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Tennis - Nadal imbattibile anche a Roma

Mai nessuno prima d'ora aveva vinto tre Internazionali di fila tra gli uomini. Sulla terra rossa lo spagnolo non ha avversari. Nemmeno Gonzalez, che sembrava in forma strepitosa, è riuscito a frenarlo. Al numero due del mondo sono bastati due set, vinti in appena 84 minuti (doppio 6-2)
ROMA - Rafael Nadal nella storia degli Internazionali d'Italia, e sempre più l'E.T. del tennis sulla terra. Mai nessuno prima d'ora aveva vinto tre tornei di fila tra gli uomini. Sulla terra rossa il 'gladiatorè spagnolo non ha avversari. Ormai è quasi una corsa contro se stesso, al limite dell'estremo, per capire fino a dove l'uomo può spingersi con una racchetta in mano senza smettere di vincere, e con una voglia quasi disumana che gli brucia sempre dentro. Nemmeno Fernando Gonzalez, il 'giustizierè di Volandri, che fino a ieri sembrava in forma strepitosa, è riuscito a frenare lo spagnolo. E' la prima volta che una finale a Roma si gioca al meglio dei tre set. Ma a Nadal ne sono bastati due: il doppio 6-2 diventa la finale con meno game nella storia degli Internazionali e forse la più veloce di sempre. Appena 84 minuti è durata la partita, senza l'ombra di un'incertezza, senza mai l'impressione che potesse girare dalla parte del cileno, nonostante il tifo del pubblico, che si sa quasi sempre sta dalla parte del più debole.
Per Nadal, che sulla terra non perde dai quarti di Valencia dell'8 aprile di due anni (a batterlo fu il russo Andreev), su questa superficie è la 16/a finale vinta di fila, la nona del circuito Masters Series, la 17/a patita vinta a Roma. A parte il record di imbattibilità, che ha portato adesso a 77 incontri. Pubblico tutto in piedi dopo la finale durante la cerimonia di premiazione. «Ci rivediamo il prossimi anno» ha salutato il pubblico del Centrale. Ad applaudirlo accanto a lui campioni del passato come Nastase, Santana e Pietrangeli, festeggiato con una torta per i 50 anni della sua prima vittoria a Roma del 1957.
«Vincere qui è incredibile anche per me, è un sogno. I record? Ogni giorno ne faccio uno...» dice Nadal, troppo forte anche per Gonzalez, che pure era in vantaggio 3-1 nei precedenti. Anche perchè la vera finale l'aveva già vinta ieri con Davydenko. «E' stata durissima» ammette lo spagnolo, che con il fisico che si ritrova ha saputo recuperare senza problemi dalla fatica di ieri. Il primo set è volato via in 35 minuti: doppio break dello spagnolo al primo e quinto gioco. Tutto troppo facile, e nel secondo set la musica non è cambiata: subito 3-0. L'orgoglio di Gonzalez spuntava come un fiore nel deserto (break del 3-1), ma al settimo gioco Nadal tornava alla carica, e alla quinta palla-break il cerchio si chiudeva. «Il problema per me è che Nadal è troppo fortè spiega Gonzalez, che però oggi non è che abbia fatto molto per vincere: perfino il dritto, il suo colpo migliore, l'ha tradito (18 errori). Adesso l'attenzione del circuito si sposta in Germania al torneo di Amburgo, prima della kermesse che tutti gli specialisti della terra rossa aspettano, il Roland Garros. Roma invece dà appuntamento ai fuoriclasse della racchetta per il 2008, anno nel quale gli Internazionali vivranno un'edizione tutta particolare. In attesa del nuovo impianto Centrale, pronto per il 2009, la finale si giocherà in una struttura provvisoria che si prevede che sorgerà nel vicino stadio dei Marmi.
Anche se su un campo diverso dal solito c'è da scommetterci che Nadal farà di tutto per esserci. Roma gli porta fortuna, e già prenota il poker. E, chissà, potrebbe magari arrivarci ancora una volta imbattuto.

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