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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:10

Calcio/Serie B - Il Bari mette ko l'Albinoleffe

I «galletti» hanno conquistato una importante affermazione fuori casa chiudendo con tre reti a due. I tre punti saranno preziosi per la classifica al termine di questo campionato
ALBINOLEFFE-BARI 2-3 (1-3 dopo la fine del primo tempo)

• Albinoleffe (3-5-2): Marchetti, Donadoni, Colombo, Peluso, Gori (1' st Madonna), Belingheri (37' st Piantoni), Caremi, Previtali, Cristiano (18' st Rabito), Ferrari, Cellini. (1 Acerbis, 14 Garlini, 7 Del Prato, 23 Poloni). All.: Mondonico.

• Bari (3-5-2): Gillet, Milani, Pianu, Belmonte, Fusani, Carrus, Carozza (26' st Fiorentino), Rajcic (39' st Allegrini), Scaglia, Ganci (20' st Vignaroli), Santorugo. (23 Aldegani, 10 Sgrigna, 27 Eramo, 25 Cazzola). All.: Materazzi.
• Arbitro: Girardi di S. Donà di Piave.
• Reti: nel pt 26' Belingheri, 34' Ganci (rigore), 39' Santorugo, 43' Ganci; nel st 24' Ferrari (rigore).
Angoli: 2-2
Recupero: 0' e 2'
Ammoniti: Peluso per proteste, Carozza e Pianu per gioco scorretto.
Spettatori: 600.

Calcio - Bari BERGAMO - Dopo un'annata di stenti, il Bari mette in cassaforte la salvezza (da chiudere con un altro punto) in meno di un quarto d'ora. In casa dell'Albinoleffe, i biancorossi realizzano il sesto colpo esterno tra il 35' e il 44' del primo tempo grazie agli attaccanti di ruolo: Ganci, autore di una doppietta (una rete su rigore) e Santoruvo, alla terza segnatura consecutiva (con il Rimini era squalificato). La dimostrazione di forza (sotto di un gol, realizzato da Belingheri, ne fa tre in rapida successione) prevale sugli affanni precedenti e successivi, dal momento che prima e dopo la sequenza decisiva la squadra di Materazzi soffre la formazione di Mondonico rischiando addirittura di sprecare il doppio vantaggio (gli avversari riescono soltanto ad avvicinarsi con un tiro dagli undici metri di Ferrari). Il 2-3 finale è determinante perché, da quota 47, permette di affrontare le ultime due partite in calendario con la consapevolezza di poter gestire il distacco in classifica dalle altre pericolanti. I punti di vantaggio sulla Spezia quint'ultima (rispetto alla quale c'è anche la prevalenza negli scontri diretti) sono quattro, divario congruo considerando i testacoda (vedi Triestina-Rimini e Piacenza-Triestina) e soprattutto gli scontri diretti in programma, che coinvolgono, oltre ai liguri, anche Treviso (47 punti), Frosinone (47), Modena (45) e Arezzo (41). C'è poi il Verona (42), trasformatosi da spauracchio in carta di riserva, perché, in caso di sviluppi improbabili, il Bari potrebbe sempre andare al Bentegodi il 10 giugno a prendersi il pareggio eventualmente necessario. In realtà, un pari domenica 3 giugno (ore 15) al San Nicola contro la Juventus chiuderebbe il discorso.

LA PARTITA

MOLTI ASSENTI, MATERAZZI FA DI NECESSITA' VIRTU' - Le liste degli indisponibili sono piene zeppe di nomi. La più lunga è quella dell'Albinoleffe (Garlini, Poloni, Bonazzi, Lamma, Ruopolo, Innocenti, Santos, Dal Canto e Del Prato), ma i bergamaschi, già salvi, non hanno necessità impellenti. Semmai virtù da scoprire sul campo, frutti acerbi da far maturare. Dunque, largo ai giovani (quasi tutti poco più che ventenni) con la supervisione di un vecchio lupo di mare chiamato Mondonico. Diversamente, il Bari deve far fronte alle assenze nel confronto cruciale della stagione. Fuori buona parte della difesa (Gervasoni, Esposito, Micolucci e Loseto), Materazzi è quasi costretto a schierare una difesa a tre (Milani, Pianu e il rientrante Belmonte). Anche a centrocampo mancano due pedine fondamentali: Bellavista, uno dei pilastri delle ultime gare, e Tabbiani, tra i più positivi durante la partita contro il Rimini. La soluzione sta nello spostare Fusani sulla fascia (destra) e nel rilanciare Carozza (Carrus e Rajcic sono gli altri centrali, con Scaglia a sinistra), visto che stavolta è prevedibile debbano essere i biancorossi a menare le danze. Santoruvo (appiedato dal giudice nel turno precedente) e Ganci rappresentano la coppia cui il tecnico si affida per ottenere l'unico risultato che potrebbe avvicinare prepotentemente il Bari alla permanenza: la vittoria.

