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Calcio/Serie B - Il Bari ancora in bilico

Dopo il pareggio 2-2 in casa con il Genoa, i biancorossi dell'allenatore Materazzi a 3 giornate dal termine del campionato dovranno ancora lottare per evitare la retrocessione in C1 • La Juventus torna in serie A
BARI-GENOA 2-2 (0-0 dopo la fine del 1° tempo)

• BARI (4-5-1): Gillet; Milani, Esposito, Pianu, Bellavista (24' Loseto); Tabbiani (74' Sgrigna), Fusani, Carrus, Rajcic, Scaglia; Ganci (62' Vignaroli). Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Fiorentino, Carozza, Cazzola.

• GENOA (3-4-3): Rubinho; Bega, De Rosa (52' Galeoto), Criscito; M. Rossi, Milanetto, Coppola (62' Botta), Fabiano; Leon, Gasparetto, Di Vaio (86' Greco). Allenatore: Gasperini. A disposizione: Scarpi, Masiello, Carobbio, Adailton.

• Arbitro: Trefoloni di Siena (Alessandroni-Rosi).
• Reti: 51' Ganci (B), 57' Scaglia (B), 65' Criscito (G), 80' Di Vaio (G).

Note - Ammoniti: Esposito (diffidato, sarà squalificato) nel Bari; Criscito, Coppola, Galeoto e Botta nel Genoa. Espulsi: Materazzi, tecnico del Bari, per proteste al 90'. Recupero: 3' e 5'. Angoli: 8-3 per il Genoa. Spettatori: 7223 di cui 3083 paganti e 4140 abbonati per un incasso complessivo di 30.031 euro.
Calcio - Bari, Beppe Materazzi
BARI - Chi la fa, l'aspetti. Nella gara di andata il Bari strappò un punto immeritato a Marassi. Stavolta lo restituisce al Genoa, recriminando per una vittoria sfumata. Strano, ma vero. I biancorossi, vittime predestinate contro una delle squadre in procinto di salire in serie A, si ritrovano a dover masticare amaro per essere stati raggiunti nonostante un doppio vantaggio. Gestito senza troppe sofferenze il primo tempo, i padroni di casa piazzano infatti in avvio di ripresa un insperato uno-due (con Ganci e Scaglia) che sarebbe potuto essere la firma sulla pratica salvezza. Invece, finiscono per ingoiare amaro (il nervoso Materazzi si fa espellere al 90') non soltanto per la rimonta dei liguri (in gol Criscito e Di Vaio), ma anche per alcuni risultati provenienti dagli altri campi della serie B.
A parte l'Arezzo, soltanto lo Spezia va a vuoto (fermandosi a 43 punti). Vince la Triestina (che manda il Crotone in C), piazzata ora a 46 con il Treviso. Pareggiano il Frosinone, appaiato al Bari a quota 44, e il Modena, la squadra che (ad oggi) disputerebbe lo spareggio per non retrocedere contro il Verona (entrambe sono a 42). Proprio il risultato degli scaligeri (colpo a Mantova) scombussola piani e previsioni, sebbene il distacco dalla zona retrocessione resti sempre di due lunghezze, a tre giornate dal termine (sono in programma, nell'ordine, Albinoleffe-Bari sabato 26 maggio alle ore 16; la gara contro la Juventus, già promossa, il 3 giugno al San Nicola e Verona-Bari il 10). Visti i testa coda e gli scontri diretti in programma, potrebbero bastare altri quattro punti, ammesso che uno arrivi nell'ultimo turno.

