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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:03

Calcio/Serie B - Bari, già salvo, sconfitto a Verona

È terminata 4-2 la partita degli scaligeri contro squadra di Beppe Materazzi, che ora attende novità nel management. I veneti ai play out - per cercare di evitare la retrocessione in C1 - contro lo Spezia
VERONA-BARI 4-2 (2-0 dopo la fine del primo tempo)

• VERONA (4-4-2): Pegolo, Turati, Sibilano, Comazzi, Teodorani; Ferrarese (56' Babù), Pulzetti, Guarente, Cutolo; Ferrante (62' Mazzola), William (76' Nieto). Allenatore: Ventura. A disposizione: Franzese, Biasi, Corrent, Greco.

• BARI (4-4-2): Gillet; Belmonte, Esposito, Pianu (56' Cazzola), Loseto (31' Allegrini); Ganci, Fiorentino, Rajcic, Carozza; Santoruvo, Sgrigna (60' Strambelli). Allenatore: Materazzi. A disposizione: Afeltra, Baldassarre, Eramo, Vignaroli.

• Arbitro: Rizzoli di Bologna (Giordano-Grilli).
• Reti: 22' Pulzetti (Verona), 37' Allegrini (Bari - autorete), 54' Turati (Verona), 59' Ferrante (Verona), 65' Fiorentino (Bari), 72' Strambelli (Bari).
Note - Ammoniti: Santoruvo e Loseto del Bari (salteranno entrambi la prossima partita perché diffidati).
Spettatori: 22.500, per un incasso di 65.021,00 euro.
Calcio - Bari
















VERONA - Nell'ultima giornata della serie B, il Verona si prende quel che doveva (finisce 4-2) senza incontrare la resistenza del Bari. Anzi, a un certo punto (dopo un'ora circa di gioco) abusa della disponibilità altrui portandosi sul 4-0 e suscitando il fastidio dei pugliesi. La camomilla arriva per concessione degli scaligeri (i quali mollano la presa) e per bravura dei giovani baresi. Prima Fiorentino e poi Strambelli (gran gol), rendono più accettabile una sconfitta annunciata, ma inutile anche per i padroni di casa. Visti gli altri risultati (a proposito, Napoli e Genoa sono in A: non ci saranno playoff), i gialloblù di Ventura saranno costretti a disputare il doppio spareggio contro La Spezia per guadagnarsi l'ultimo posto utile per restare tra i cadetti, sempre che venga respinto il ricorso dell'Arezzo (chiede la restituzione dei sei punti penalizzazione). In caso contrario, i playout non serviranno. Fortunatamente, il Bari ha evitato eventuali code già contro la Juventus. Ora si aspetta il potenziamento annunciato dalla società, in attesa che si sblocchi la questione riguardante la vendita dello stadio San Nicola (e dell'area limitrofa).

Bari, quasi una gita a Verona - La trasferta di Verona assomiglia a una gita fuori porta. Il Bari ha già la salvezza in cassaforte. Quindi, si accontenta di partecipare (mettendoci un minimo di impegno, però). Siccome, al contrario, ai veneti servono i tre punti (nella speranza di poter evitare anche i playout), l'ultima partita stagionale è segnata in partenza. Il divario (in quanto a motivazioni) è enorme. Stavolta passano in second'ordine anche le assenze tra i biancorossi. Malgrado ciò, Materazzi lascia in panchina Vignaroli. A centrocampo, accanto a Rajcic, c'è Carozza con Fiorentino più arretrato in posizione centrale. Torna anche Sgrigna. Il tecnico lo piazza a destra con Ganci dalla parte opposta. Santoruvo è l'unica punta di uno schieramento (4-5-1 o, se preferite, 4-1-4-1) che può trasformarsi (volendo) in un 4-3-3 offensivo. In difesa, la linea è composta (da destra a sinistra) da Belmonte, Esposito, Pianu e Loseto. In quanto al Verona, Comazzi vince il ballottaggio con Biasi per uno dei posti al centro della retroguardia. Inoltre, manca il brindisino Iunco. Il sostituto è Cutolo (e non Greco), pericoloso dopo nemmeno un minuto: il tiro finisce di poco a lato.