LE CONDIZIONI PER VINCERE SONO IDEALI - Viste le tre restanti, la sfida odierna sembra fatta apposta per essere sfruttata appieno. I lombardi non abbisognano di punti e sono pieni di seconde linee. Oltretutto, i tifosi di casa sono spesso sovrastati dal sostegno del gruppo di baresi (circa 300), saliti per motivare la squadra (decisione valida fino al termine del campionato). La serie B è un patrimonio da preservare. Poi si discuterà se sia il caso di dare credito al ventilato potenziamento, la cui entità sarebbe tutta da valutare (la domanda è: con i Matarrese al timone quale sarebbe il massimo obiettivo raggiungibile?). In attesa di un giugno torrido (durante il quale potrebbero materializzarsi imprenditori italiani o stranieri, pronti a giocare a carte scoperte per chiarire definitivamente le posizioni), maggio è il mese della semina perché viceversa andare in serie C potrebbe paragonarsi a una grandinata devastatrice. Innaffiare il terreno per renderlo fertile è compito del Bari, anche perché il padrone di casa è disposto (giocandosela a viso aperto) a concedere campo. La raccolta, insomma, è alla portata. Serve farla senza finire nelle grinfie dell'avversario. Per esempio, senza permettere a Belingheri (7') di ricevere palla (da solo) a due passi da Gillet (per fortuna l'impatto al volo è imperfetto) oppure a Cellini e Ferrari di godere di spazi ampi (come accade al 14').

BARI, MEZZ'ORA DA PECORE… - Il Bari dovrebbe entrare, impossessarsi della posta in palio e conservarla (è in fondo ciò che sa fare meglio), visto che l'Albinoleffe è tutt'altro che rinunciatario. Tra il dire e il fare, però, c'è di mezzo una distesa di filo spinato, che Ganci tenta di perforare con un'iniziativa personale (al 21' la conclusione termina fuori). In realtà, è con la coralità dell'azione che si può pensare di raggiungere l'obiettivo. Soltanto che a sapersi applicare è la squadra con meno motivazioni, ma con una irrefrenabile voglia di giocare (beata gioventù). I bergamaschi sfondano centralmente (al 16' con Previtali, il cui assist per Cellini, tra l'altro pescato in fuorigioco, è neutralizzato da un recupero di Belmonte) e anche lateralmente: sia da sinistra (al 18' Ferrari arriva fin dentro l'area di rigore, palla in mezzo per Belingheri, anticipato in scivolata da Rajcic) sia da destra, donde giunge la rete del vantaggio. La combinazione vincente è spettacolare ed efficace. Si sviluppa di prima intenzione (Previtali per Ferrari e Ferrari per Belingheri) e si concretizza (al 26') con un tiro al volo di Belingheri, favorito da una scivolata di Belmonte. Insomma, nella prima mezz'ora l'Albinoleffe dimostra al Bari come fare per costruire e finalizzare.