LA PARTITA

Materazzi se la gioca alla pari - Ci sarà pure un evidente divario tecnico-tattico. Però, tra Bari e Genoa si parte pur sempre dallo 0-0. Materazzi sostiene che la squadra non può giocarsela alla pari contro i liguri (semmai, alla… dispari). Ma, in separata sede, il messaggio è un altro perché, in fin dei conti, tra biancorossi e rossoblu ci si confronta in undici contro undici. Quel marpione del tecnico dei baresi conosce a menadito i trucchi del mestiere: scaricare la tensione (quando si gioca contro la seconda forza del campionato, capace di ottenere ventidue successi, di segnare 63 reti e di vincere nove delle ultime dieci partite, c'è molto da guadagnare e poco da perdere) e studiare la maniera per fare la festa agli avversari. Cosicché, pur dovendo fare a meno dell'uomo della Provvidenza (leggi Santoruvo) e del difensore diventato insostituibile nello scacchiere (Belmonte), l'allenatore di Arborea medita di neutralizzare la corazzata di Gasperini.

Bellavista su Leon, in campo Fusani e Scaglia - Tanto per incominciare, piazza Bellavista a sinistra della difesa per contrastare Leon, uno da prendere sempre con le pinze, ma che ha lo stesso passo del bitontino (altra struttura rispetto a Ricchiuti del Rimini). Poi, tappa le fasce (dove agiscono Marco Rossi e Fabiano) con il rientrante Scaglia e Tabbiani. Quindi, alza un muro con Fusani, Carrus e Rajcic per opporsi, in superiorità numerica, a Milanetto e Coppola (il sardo deve faticare e poi eventualmente inventare). Ovvio, la strategia può funzionare a una condizione: riuscire a contenere Di Vaio e Gasparetto. Milani, Gervasoni e Pianu sono in campo apposta, ma, capìta l'antifona, Di Vaio cerca di eludere la marcatura a uomo cambiando la posizione di partenza (anzi, è proprio il tecnico dalla panchina a dirgli di stare più vicino all'altra punta).

Esposito rischia l'espulsione - Proprio partendo da destra (cioè dalla zona opposta a quella occupata di solito), l'ex juventino (e anche ex del Bari; l'altro è De Rosa) può costruire la prima clamorosa palla-gol del Genoa: al 7' Di Vaio trova scoperta la retroguardia del Bari e serve Gasparetto, il quale, approfittando di un controllo errato di Esposito, lo salta in dribbling. C'è tempo e spazio per battere a rete nel cuore dell'area, ma il difensore biancorosso allunga la gamba e lo aggancia facendolo cadere. I grifoni chiedono l'espulsione per fallo da ultimo uomo (peraltro Esposito si disinteressa del pallone), ma l'arbitro internazionale Trefoloni di Siena interviene ammonendo il numero 3 del Bari (diffidato, salterà il prossimo turno). Sulla conseguente punizione (9'), Leon (uno specialista) cerca di sorprendere Gillet sul suo palo, ma il portiere belga è attento e respinge.

Bari intraprendente - Quando evita sciocchezze, il Bari dà l'impressione di poter ridurre drasticamente i pericoli. In quanto alla fase di possesso, i pugliesi iniziano timidamente. Poi si rendono conto di poter trovare spazi e intensificano le ripartenze con crescente personalità, anche quando subiscono la mazzata della perdita di capitan Bellavista per infortunio (entra Loseto al 24'). Tabbiani è quasi sempre protagonista. Si comincia con un'azione personale (11'), fermata all'interno dell'area (il Bari chiede il rigore, ma l'arbitro non è dello stesso avviso). Si prosegue con uno schema da calcio di punizione (errato il controllo finale). Si finisce, dopo un tentativo da 30 metri di Carrus (25'), con due opportunità sull'asse Tabbiani-Fusani. La segnatura è sfiorata in entrambe le occasioni. Nel primo caso (28') interviene De Rosa in extremis, mentre nel secondo (sul corner seguente) la battuta di prima intenzione di Fusani termina alta sopra la traversa.

