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Calcio/Bari - Materazzi, pronto a dimettersi

L'ultima parola sarà del direttore sportivo in pectore del Bari, Giorgio Perinetti. Sarà lui a decidere di fatto la conferma del tecnico, il quale, avendo legato la permanenza all'allestimento di una squadra da promozione, ha il dovere di andarsene nel caso non ci siano investimenti adeguati
Calcio - Bari, Beppe MaterazziL'ultima parola spetta al direttore sportivo in pectore del Bari, Giorgio Perinetti. A quanto pare l'appuntamento per l'accordo è fissato per il fine settimana. Sarà dunque l'attuale ds del Siena (dovrà rescindere il contratto con i senesi per poter accettare le proposte di Matarrese) a decidere la conferma di Giuseppe Materazzi, per il quale ovviamente c'è il gradimento del presidente.
Accettando di mantenere l'incarico, Materazzi si pone però in una situazione molto scomoda perché, visto che si assottigliano sempre più le possibilità che il Bari cambi padrone (la famiglia non vuole vendere: è stato così a metà degli anni '90, quando ci fu l'interessamento di un imprenditore italo-americano, lo è adesso nonostante ci siano acquirenti solidi pronti a intervenire), l'essersi esposto nei confronti dei tifosi presenta delle controindicazioni.
Per farla breve, come già detto in altre occasioni, non basterà certo acquistare giovani di belle speranze (Groppioni e Desideri) né comunitari in scadenza di contratto (vedi il belga Sergeant) per far tornare l'entusiasmo nel capoluogo, dove ci si aspetta una campagna acquisti degna di un club intenzionato a puntare alla promozione. In quest'ottica, sarà innanzitutto la strategia nei confronti degli svincolati a far comprendere quali saranno le reali intenzioni.
Materazzi ha fatto capire che sta cercando di convincere Scaglia a rimanere, ma bisognerà verificare quel che accadrà nei confronti di altri giocatori cardine, primo fra tutti il portiere Gillet. Sarebbe facile giustificare un'eventuale cessione affermando di voler dare l'opportunità al belga di trasferirsi in società della massima serie. Queste spiegazioni sarebbero ancora una volta posizioni di facciata perché voler costruire la squadra per vincere il prossimo campionato cadetto passa proprio attaverso la conferma degli uomini migliori.
Cosicché, dal momento che altri hanno già ampiamente dimostrato di non mantenere le promesse (ultimo caso il «fra tre mesi me ne vado» del presidente), l'attuale allenatore resta l'unico a potersi spendere con un minimo di credibilità. Egli continua a sostenere di non sentirsi confermato e di aspettare l'ufficializzazione. Se, però, come sembra, dovesse rimanere alla guida del Bari, sappia che l'unico modo per dimostrare alla città di avere personalità e coerenza è dimettersi nel caso in cui alle rassicurazioni ricevute (ha infatti legato la permanenza all'allestimento di una squadra perlomeno da playoff) non corrispondano investimenti adeguati.

G. Flavio Campanella

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