… E UN QUARTO D'ORA DA LEONI - I biancorossi dimostrano un'insospettabile capacità di apprendimento. La lezione è memorizzata e applicata con straordinaria precisione in un quarto d'ora. Anzi, meno. In una decina di minuti, il Bari ribalta il punteggio e lo acconcia per affrontare la ripresa senza troppi patemi. Già al 32' si capisce che il vento sta cambiando: cross di Scaglia da sinistra, torre di Santoruvo per l'accorrente Ganci, il quale controlla con il petto e di destro coglie il palo. Poi le nuvole scompaiono. Il pomeriggio si schiarisce al 35', quando Ganci serve in profondità Santoruvo. L'attaccante bitontino è abile nel saltare in dribbling il portiere e nell'indurlo a finirgli sulle gambe. Il contatto determina il rigore (non c'è volontarietà di Marchetti, ma negligenza sì) che Ganci trasforma al 36': è 1-1. Il sole spunta al 40' quando Ganci avvia l'azione del 2-1. Vede Carozza sulla destra e lo serve. L'ex pescarese si allarga, riceve e prepara, senza perder tempo prezioso, la pennellata da destinare tra i pali. Sul cross dalla destra, Santoruvo stacca imperiosamente (rendendo vana la marcatura di Donadoni) e mette nell'angolino. In realtà le condizioni meteo allo stadio "Azzurri d'Italia" peggiorano, ma per il Bari la giornata diventa radiosa al 44'. Ganci (ancora lui) riceve da Carrus e da oltre 20 metri firma il 3-1 con un destro fulminante.

ENTRA RABITO, LA GARA CAMBIA NUOVAMENTE - Compresso il meglio in una manciata di minuti (anche Carrus e Carozza che si scambiano i compiti ed entrano nelle azioni decisive è una bella notizia), aspettarsi una ripetizione anche nella ripresa sarebbe da ingenui, anche perché, con i risultati in arrivo dagli altri campi, scoprirsi potrebbe essere un suicidio. Peraltro, sin dal rientro dagli spogliatoi, Mondonico dà spazio a un più vivace Madonna (fuori Gori). Contenere, dunque, diventa prioritario. Ciò nonostante, Santoruvo potrebbe chiudere definitivamente la contesa al 10'. Peluso (l'altro centrale difensivo) liscia l'intervento porgendo un'occasione su un piatto d'argento. Di questi tempi, tutto ciò che la punta tocca diventa d'oro, ma stavolta, saltato il portiere in uscita, il tiro a colpo sicuro scheggia la traversa e termina alto. Sembra il dettaglio (sfortunato) di una partita già indirizzata. Invece, si rivela una ghiotta opportunità sprecata perché la partita gira di nuovo in concomitanza con la traversa colpita da Caremi al 60' (segue un tentativo da lontanissimo di Previtali, il quale intravede Gillet troppo avanzato). La svolta, però, arriva con l'inserimento (64') di Rabito (subito dopo Vignaroli sostituisce Ganci). Il nuovo entrato (esce Cristiano) è il trequartista dietro le due punte. Si passa al 4-3-1-2 con Madonna (a destra) e Colombo (a sinistra) terzini fluidificanti (si diceva una volta), cioè pronti a spingere a turno.

SEGNA FERRARI, POI I BIANCOROSSI REGGONO - La differenza si nota subito. Al 66' Rabito serve pericolosamente Cellini, ma Pianu va al raddoppio e disinnesca. Al 67' sempre Rabito, anziché fornire, riceve da Colombo, trovando però Gillet pronto a ribattere con i piedi. La pressione manda in affanno il Bari (al 68' viene ammonito Carozza, richiamato da Materazzi al 72' per far posto a Fiorentino) a tal punto che, dopo un destro dalla distanza di Madonna al 70' (para con i pugni Gillet), si sviluppa una mischia in area stoppata da un fallo di mano di Belmonte (andrebbe espulso, ma se la cava) su tiro di Ferrari, il quale trasforma il conseguente calcio di rigore. Il 2-3 avvicina l'Albinoleffe al clamoroso recupero e costringe il tecnico del Bari a cambiare assetto, anche perché Rabito continua ad imperversare (alll'83' cercherà di sorprendere Gillet direttamente da calcio di punizione). Prima entra Fiorentino (72') al posto di Carozza, proprio per bloccare il fantasista. Poi, successivamente al cambio di Mondonico (Piantoni al posto di Belingheri), arriva il momento (84') di Allegrini, piazzato a destra della difesa a quattro completata da Milani e Pianu (al centro) e da Belmonte (a sinistra). La mossa è quella definitiva perché spegne progressivamente gli ardori permettendo ai biancorossi di arrivare indenni al termine dei due minuti di recupero.

G. Flavio Campanella

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