Il Genoa si vede, ma non si… sente - La qualità degli ospiti si vede, ma non si… sente. Di Vaio (Fusani, a terra dolorante, lo tiene in gioco) potrebbe abbastanza facilmente superare Gillet al 35'. Invece, si fa ribattere il tiro. Insomma, c'è sempre (in una maniera o nell'altra) la compartecipazione del Bari. Altrimenti, non si vedrebbe più di tanto la differenza di classifica. Addirittura si può parlare di una squadra barese più in forma degli avversari, atleticamente in crescendo, proprio nel momento cruciale della stagione. Inoltre, comincia a intravedersi il gioco di Materazzi, i movimenti senza palla, un antipasto di quel che sarebbe stato possibile in futuro con l'attuale gestione tecnica. Invece, dando per verosimili le voci di un rilancio dei Matarrese nel prossimo campionato, sarebbe ancora da decidere l'organigramma. Di sicuro, cambiare il manico dopo un'eventuale salvezza sarebbe l'ennesima decisione discutibile.

Ganci-Scaglia: 2-0 in 6' - Del resto, anche i tifosi sembrano gradire. Ci sono settemila spettatori (complice il dimezzamento del prezzo dei biglietti). La permanenza in serie B è prioritaria per i baresi rispetto alla contestazione. Non vogliono più l'attuale proprietà, ma sanno che una vendita sarebbe favorita dal raggiungimento della salvezza. Facile intuire l'intensità del boato udito al 51'. Il Bari, rientrato col piglio giusto, riscopre le doti da goleador di Ganci. La punta raccoglie, si accentra, destreggiandosi tra Criscito e Milanetto, e scarica un destro che finisce nell'angolino. Segnato il gol dell'1-0, Ganci potrebbe raddoppiare al 10', ma perde l'attimo facendosi anticipare da Criscito. Si riscatta, però, centoventi secondi dopo battendo immediatamente (il Genoa si fa sorprendere) un calcio di punizione. Tabbiani è attento, s'invola e mette in mezzo. Scaglia si avventa, anticipa Galeoto (subentrato a De Rosa al 52') e calcia due volte: dopo aver colpito la traversa, ribadisce in rete da terra (è 2-0).

Criscito pareggia, partita riaperta - Il punteggio è sorprendente soltanto rispetto alle previsioni della vigilia. Perché il risultato parziale è assolutamente meritato. Inevitabile, però, che arrivi la reazione del Genoa, agevolata dalle modifiche apportate. Di Vaio passa stabilmente a destra, mentre Leon (reso finora innocuo da Loseto) si sposta a sinistra. Dopo tre minuti dall'ingresso di Botta per Coppola (contemporaneamente Vignaroli rileva Ganci, anche nei compiti), il Genoa riapre la partita, perché, su cross da destra, Leon e Criscito si ritrovano senza marcatori (Milani è fuori posizione, i compagni non se ne avvedono e non rimediano). Il difensore, su assist del compagno, può mettere tra i pali senza opposizione. È il momento più difficile per il Bari (Sgrigna al 74' sostituisce Tabbiani e va a fare la prima punta con Vignaroli a destra), dal momento che i grifoni spingono continuamente alla ricerca del pareggio.

I liguri pressano, Di Vaio pareggia - Il 2-2 arriva puntualmente, dopo una protesta di Leon (presunto rigore) per un intervento scomposto di Vignaroli. Su calcio d'angolo, si sviluppa una strana azione. I difensori del Bari si addormentano, Gillet interviene goffamente con i pugni, Bega ci mette una gamba e Di Vaio, raggiunto dalla palla vagante, mette in rete. La sostituzione di Di Vaio per Bega (86') fa pensare a una dichiarazione di fine delle ostilità. In realtà, la tensione resta alta fino al termine. Vignaroli potrebbe riportare il Bari in vantaggio all'88', ma la girata è centrale (para Rubinho). Poi, esattamente al 90' (sono quattro i minuti di recupero stabiliti dal direttore di gara), Materazzi si fa cacciare per proteste. Sbraita nei confronti della terna per un fallo su Sgrigna non sanzionato. A gioco fermo, i biancorossi, alla prese con gli ultimi assalti del Genoa, avrebbero potuto respirare. L'allontanamento del tecnico ha comunque l'effetto desiderato, anche se costerà la squalifica: gli ultimi secondi trascorrono senza conseguenze.

G. Flavio Campanella

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