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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 12:58

Bari, il treno (ri)parte c'è chi sale e scende

BARI - C’è chi sale in corsa sul treno biancorosso, chi scende, chi rischia di restare a terra. Uomini e valigie. Azioni in rialzo, azioni in ribasso, quotazioni stazionarie con gli indicatori che ancora non sanno da che parte pendere. Davide Nicola tira diritto per la propria strada, idee chiare, tanta voglia di rimettere in carreggiata il Bari, tanta disponibilità e correttezza, ma altrettanta decisione nelle scelte.
Bari, il treno (ri)parte c'è chi sale e scende
FABRIZIO NITTI
BARI - C’è chi sale in corsa sul treno biancorosso, chi scende, chi rischia di restare a terra. Uomini e valigie. Azioni in rialzo, azioni in ribasso, quotazioni stazionarie con gli indicatori che ancora non sanno da che parte pendere. Davide Nicola tira diritto per la propria strada, idee chiare, tanta voglia di rimettere in carreggiata il Bari, tanta disponibilità e correttezza, ma altrettanta decisione nelle scelte. Quattro partite alle spalle e tre davanti, aspettando il mercato per ridisegnare la rosa. Non si potrà più sbagliare.

Ma, intanto, qualcosa, o forse più di qualcosa, è chiara. Se Minala, Filippini e Gomelt stanno provando in tutte le maniere a convincere il tecnico piemontese che, in fondo, una mano alla causa barese possono darla anche loro, altre pedine dello scacchiere hanno perso terreno. Quelli che erano i «dimenticati», insomma, hanno compiuto decisi passi avanti nella considerazione del nuovo allenatore, al quale va ascritto il merito di aver azzerato le gerarchie e riposizionato tutti sulla stessa linea di partenza. Fra la partita col Carpi e quella di Cittadella, i tre giovani calciatori hanno lanciato un chiaro messaggio di presenza. Non basta, ovviamente. Però un piede sul treno biancorosso lo hanno piazzato.

Ma c’è pure chi un piede lo ha già messo fuori dal vagone. Nomi eccellenti, nomi che nella scorsa estate rappresentavano fiori all’occhiello del mercato. Stevanovic, Stoian e Wolski sembrano avere il destino segnato; De Luca è in una sorta di posizione limbo, cioè il treno sta per partire e l’attaccante è in sala d’attesa. Gente tecnicamente dotatissima, ma probabilmente non ancora in linea con l’idea di calcio, tattica e caratteriale, del tecnico biancorosso, amante dell’intesità e della concentrazione massima.

La mancata convocazione, scelta tecnica, di sabato scorso ha di fatto sancito una diversità di vedute fra Stevanovic e lo staff tecnico del Bari. Il serbo può considerarsi sul mercato, a meno di clamorose inversioni di tendenza. Giunto a Bari quale erede di Nadarevic, l’ex torinista non è riuscito a mostrare per intero i grandi mezzi tecnici e atletici che di fatto possiede. Luce che si è accesa a intermittenza e che dal dopo Mangia in poi è praticamente rimasta spenta. Dieci minuti con il Trapani, mezz’ora a Bologna. C’è anche una questione tattica ad allontanare il serbo dal trenino biancorosso: in un 3-4-1-2 difficile trovargli una collocazione.

Adrian Stoian è l’altra promessa mancata del mercato estivo. Titolare in avvio di stagione, ha via via perso il posto, trovando sempre più spazi in panchina. Fortissimo tecnicamente, a volte indolente, frenato forse dalla smania di voler e dover essere protagonista. Difficile inquadrarlo anche sotto l’aspetto tattico nel nuovo modulo proposto da Nicola, che lo ha utilizzato solo per mezz’ora, in casa contro il Carpi. Il rumeno non ha le caratteristiche richieste dal tecnico piemontese per quanto concerne il ruolo di esterno, non è una punta, mal si adatta al compito di incursore dietro i due attaccanti. Più uno da tridente, insomma.

Rafal Wolski, talentuoso polacco prelevato in prestito dalla Fiorentina, è l’altra incompiuta estiva. Un piccolo grande mistero, visto che in giro non esiste un addetto ai lavori che parli in termini scadenti del ragazzo classe ’92. Ma una cosa è parsa evidente, fin da subito: la scarsa adattabilità del giocatore al clima infuocato della serie B. Sembrerà strano, ma Wolski pare più adatto alla serie A che al torneo cadetto. Il polacco ha avuto le sue buone possibilità, ma sia con Mangia che con Nicola (un’ora in tutto, in casa contro il Carpi) ha sempre lasciato un senso di vuoto. Nel 3-4-1-2 potrebbe rappresentare «l’uno» dietro le due punte, ma per giocare in quel ruolo serve dinamicità, corsa lunga e aggressività.

Giuseppe De Luca è quello in bilico. Davide Nicola ha scelto Caputo e Galano quale coppia offensiva, con tutti i pregi e i difetti di una strana coppia d’attacco. È ormai un dato acquisito, a gennaio arriverà una punta che non avrà i connotati di una punta di scorta… Cinque reti, non male davvero. Ma il cammino di De Luca in questi primi mesi biancorossi, seppur animato da buonissime intenzioni, non ha ripagato le attese. L’ultima volta da titolare fu in casa contro la Ternana, da quel momento spezzoni di partita anche con Nicola in panchina e la sensazione di un ruolo di secondo piano. L’attaccante prelevato dall’Atalanta ha ancora tre partite per convincere Nicola e per dare una sterzata al suo campionato.

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