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Calcio/Serie B - Il Bari si salva

La formazione di Materazzi batte 1-0 allo stadio San Nicola una Juventus priva di molti titolari, con una rete di Carrus nel secondo tempo, ed evita così la retrocessione nella serie C1 ad una giornata dalla fine del campionato
• Materazzi soddisfatto
Calcio - Bari Juventus BARI-JUVENTUS 1-0 (0-0 dopo la fine del primo tempo)

• BARI (4-4-2): Gillet; Belmonte (65' Milani), Esposito, Pianu, Loseto (46' Carozza); Fusani, Carrus (75' Allegrini), Rajcic, Scaglia; Ganci, Santoruvo. Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Milani, Sgrigna, Vignaroli, Carozza, Allegrini, Cazzola.

• JUVENTUS (4-4-2): Mirante; Zebina, Legrottaglie, Boumsong, Balzaretti; Birindelli, Zanetti, Venitucci (69' Giovinco), De Ceglie (56' Bianco); Trezeguet, Zalayeta (78' Lanzafame). Allenatore: Corradini. A disposizione: Belardi, Piccolo, Lanzafame, Cuneaz, Urbano, Bianco, Giovinco.

• Arbitro: De Marco di Chiavari (Biasutto-Battaglia)
• Rete: 57' Carrus.

• Note - Espulsi: Legrottaglie all'86' per fallo da ultimo uomo. Ammoniti: Santoruvo e Ganci nel Bari; Zalayeta e Zanetti nella Juventus. Mirante ha parato un calcio di rigore a Ganci (87').
Spettatori: 20.250 per un incasso di 226.782 euro.


BARI - Gli anti-juventini (ce ne sono molti al San Nicola tra i circa 25mila presenti) la chiamano Rubentus per via delle ruberie perpetrate recentemente. A Bari, però, la squadra più amata dagli italiani si dimostra una Signora lasciando i tre punti. Il gol di Carrus (57') basta e avanza per conseguire la vittoria e dare la salvezza ai pugliesi, rendendo insignificante anche l'errore su rigore di Ganci a pochi minuti dal termine. Per fortuna (e per merito), niente calcoli prima dell'ultimo turno della serie B. Grazie al successo odierno, i biancorossi disputeranno la prossima stagione tra i cadetti, indipendentemente dal risultato di Verona (domenica 10 giugno, ore 15).

LA PARTITA

Una Signora piuttosto ringiovanita - Piuttosto che una Signora, la squadra del traghettatore Corradini (sostituto del dimissionario Deschamps e predecessore del nuovo tecnico Ranieri) si presenta nelle sembianze di una giovinetta, visto che deve far ricorso ai ragazzi della Primavera (la panchina è interamente composta da atleti di belle speranze). Tra titolari e primi sostituti, mancano tredici giocatori. Non ci sono i Nazionali (Buffon, Del Piero, Bojinov e Kovac), mancano gli squalificati (Marchisio e Chiellini), sono rimasti a casa gli infortunati (non soltanto Paro, Camoranesi, Marchionni, Tudor e Palladino, ma anche gli indisponibili dell'ultima ora: Nedved e Giannichedda). Cosicché i biancorossi, sebbene incompleti (da queste parti c'è sempre qualcuno costretto a rinunciare), si ritrovano davanti una strada lineare, magari non completamente spianata, ma di sicuro priva di dossi e di curve pericolose. Al di là del nome roboante (la Juventus dal prossimo anno giocherà dove le compete, cioè in serie A), i pugliesi hanno di fronte la controfigura (anche per motivazioni) della formazione che ha dominato i cadetti nonostante la penalizzazione.

Bari con Belmonte e Loseto in campo (Milani in panchina) - Davanti a Mirante, il debuttante tecnico bianconero schiera Zebina, l'ex Legrottaglie (scartato a Bari quando era un centrocampista), Boumsong e Balzaretti. A centrocampo ci sono due "vecchietti" (Birindelli e Zanetti) accanto a due giovanissimi (Venitucci e De Ceglie), mentre in attacco giostrano gli inossidabili Trezeguet e Zalajeta. Il 4-4-2 è il modulo proposto anche da Materazzi, il quale relega Milani in panchina piazzando Belmonte a destra e Loseto a sinistra (Gillet tra i pali, Esposito-Pianu è la coppia dei centrali). Nessuna novità, rispetto alle previsioni, da centrocampo in su: in mediana giocano (da destra a sinistra) Fusani, Carrus, Rajcic e Scaglia (uno degli elementi all'ultima gara con la maglia del Bari), mentre in attacco è pronto a colpire il tandem Ganci-Santoruvo (quindici reti complessive), molto attivo sin dal principio. Al 5' Rajcic serve proprio Santoruvo, pescato in fuorigioco millimetrico. La punta, prima ancora di farsi trovare pronta per la conclusione, si impegna molto al momento delle ripartenze in un lavoro di raccordo, in questo (far salire la squadra) aiutato da Ganci, abile ad accentrarsi e a stargli immediatamente dietro in fase di possesso (una scelta decisiva contro l'Albinoleffe).

