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Calcio/Serie B - Bari e Lecce pareggiano al "San Nicola"

Pareggio "perfetto" - dal punto di vista sportivo - nel derby pugliese della 16ª giornata di ritorno. Inqualificabile comportamento degli "ultras" della squadra biancorossa, che hanno fischiato durante il minuto di raccoglimento ad inizio partita, organizzato per commemorare l'ex presidente della squadra salentina, Jurlano
BARI-LECCE 1-1 (1-1 già alla fine del 1° tempo)

• BARI (3-5-2): Gillet; Milani, Esposito, Pianu; Eramo (21' Tabbiani), Bellavista, Carrus, Rajcic, Scaglia (75' Micolucci); Ganci (67' Sgrigna), Santoruvo. Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Allegrini, Strambelli, Carozza.

• LECCE (3-5-2): Rosati; Polenghi, Diamoutene, Schiavi; Tesser (31' Vascak), Munari, Zanchetta, Juliano (46' Vives), Giuliatto; Osvaldo (46' Valdes), Tiribocchi. Allenatore: Papadopulo. A disposizione: Petrachi, Arrieta, Diarra, Tulli.

• Arbitro: Brighi di Cesena (Liberti-Bagnoli).
• Reti: 9' Zanchetta (L), 37' Santoruvo (B).
• Note - Ammoniti: Bellavista, Scaglia, Santoruvo, Tabbiani nel Bari; Schiavi, Osvaldo e Zanchetta, Vives (salterà Lecce-Spezia perché diffidato), Polenghi nel Lecce. Espulsi: Polenghi del Lecce al 76' per doppia ammonizione. Angoli: 6-3 per il Bari. Recupero: 2' e 2'. Spettatori: 9104, di cui 4964 paganti e 4140 abbonati per un incasso complessivo di 69.797 euro (quota paganti 52.595 quota abbonati 17.202).
Stadio San Nicola
- Il derby perfetto, quasi come una di quelle partite troppo spettacolari per poter mettere il broncio maledicendo la disgrazia di non aver visto gol. Bari-Lecce addirittura ne regala due (Zanchetta su punizione al 9' e Santoruvo al 37') pur non essendo uno spot per il calcio. Ma le emozioni (e le contraddizioni, che potrete capire scorrendo) sono così tante che, finendo per essere apprezzata da entrambe le tifoserie, la gara diventa senza discussioni una pietra miliare, visti anche gli altri risultati del 37° turno. Alla fine (dopo una sfida, dura ma corretta, con nove ammonizioni e una espulsione), applausi dalla Curva Nord per i biancorossi, così come nella Sud per i giallorossi. Missione compiuta, dunque. Perché il Lecce, ormai tranquillo, salva l'onore (Vi immaginate due sconfitte, tra andata e ritorno, contro i cugini? Chi avrebbe avuto il coraggio di farsi vedere prossimamente in spiaggia tra Castro, Santa Maria di Leuca e Gallipoli?). Mentre il Bari, approfittando delle sconfitte altrui, aggancia due rivali nella lotta per la salvezza (Modena e Spezia). In questo momento, i biancorossi manterrebbero la serie B per la classifica avulsa (e ci sono almeno quindici milioni di motivi per evitare la C). Non è finita, però. Mancano cinque partite da spremere per conquistare quel che è necessario (sabato 12, ore 16, c'è Rimini-Bari), anche perché l'Arezzo, sempre posto sul terz'ultimo gradino (posizione che porterebbe alla retrocessione diretta), ha deciso a vendere cara la pelle: si è portato a meno cinque dal terzetto di cui il Bari fa parte.

