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Sabato 21 Ottobre 2017 | 10:44

Arbitro 17enne aggredito Alfano: "Gente che odia sport"

ROMA - Il riferimento all'episodio avvenuto nel Salento qualche mese fa fatto dal ministro dell'Interno a margine del quadrangolare di calcio tra magistrati, giornalisti Rai, Viminale e parlamentari. "La storia di questo arbitro, di questo ragazzo racconta di come ci siano dei veri e propri pazzi che non amano lo sport"
ARCHIVIO - Il padre picchia l'arbitro e figlio calciatore chiede scusa
Arbitro 17enne aggredito Alfano: "Gente che odia sport"
«Lo sport e la legalità coincidono«. Lo ha detto a Roma il ministro il Alfano a margine del quadrangolare di calcio tra magistrati, giornalisti Rai, Viminale e parlamentari. »Chi fa sport da bambino - ha spiegato - impara che ci sono delle regole e che l'arbitro è chiamato a farle rispettare e che, quando l'arbitro fischia, tu devi rispettare la decisione dell'arbitro. Questo sta a significare tante cose nella vita. Ecco perchè coniughiamo lo sport con la idea di una società dove la legge venga rispettata e dove le regole siano alla base della convivenza civile».

«La storia di questo arbitro, di questo ragazzo - spiega Alfano in riferimento al diciassettenne Luigi Rosato, recentemente vittima di un'aggressione su un piccolo campo di provincia - racconta di come ci siano dei veri e propri pazzi che non amano lo sport, che odiano lo sport, che vanno allo stadio rovinando la festa di quello che è lo sport più amato dagli italiani.

Ma racconta anche la storia del papà di questo giovane arbitro, un nostro poliziotto, che è stato lì a dare sostegno e calore al figlio e al quale il figlio è rimasto molto grato, anche pubblicamente, con un'attestazione di ulteriore amore e affetto. Credo che questo esempio, nel rapporto tra padre e figlio, sia un esempio molto importante per tutti coloro che amano questo sport».  

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