Verona all'attacco con Cutolo, ma segna Pulzetti - Il Verona da sinistra sferra gli attacchi migliori. Cutolo è davvero in forma, Belmonte fatica a contenerlo. E' l'elemento gialloblu più temibile. Al 6' serve Turati (colpo di testa fuori dai pali), all'8' impegna Gillet, ma l'azione migliore arriva al 14', quando si accentra, vince di forza un contrasto con Fiorentino e scaglia un destro che si stampa sul palo. Andrà molto meglio a Pulzetti, al termine di un periodo più equilibrato (tiro di Ganci al 16'), durante il quale Sgrigna (su taglio in profondità di Ganci) si mangia una rete apparentemente già fatta (al 19' aggancia in velocità e spreca calciando di esterno destro). Il centrocampista del Verona conclude infatti magistralmente una combinazione avviata da Guarente e rifinita dalla sponda di William. Ricevuta palla da quest'ultimo, Pulzetti sul breve salta in dribbling Pianu e fa partire un destro su cui nulla può Gillet (1-0 al 22'). Il belga riuscirà invece a intercettare (26') un tiro di Cutolo deviato da Esposito, giunto tre minuti dopo l'ammonizione di Santoruvo (intervento falloso su Turati), il quale salterà la prossima partita (con quale maglia?).

Cartellino giallo per Loseto, Materazzi lo sostituisce - Il cartellino giallo arriva al 30' anche per Loseto. Il fallo su Ferrarese è molto duro, tanto che Materazzi (anche per non rischiare di rimanere in inferiorità numerica) decide di togliere il difensore (spesso in affanno) per inserire Allegrini. Il nuovo entrato va a destra con Belmonte spostato sul versante sinistro. Nemmeno il tempo di prendere posizione e Allegrini è già protagonista perché, su punizione di Ferrarese, strattona Ferrante (sarebbe rigore). La palla arriva comunque a Turati, anticipato però in angolo. Allegrini entra, suo malgrado, anche nell'azione che porta il Verona al raddoppio. Qualche secondo dopo un palo di Santoruvo (al 36', servito da Sgrigna, l'attaccante vince un rimpallo e calcia: Pegolo devia sul montante la conclusione), i padroni di casa segnano. Scambio Cutolo-Ferrante-Cutolo con conclusione parata da Gillet, ma indirizzata sulla gamba di Allegrini. La carambola si conclude con la palla in fondo al sacco (2-0 al 37'). La reazione del Bari c'è (ancora una volta con Santoruvo, il quale aggira Sibilano e impegna Pegolo), ma la partita è ormai indirizzata (William sbaglia a porta vuota al 47' dopo l'ennesima parata su Cutolo).

Nella ripresa terzo e quarto gol in un quarto d'ora - L'inizio della ripresa conferma quel che sarà. Emblematico l'atteggiamento delle squadre. Il Verona cerca, tutto sommato, di mantenere basso il ritmo. Il Bari si adegua perché senza stimoli. L'atteggiamento di eccessiva attesa degli ospiti induce quasi per inerzia gli avversari a insistere. Ferrarese, per l'occasione spostato a sinistra, costringe al fallo Allegrini. Sugli sviluppi della punizione, Turati stacca e porta il Verona sul 3-0 (54'). In questo caso, non c'è risposta (l'eccezione è un diagonale senza troppe pretese di Ganci al 55'), anche se Materazzi cerca di cambiare qualcosa. Esce (56') Pianu, entra Cazzola (va a destra con Belmonte centrale difensivo). Ventura ne approfitta per inserire contemporaneamente Babù al posto di Ferrarese. Proprio l'ex leccese serve in profondità Turati al 59'. Sul cross, Gillet smanaccia sui piedi di Ferrante. Il primo tiro è ribattuto da Esposito, il successivo porta a quattro le reti veronesi, divario sproporzionato e offensivo (arriva un calcione, senza conseguenze disciplinari, di Esposito a Ferrante, richiamato da Ventura al 62' per far entrare Mazzola).

Si rivede l'orgoglio. In gol Fiorentino e Strambelli - Va bene perdere, ma così è vergognoso. C'è bisogno, dunque, di rimediare. Non è in discussione il risultato, ma almeno il punteggio va ridimensionato. Ci pensano i baresi veraci. Strambelli è già in campo dal 60' (fuori Sgrigna), ma tocca prima a Fiorentino. Al 65' Rajcic lavora un pallone e serve in area il compagno di reparto, bravo a inserirsi sulla sinistra. Il piatto destro supera Pegolo e finisce nell'angolo opposto (4-1). Il Bari potrebbe dimezzare già al 70', ma Pegolo, dopo aver ribattuto un tiro di Ganci, ferma con il ginocchio il tap-in di Santoruvo proprio un attimo prima che varchi la linea di porta. Il portiere del Verona non può nulla, invece, due minuti dopo, cioè quando (72') Strambelli controlla al limite dei sedici metri e disegna con il sinistro una parabola a rientrare, emblema delle potenzialità tecniche di cui dispone. La traiettoria si spegne alle spalle del portiere per la felicità del giocatore, consapevole d'aver fatto una prodezza. Si toglie la maglia (ammonito), va verso la telecamera per salutare (a quanto pare) la mamma e poi riceve i complimenti dei compagni. Carozza (83') potrebbe addirittura segnare il terzo gol, ma l'onore è già salvo.

G. Flavio Campanella

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