LA PARTITA

Bari con il 3-5-2, Lecce senza Valdes - Materazzi se la gioca, facendo di necessità virtù. Per contrastare il centrocampo a cinque del Lecce presenta un modulo speculare in modo da mantenere la parità numerica in mediana. Ma pensa che Carrus debba suggerire seguendo l'ispirazione (cioè anche arretrando per impostare), mettendo in conto il rischio di dare troppo spazio a Zanchetta, il fulcro del gioco giallorosso (ma non un fulmine di guerra). Il tecnico del Bari, anziché optare per un atteggiamento passivo, preferisce una sfida a viso aperto con tre centrali difensivi (Milani-Esposito-Pianu), Scaglia ed Eramo appostati sulle fasce (dalle loro parti c'è da ostacolare Tesser e Giuliatto), Bellavista e Rajcic interni (a vedersela con Munari e Juliano) e, soprattutto, due attaccanti: insieme con Santoruvo, c'è Ganci, chiamato a un lavoro anche oscuro (cui a volte si cimenta anche il centravanti bitontino). La sorpresa tra i leccesi non è nel modulo, ma nella decisione di lasciare fuori Valdes per far posto ad Osvaldo. Papadopulo rinuncia alla velocità e alla fantasia del cileno, un ex che utilizzerà (senza risultati) successivamente.

Zanchetta cancella i fischi a Jurlano - Carrus non ha consegne specifiche di marcatura. Indietreggia, smarcandosi dall'affollamento centrale per cercare di rendere lineare la manovra biancorossa. Ci riesce a sprazzi, lasciando appunto Zanchetta (sempre rintanato nella propria metà campo) libero di orchestrare e raddoppiare (in fase di non possesso). L'ex del Chievo ha per giunta una dote rara e riconosciuta. Sa calciare divinamente i calci di punizione. Pianu deve avvertire qualcosa di sinistro al 9'. Perché, dopo averlo steso, si arrabbia con i compagni incapaci di fermare Osvaldo con solerzia, cioè lontano dall'area di rigore. La punizione dal limite di Zanchetta (perfetta parabola su cui Gillet non arriva) fa esplodere lo spicchio dello stadio San Nicola dove sono assiepati i circa 1500 tifosi salentini (complessivamente, sono presenti circa 10mila spettatori). Il boato è fragoroso. Si ha la sensazione di una vendetta in corso con le stesse modalità dell'andata a parti invertite (il Bari di fatto chiuse in un tempo la contesa). Il gusto è doppio dopo i fischi dei baresi durante il minuto di raccoglimento in memoria dell'ex presidente del Lecce Franco Jurlano.

Gol annullato a Pianu - Il Bari subisce il contraccolpo, ma non si scompone (deve aver previsto l'eventualità). Ciò nonostante, Carrus ha un passaggio a vuoto. Sbaglia un appoggio e permette a Tiribocchi di involarsi per quaranta metri. L'attaccante arriva scarico alla conclusione (14'), infatti è debole e imprecisa. Subito dopo (15') può rifarsi, ma, su traversone di Tesser, il massimo che può fare è un colpo al volo indirizzato in porta senza la giusta forza. La palla danza davanti alla linea prima che arrivi Esposito a spazzare. È a questo punto che il Lecce si fa più guardingo tendendo ad abbassare il ritmo. Funziona. Perché il Bari resta in partita senza però riuscire a sfondare (per avere più possibilità, al 21' Materazzi inserisce Tabbiani richiamando uno sfiduciato Eramo). Su corner, però, i biancorossi pervengono comunque al pareggio perché Pianu salta più in alto di tutti battendo Rosati di testa. La rete però avviene a gioco fermo perché l'arbitro Brighi di Cesena vede un blocco irregolare di Bellavista su Rosati in uscita. Il capitano protesta e viene ammonito. Al 33' anche Santoruvo ha da dire qualcosa (stavolta giustamente e nei modi consentiti) all'uomo in nero, il quale gli fischia contro (non si sa bene perché) una punizione.

