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Domenica 22 Ottobre 2017 | 11:45

Bari prepara il ribaltone ecco l’altra rivoluzione

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Una cosa sembra essere chiara, in attesa di concludere le prime operazioni di mercato (in entrata e uscita): non sarà un Bari ritoccato ma sostanzialmente rivoluzionato. La scelta di Nicola (foto) aveva già rappresentato un primo, significativo punto di svolta. Troppo diverso, Davide, dal suo predecessore. Non uno migliore dell’altro, ma due tipi di calcio abbastanza agli opposti. Inevitabile che la tendenza assomigli a uno stravolgimento della fisionomia, tecnica e tattica
Bari prepara il ribaltone ecco l’altra rivoluzione
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Una cosa sembra essere chiara, in attesa di concludere le prime operazioni di mercato (in entrata e uscita): non sarà un Bari ritoccato ma sostanzialmente rivoluzionato. La scelta di Nicola aveva già rappresentato un primo, significativo punto di svolta. Troppo diverso, Davide, dal suo predecessore. Non uno migliore dell’altro, ma due tipi di calcio abbastanza agli opposti. Inevitabile che la tendenza assomigli a uno stravolgimento della fisionomia, tecnica e tattica.

Un calcio diverso presuppone interpreti diversi. Pur nella consapevolezza di un’operazione che nasconde anche qualche pericolo. Perché quando si cambia troppo c’è il rischio di non avere il tempo per raggiungere la quadratura del cerchio. Fa bene, però, Paparesta a sposare fino il fondo il progetto firmato Nicola. Il tecnico ha chiesto e ottenuto un contratto biennale, non gli interessava vivacchiare sei mesi sperando di fare bingo al primo colpo. Dovesse andare male quest’anno non sarebbero comunque mesi buttati. Piuttosto, le basi di un qualcosa che nel prossimo campionato potrebbe trovare la definitiva consacrazione.

Il mercato, però, è una bella «giungla». Soprattutto quello di gennaio, che in gergo si suol definire di «riparazione». In inverno si muovono soprattutto i club che hanno commesso molti errori. E meno quelli che hanno la necessità di puntellare comunque un organico comunque competitivo. Le squadre di costruiscono a giugno, questo è un concetto che non passa mai di moda e che deve essere ben chiaro a tutti. A gennaio servono idee chiare e anche una bella dose di fortuna.

L’impressione è che la svolta del mercato in entrata stia nella capacità di liberarsi di alcuni ingaggi «pesanti». Stevanovic e Stoian, per esempio, hanno stipendi da serie A ma finora non hanno lasciato il segno e la loro avventura barese potrebbe essere ai titoli di coda. Impensabile chiedere al presidente Paparesta altri «sacrifici» senza le suddette garanzie. Ecco perché parlavamo di «giungla».

Ma quali potrebbero essere i biancorossi in uscita? S’è detto di Sciaudone. Ci sono ottime possibilità che lo scambio con Schiattarella vada in porto. Bari e Spezia hanno già abbozzato un’intesa di massima anche se non andranno trascurati i dettagli. Potrebbe essere in uscita anche Galano, ma guai a considerarla un’operazione facile. Paparesta può anche entrare nell’ordine di idee di privarsi del talentuoso foggiano ma certo non può concedersi il lusso di svenderlo in un calcio in cui l’autofinanziamento è l’unica strada percorribile per mantenersi in vita. Motivo per cui vendere Galano non sarà una passeggiata.

Potrebbe essere più facile monetizzare con Ciccio Caputo. Se ne facciano una ragione i suoi detrattori a oltranza, ma la punta altamurana ha tantissimi estimatori. Una seconda punta con quindici potenziali gol in canna e la sua abilità nei mnovimenti farebbe comodo anche alla squadre che puntano a vincere il campionato. Caputo ha il contratto in scadenza nel giugno 2015. A termini di regolamenti da oggi potrebbe firmare un accordo con un’altra società. Il Bari sta cercando di blindarlo ma finora non c’è stata la fumata bianca. Un motivo in più per provare a venderlo adesso ed evitare di perderlo gratis. Per la gioia dei tanti che continuano a credere che chiunque sarebbe meglio di Caputo, anche gli attaccanti che calcano i campi della Lega Pro. Sigh!

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