalifica scadrà il 24 ottobre 2008. Basso era presente al momento della lettura della sentenza della Disciplinare, effettuata davanti ai cronisti a telecamere e microfoni spenti. La Disciplinare non ha considerato l'istituto della collaborazione perchè da parte di Basso «non c'è stato un contributo fattivo». Il ciclista è stato punito «per essersi sottoposto a prelievi ematici senza prescrizioni mediche al fine di alterare le prestazioni sportive». La procura antidoping aveva chiesto uno stop di 21 mesi.

Ivan Basso ha accettato la sentenza di due anni di squalifica decisa oggi dalla disciplinare della Federciclismo, lasciando al suo avvocato ogni decisione su un'eventuale ricorso. Lo ha detto lo stesso ciclista varesino dopo la lettura del dispositivo di sentenza, tenuta nelle stanze della Federciclismo, presso la curva nord dello stadio Olimpico di Roma. «Accetto la sentenza, sapevo che la situazione non era facile», ha detto Basso. Il vincitore del Giro d'Italia del 2006 ha poi aggiunto: «Ora continuerò ad allenarmi per tornare nel 2009 a fare quello che ho sempre fatto». Nessuna previsione su eventuali ricorsi: «Spetta al mio avvocato - ha chiarito Basso - preferisco non fare commenti sulla sentenza. Ora guardo al futuro, non posso fare altro».

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