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Sabato 21 Ottobre 2017 | 10:45

Nicola: il Bari ha valori ora serve continuità

BARI – Soddisfatto e consapevole delle potenzialità della squadra: con questi sentimenti il tecnico del Bari, Davide Nicola, ha preparato la trasferta di domenica a Bologna. "La nostra è stata una settimana di lavoro e di meditazione. Ho riflettuto – ha spiegato l’allenatore – sui nostri difetti e su come migliorare trasformandoli in pregi". Fischio d'inizio domenica 30 novembre alle 12,30
Con il Bologna in t-shirt in ricordo di Klas Ingesson
Nicola: il Bari ha valori ora serve continuità
BARI – Soddisfatto e consapevole delle potenzialità della squadra: con questi sentimenti il tecnico del Bari, Davide Nicola, ha preparato la trasferta di domani a Bologna. "La nostra è stata una settimana di lavoro e di meditazione. Ho riflettuto – ha spiegato l’allenatore – sui nostri difetti e su come migliorare trasformandoli in pregi. Questa squadra è indiscutibile che abbia dei valori e deve trovare la costanza nel tirarli fuori".

Dopo la vittoria fortunosa con il Trapani, la squadra si è allenata con grande intensità. "Ho notato – ha aggiunto – che i ragazzi non hanno vissuto la settimana in maniera presuntuosa: siamo rimasti ben ancorati sui binari dell’equilibrio, particolare fondamentale".
Sulla formazione che sfiderà i felsinei, Nicola ha dato poche indicazioni: "Questa volta non indovinerete l’undici titolare – ha puntualizzato – però voglio darvi sempre i quattro nomi. Giocherò con Sabelli, Camporese, Caputo e Defendi. Vediamo cosa aggiungete voi". La sfida del Dall’Ara appare esaltante per Nicola. "Giochiamo di domenica inseriti in una giornata di serie A avendo le attenzioni di tutti, questo mi affascina. Mi divertirò a giocarla".

Nel settore ospiti ci saranno oltre 2500 sostenitori biancorossi: "La passione muove il mondo. Viviamo – dice – per il pubblico, per i risultati. Trovo fantastico che ci sia questo amore tra tifosi e il Bari".
Emiliani e pugliesi condivideranno domani anche il ricordo di Klas Ingesson, campione svedese recentemente scomparso per un male incurabile. "Non l’ho conosciuto – conclude il mister – ma deve essere stato un signore in tutto e per tutto. Il solo pensiero di iniziare la partita con il ricordo di persone come lo scandinavo ci dà una carica in più e ci responsabilizza maggiormente perchè ci affida i suoi sogni. Lo sport è anche questo, guardate: trasferisce ricordi, emozioni, valori e può arrivare ovunque, dovunque e a chiunque. Questo me lo fa amare ancora di più e mi fa rendere conto di quanto sia fortunato".

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