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Bari fra luci e ombre Bologna fa riflettere C'è bisogno di rinforzi

di FABRIZIO NITTI
BARI - l Bari incassa la quarta sconfitta consecutiva in trasferta, il tifo biancorosso vince ancora una volta lontano da casa. È la disuguaglianza che fotografa il momento attuale del calcio biancorosso. Che spettacolo la gente barese al Dall’Ara, una piccola grande invasione che purtroppo non riesce ancora a trovare una risposta adeguata nel rendimento della formazione ora affidata a Nicola (foto). Le due facce di una stessa medaglia
Bari fra luci e ombre Bologna fa riflettere C'è bisogno di rinforzi
di Fabrizio Nitti

BARI - l Bari incassa la quarta sconfitta consecutiva in trasferta, il tifo biancorosso vince ancora una volta lontano da casa. È la disuguaglianza che fotografa il momento attuale del calcio biancorosso. Che spettacolo la gente barese al Dall’Ara, una piccola grande invasione che purtroppo non riesce ancora a trovare una risposta adeguata nel rendimento della formazione ora affidata a Nicola. Le due facce di una stessa medaglia.

Anche se il saccheggio dell’autogrill nel Pesarese rischia di pesare come un macigno sulle prossime decisioni del Ministero dell’Interno, visto che la tifoseria biancorossa ha alcuni precedenti (non ultimo l’assalto al bar dello stadio di Crotone durante la sfida dei playoff che ha fruttato una serie di pesantissimi daspo di cinque anni).

C’è un pizzico di delusione per il 2-0 rimediato a Bologna, soprattutto dopo che la vittoria in casa contro il Trapani aveva interrotto la pericolosa striscia delle tre sconfitte consecutive. Il Bari è in una fase di riassestamento dopo il passaggio di testimone da Mangia a Nicola, ma anche in Emilia sono tornati di moda difetti evidenziati pure dalla gestione tecnica precedente. Ed è forse il dato più preoccupante della vicenda. Perché se a Vicenza, Vercelli o Crotone il Bari si era smarrito, incapace di reagire, a Bologna non è stato così. Ed è quindi sempre più evidente che bisognerà correre ai ripari nel tentativo di colmare questi limiti strutturali. Anche perché va dato a Nicola il materiale umano adatto a mettere in pratica il suo credo tattico.

L’impressione è che tutti i reparti debbano essere puntellati in maniera decisa. Il compito di Nicola è quello di tenere il Bari in una posizione di classifica discreta almeno fino a gennaio, quando il mercato riaprirà e bisognerà riparare agli errori dell’estate. Il presidente Gianluca Paparesta anche ieri si è mostrato disponibile in tal senso, in fondo è lui il primo a desiderare un Bari da vertice. La classifica non è quella che ci si aspettava, più che guardare verso l’alto, il Bari oggi deve stare attento a non scivolare ancora. Ma ugualmente la squadra deve restare serena, non perdere la bussola e pensare al prossimo avversario, il soprendente Carpi capolista con merito.condizione atleticaIl tecnico non ha registrato la difficoltà, ma la sensazione di un Bari in affanno nella ripresa è stata generale.

È il dazio da pagare al calcio dispendioso che chiede e ricerca Davide Nicola e che la squadra ha messo in atto per quasi tutto il primo tempo. Pressione su ogni pallone, avversari braccati fin quasi nella loro area (nasce così l’occasione gol di Galano), grande reattività. Il problema subentra nel momento in cui non si riesce a passare in vantaggio e si deve rincorrere. Nella ripresa in effetti è stato tutto un altro Bari. Più lungo, aperto, meno brillante. Più o meno quanto accaduto in casa contro il Trapani, nell’ultimo quarto d’ora. Dosare le energie, in attesa che la condizione migliori, sarebbe forse più saggio, senza però rinunciare al marchio di fabbrica dell’aggressività.

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