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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 09:58

Bari oggi a Bologna mezzogiorno di fuoco

di FABRIZIO NITTI
BOLOGNA - Mezzogiorno di «fuoco» oggi a Bologna per i biancorossi di Nicola. Rialzata la testa contro il Trapani, il nuovo Bari riparte dalla vittoria contro il Trapani. Per il nuovo tecnico è una questione di testa: «Vincere significa rischiare, osare, anche sbagliare». Affamati gli avversari, da un mese senza vittorie

Bari oggi a Bologna mezzogiorno di fuoco

di FABRIZIO NITTI
BOLOGNA - Il coraggio prima di tutto. È una virtù che a Davide Nicola non è mai mancata, sia in campo che nella vita, soprattutto nella vita. Ed è, anche, una qualità che forse al Bari è mancata nelle ultime disastrose trasferte di campionato. Tre giri a vuoto, attraversando in pratica tutta l’Italia del pallone: 2-1 a Varese, 3-0 a Vercelli, 3-0 a Crotone. Rialzata la testa contro il Trapani, il nuovo Bari riparte da Bologna. Senza paura, sulla scia della vittoria scacciacrisi contro il Trapani, soffertissima, ma che anche ha trasmesso l’immagine di una formazione tutt’altro che arrendevole.

Questione di testa, quella che molto spesso nel calcio riesce a fare la differenza quando meno lo si aspetta: «Vincere significa rischiare, osare, anche sbagliare pur di raggiungere gli equilibri giusti - attacca il tecnico piemontese -. Ma serve convinzione in ogni cosa che facciamo. Se c’è la testa, si può tagliare qualsiasi traguardo. Non basta solo allenare la condizione fisica, se non alleni anche altri aspetti fondamentali del calciatori, non ottieni alcunché».

E il concetto si espande, si dilata. Nicola parla e si infervora positivamente. Facile capire che anche la squadra sia rimasta coinvolta dal seducente modo di fare del giovane allenatore: «Per me, e quindi per la mia squadra, non deve esistere differenza fra il modo di giocare in casa e quello di affrontare le trasferte. L’idea è di mantenere un legame, una precisa identità rispettando le altezze del campo». In sintesi, compattezza tattica e intelligenza. E voglia di non mollare, neppure un centimetro: «Mi piace il film “Le riserve”: qualcuno si è messo in testa di fare qualcosa che non sapeva fare. Ed è riuscito a realizzarla».

Il campionato batte il sedicesimo rintocco. E insegue la parte alta della classifica: «Mi chiedete se è un Bari da play off? Dopo 10 giorni non sono ancora in grado di rispondere - racconta Nicola -. Di una cosa sono però certo, e cioé che questo gruppo ha valori importanti. Il problema è la costanza nel saperli tirare fuori. e qui torniamo al discorso legato alla testa. Prendo spesso ad esempio alcune parole di Padre Pio, “bisogna meditare per cercare di conoscere i propri difetti”. Ebbene, in questi giorni dopo il lavoro ho meditato sui nostri difetti, per cercare di correggerli. La prima cosa che devi fare è conoscere i tuoi limiti. Un passo alla volta andremo avanti e cresceremo».

Bologna scontenta del Bologna che non decolla, di una squadra costruita per tornare di filato in serie A. Lopez non se la passa benissimo: «L’allenatore in bilico? Tutti lo siamo, anche chi ora è il più osannato. Non è un vantaggio, né uno svantaggio affrontare ora il Bologna. E poi questi sono discorsi che trovano una ragione solo a fine partita».

Le «bruciature» rimediate in questi primi tre mesi di campionato non hanno frenato l’entusiasmo dei tifosi biancorossi. C’è, ovviamente e giustamente, ancora un pizzico di diffidenza nei confronti della squadra. Ma oggi in Emilia saranno quasi tremila i baresi al seguito di «Fc 1908», con il settore ospiti esaurito da giorni. Quale società può contare un tale seguito in Italia? Nicola vede e provvede: «La pasine della gente barese l’ho avvertita subito. Ma rifletto su un altro dato: in un momento di grave crisi economica del paese, vedere che ci sono 2500 baresi che si spostano per noi è incredibile. Noi viviamo per il pubblico. Senza di loro, nulla avrebbe senso nel calcio. Io alleno per il pubblico e per il miei calciatori. Altrimenti allenerei in un settore giovanile».

Bologna-Bari è uno squarcio sul passato, su Klas Ingesson, doppio ex strappato alla vita da un brutto male qualche tempo fa: «Non l’ho mai conosciuto, ma ne ho sentito parlare molto bene, soprattutto da Igor Protti. Ingesson deve essere stato soprattutto un signore. E’ molto bello il solo pensiero che le due squadre si colleghino a lui (con la t shirt che indosseranno durante il riscaldamento pre gara). Facciamo qualcosa che altri non possono più fare».

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