Bellavista-Santoruvo: pareggio firmato dai baresi - Soltanto l'orgoglio può tirare fuori il Bari dal momento più difficile della stagione. I giocatori dimostrano di disporne. La ruota gira con l'infortunio di Tesser. Sembra un dettaglio, ma non lo è perché il Lecce perde la spinta sulla destra (Vascak, entrato al 31', fa rimpiangere il compagno). Dopo un tiro-cross di Tabbiani (36'), che Rosati toglie dall'incrocio, si sviluppa l'azione-emblema della partita. Bellavista, molto criticato dalla tifoseria, si avventa (nemmeno fosse Gattuso) su un pallone sradicandolo a un avversario. Entrato in area, pennella una parabola (nemmeno fosse Camoranesi) colta da un ben posizionato Santoruvo. Dopo la rete del 3-1 in Salento, il bitontino, rientrato con il Piacenza, si ripete mandando di nuovo in estasi i baresi. Il gol dell'1-1 gli costa un'ammonizione perché, andando a festeggiare sotto la Tribuna Ovest, si alza maglia infrangendo una norma assolutamente da abrogare. Il pareggio è meritato. Soltanto dopo aver subito il pari, i giallorossi si riaffacciano dalle parti di Gillet (destro di Munari, parato in angolo al 42', e tentativo di Tiribocchi al 45').

Dentro Valdes e Vives: esauriti i cambi - Nella ripresa si scopre la strategia (francamente opinabile) di Papadopulo. Forse pensando di averlo più fresco degli altri dopo un tempo, inserisce Valdes (fuori Osvaldo). Inspiegabile è però (a meno di un infortunio) la sostituzione di Juliano con Vives (pericoloso al 49', Pianu intercetta un cross insidiosissimo) perché esaurisce le sostituzioni con un tempo intero da giocare. Più comprensibile, invece, la decisione di rispolverare il 4-4-2. Con Valdes libero di inventare (e Vascak meglio preparato per quel tipo di modulo), il "Papa" potenzialmente non toglie al Lecce pericolosità e contemporaneamente si copre meglio, anche considerando la disposizione degli avversari (se Tabbiani sfonda a destra, con la difesa a tre ci sono troppi rischi, ancorché nessuno, fatta eccezione per l'azione del pareggio barese, riesca a superare Diamoutene, per l'occasione orfano di Cottafava, sospeso perché trovato positivo all'antidoping). Spostato sulla fascia destra (Giuliatto retrocede a sinistra) Polenghi può anche arrivare al cross (al 50' Tiribocchi è in fuorigioco millimetrico quando insacca con un'incornata, situazione che si ripeterà al 57' anche se con una diversa dinamica).

Meglio feriti che morti - Materazzi, dal canto suo, non può che ringraziare il collega, rivale ma anche amico di vecchia data. Gli dà due carte a disposizione per cambiare in corsa il match. L'allenatore barese ne gioca una interlocutoria al 67' (dentro Sgrigna per Ganci), immediatamente dopo l'ennesimo cartellino giallo della gara, stavolta per Vives (già diffidato, salterà Lecce-Spezia). Dopo di che, potrebbe entrare Strambelli. Invece, temendo di perdere una gara delicatissima (Pianu ferma fallosamente al 73' Tiribocchi al limite dell'area, causando una punizione calciata sopra la traversa da Zanchetta), Materazzi toglie Scaglia per portare stabilmente a quattro la difesa con l'inserimento di Micolucci (è 4-4-2 con Rajcic esterno sinistro di centrocampo e Bellavista-Carrus in mezzo). Intenzionato, dunque, a dare priorità alla difesa dell'1-1, il Bari potrebbe però rivedere le intenzioni (e provare a vincere) a partire dal 76'. Già sanzionato al 70', Polenghi interviene scompostamente su Santoruvo meritando il secondo cartellino giallo. L'espulsione dovrebbe scatenare i biancorossi, ma un po' la paura e un po' la stanchezza (i crampi colpiscono molti dei protagonisti, da una parte e dall'altra) frenano i baresi (ci sono soltanto tiri da lontano di Micolucci all'83' e di Carrus all'89'). Detto papale papale, il pareggio alla fine sta bene a tutti. Perfetto.

G. Flavio Campanella

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