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Martedì 17 Ottobre 2017 | 20:48

Calcio / Bari - Materazzi è ancora in bilico

Nonostante abbia portato la squadra alla salvezza, meritandosi il gradimento dei tifosi, il tecnico non ha la certezza di rimanere alla guida. Porebbero aprirsi spazi per altri incarichi, ma con l'arrivo di Perinetti sarebbe complicato trovare una collocazione gradita
Calcio - Bari, Beppe MaterazziBARI - Vincenzo Matarrese sta pensando alla prossima stagione. Ci sono le dichiarazioni di Perinetti a dimostrarlo (oltre ad alcuni movimenti di mercato: è in arrivo in prova Sergeant dai belgi del Waregem). Il direttore sportivo del Siena, contattato dal club, sarebbe disposto a scendere a Bari (e dalla A alla B) per avviare la rifondazione. Dando per scontata la conferma dell'attuale proprietà (ma clamorose novità potrebbero ancora verificarsi), è necessario a questo punto capire se da strada Torrebella c'è la volontà di costruire una squadra che possa puntare alla massima serie. Le voci di chi è convinto dell'ennesima operazione di facciata dell'attuale proprietà non mancano. Senza fare il processo alle intenzioni (sebbene il passato induca ad avere delle riserve), è il caso di analizzare le prospettive circa il futuro organigramma societario.
L'arrivo di Perinetti sarebbe di per sé garanzia di qualità. Difficilmente un professionista di questo livello accetta un incarico al buio. Ovviamente, nel calcio di oggi, non esistono più campagne acquisti roboanti. Ma, prendere a giocatori a parametro zero, in prestito oppure in comproprietà non basta: è necessario investire per costruire un'ossatura che possa durare nel tempo. Molto si comprenderà dalle operazioni in uscita perché privarsi di uno come Gillet (in scadenza di contratto nel 2008) avrebbe un significato molto preciso, così come lo ha il non aver rinnovato il contratto a Scaglia. Il nuovo ds porterebbe uomini di riferimento (si parla di possibili prestiti di giocatori juventini, ma, ad esempio, uno come Palladino la Juventus se lo tiene strettissimo). Questo però avrebbe un costo: l'ingaggio di giocatori adatti presuppone comunque un esborso in danaro. Così come ci vorranno soldi per la guida della squadra.
Il capitolo allenatore è da affrontare con attenzione. Di solito, l'uomo mercato in arrivo in una società porta anche il tecnico. Ma Giuseppe Materazzi, arrivato senza pretese per salvare il Bari dalla retrocessione in serie C, ha fatto più del necessario. Non ha soltanto centrato l'obiettivo. Ha valorizzato i giovani del vivaio e, soprattutto, ha guadagnato la stima dei tifosi biancorossi, diventando quasi un garante con le dichiarazioni rilasciate dopo Bari-Juventus: «Bari merita molto di più», ha detto in sostanza, affermando anche che «ci vogliono grandi investimenti o grandi idee». L'intromissione nelle questioni di mercato costarono l'incarico a Rolando Maran. In quanto a Materazzi, non avrebbe problemi a coesistere con Perinetti, ma, l'eventuale arrivo di un sostituto in panchina, lo relegherebbe dietro le quinte (con un incarico da consigliere del presidente?), in coabitazione con figure così influenti da costringerlo a un ruolo di terz'ordine.
L'impressione è che lo spazio per Materazzi potrebbe esserci, ma soltanto nella conduzione tecnica. Del resto, egli punta proprio a quello. Sa, però, di essere in ballo anche per il fatto di essere l'ago della bilancia rispetto alla relazione con l'esterno, che rischia di diventare un'arma a doppio taglio, perché, con un ds in carica, una sovrapposizione (in caso di intromissione nelle strategie e nelle scelte su pressione della piazza) potrebbe portare a divergenze e quindi al deterioramento dei rapporti. Fare il manager alla Ferguson sarebbe l'ideale per Materazzi, ma ci sono delle remore sia nel dargli un peso ritenuto eccessivo (diventerebbe di fatto il numero 1 agli occhi dei baresi, a maggior ragione dopo aver meritato l'approvazione dei club organizzati, Ultras compresi) sia nel riconoscergli capacità di gestione complessiva (in effetti, la mancanza di esperienza potrebbe essere un handicap, a meno di una consulenza da parte di Carlo Regalia, inviso però ad alcuni dell'ambiente barese e per questo impossibilitato a ricoprire nuovamente incarichi ufficiali, nonostante abbia fatto guadagnare ai Matarrese fior di miliardi dopo aver costruito formazioni molto competitive).
Contrariamente a quanto si sostiene, la conferma di Materazzi è dunque tutt'altro che certa (sa perfettamente che una squadra per la promozione necessita non di idee o investimenti, ma di idee e investimenti). Peraltro, non è in programma alcun incontro ufficiale con la società, con la quale gli scambi di idee avvengono continuamente nel massimo rispetto («sono loro che decidono», ha affermato sin dal momento dell'arrivo in Puglia) e con lealtà assoluta (ancorché senza sottomissioni; ce ne fossero di persone così oneste intellettualmente...). Tra qualche ora, comunque, il quadro sarà più chiaro. Sempre che non intervengano fatti nuovi a stravolgere assetti e prospettive.

G. Flavio Campanella

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