Partita vivace, Boumsong rischia - La Juventus non è assetata come avrebbe potuto esserlo nel caso fosse stato determinante ottenere un successo, ma ricostruire un'immagine, gravemente danneggiata da Calciopoli, passa anche da prestazioni al di sopra dei sospetti nel segmento decisivo del campionato. Le inseguitrici del Bari si aspettano che i bianconeri facciano la loro parte. Zebina coglie il concetto all'11' (iniziativa personale). Gli risponde da par suo Scaglia, sfondando a sinistra (13'). Anche Trezeguet (come Santoruvo in avvio) parte in offside (25') quando infila Gillet (il gioco è fermo, non si può parlare di gol annullato). Insomma, la vivacità non manca (ma non c'è nerbo), anche quando Ganci va via in area a Boumsong (28'). Il francese affonda il tackle e prende la palla (mandando in calcio d'angolo), ma poi tocca il giocatore barese (il rigore potrebbe starci). Ganci ci riproverà proprio allo scoccare della mezz'ora su una palla persa dalla difesa juventina, ma il destro dai venti metri finisce alto sopra la traversa. A pensarci bene, mancano i tiri nello specchio della porta. Resteranno per tutto il primo tempo merce rarissima, anzi pressoché introvabile perché il tiro di Fusani al 44' è talmente debole e centrale (Mirante para con estrema facilità) da poter soltanto… sporcare le statistiche.

Materazzi cambia: fuori Loseto, dentro Carozza - Durante l'intervallo, Materazzi decide di cambiare. Nella ripresa non c'è più Loseto, sostituito da Carozza. L'inserimento dell'ex pescarese, che si sistema alla destra di Rajcic, libera Carrus, al quale il tecnico chiede di giostrare qualche metro più avanti. È Scaglia (che ha davanti a sé Birindelli ) a doversi sacrificare sulla sinistra: deve difendere e tenere alta la squadra (da quella parte è necessario l'aiuto di Ganci). L'atteggiamento è volutamente propositivo (si passa dal 3-4-1-2 al 4-2-3-1 a seconda delle circostanze). La variazione tattica è decisiva. Nemmeno il tempo per Bianco di acclimatarsi (Corradini lo inserisce al 56' al posto di De Ceglie) e il Bari alla prima vera occasione fa centro. Carozza s'infila da sinistra, semina tre giocatori juventini e serve in area Carrus, appostato a pochi metri da Mirante. Il destro del sardo fulmina il portiere e porta in vantaggio i biancorossi (57'), subito vicini al raddoppio al 62'. Carrus batte velocemente una punizione per Scaglia. Il centrocampista cerca in area Santoruvo costringendo Mirante all'uscita. Il portiere sbaglia però l'intervento, riuscendo comunque con una manata ad anticipare Santoruvo.

Ganci sbaglia un rigore, ma la salvezza è cosa fatta - Il Bari potrebbe passare ancora al 65', quando l'arbitro De Marco inverte inspiegabilmente una punizione. Sugli sviluppi di un corner, Fusani colpisce di testa, ma Boumsong si oppone con il braccio. Sarebbe calcio di rigore, il direttore di gara decide diversamente (Santoruvo protesta e viene ammonito). Mentre va in onda una partita nella partita (ci sono mosse e contromosse: dentro Milani per Belmonte al 65', Giovinco per Venitucci al 69', Allegrini per Carrus al 75' e Lanzafame per Zalayeta al 78'), si avvicina il momento che potrebbe chiudere definitivamente partita e campionato. Dopo un sinistro di Rajcic (77'), all'86' Legrottaglie si fa trovare impreparato su un lancio per Santoruvo. Il bitontino vince il duello in destrezza e velocità e si accinge a puntare il portiere. L'ex Primavera dei biancorossi non può far altro che fermarlo con le cattive meritandosi l'espulsione e il penalty a sfavore. Il tiro dagli undici metri (potrebbe porre in anticipo la parola fine) è conteso da Santoruvo e Ganci. Vorrebbero calciarlo entrambi. La lite in famiglia è risolta in favore di Ganci, anche se a godere è Mirante, il quale si fa perdonare qualche incertezza precedente impedendo la trasformazione (87'). Si soffre per altri sei minuti (recupero compreso), ma la salvezza è cosa fatta.

G. Flavio Campanella

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