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«Truccarono derby» Semeraro e Quarta risarciranno i tifosi

BARI -  Il giudice monocratico del tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato ad un anno e sei mesi  l'ex presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro e l'imprenitore leccese Carlo Quarta (pena sospesa). Nove mesi sono stati inflitti invece a Marcello Di Lorenzo, amico dell'ex calciatore del Bari Andrea Masiello (responsabile della famosa autorete, che ha già patteggiato nello stesso procedimento), nell'ambito del processo per il derby «truccato» Bari-Lecce del 2011. I condannati dovranno inoltre subire per sei mesi l'interdizione dai pubblici uffici direttivi della società. Per lo stesso periodo sarà loro vietato recarsi in agenzia sportive di scommesse. (nella foto, la «sceneggiata» di Masiello dopo l'autogol)
Una pietra miliare nella storia del calcio - di Gaetano Campione
«Truccarono derby» Semeraro e Quarta risarciranno i tifosi
BARI – Il derby Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, perso dai biancorossi 2-0, fu comprato dai salentini per 200mila euro. Condividendo l’ipotesi accusatoria, il giudice monocratico del Tribunale di Bari Valeria Spagnoletti ha condannato a 1 anno e sei mesi di reclusione e al pagamento di 10mila euro di multa l’ex presidente del Lecce calcio Pierandrea Semeraro e l’imprenditore salentino Carlo Quarta. Condanna a 9 mesi di reclusione e a 5mila euro di multa per Marcello Di Lorenzo, amico dell’ex calciatore biancorosso Andrea Masiello (che ha patteggiato la pena nell’ambito dello stesso procedimento insieme agli amici e scommettitori Gianni Carella e Fabio Giacobbe). Per tutti il giudice ha disposto la sospensione della pena e l’interdizione per sei mesi dagli uffici direttivi della società sportiva con "divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono competizioni sportive o si accettano scommesse".

Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento dei danni alle parti civili. Per Figc e Confconsumatori il risarcimento dovrà essere quantificato in sede civile, ma il giudice ha condannato gli imputati, in solido tra loro, al pagamento di provvisionali pari rispettivamente a 5mila e mille euro. Risarcimento anche nei confronti degli oltre 200 tifosi di Bari e Lecce, quantificato in 400 euro ciascuno.

"Una sentenza storica – ha commentato l’avvocato Giuseppe Milli in rappresentanza dei tifosi del Lecce – perchè per la prima volta c'è il riconoscimento di un danno in favore dei tifosi".

"Quello che non ha fatto il Comune di Lecce lo hanno fatto i tifosi salentini costituendosi parte civile nel processo - ha detto l’avvocato Giacinto Epifani – noi rappresentiamo un intero territorio, un’intera città che è stata danneggiata da questi fatti". Nella requisitoria, il pm che ha coordinato le indagini baresi sul calcioscommesse, Ciro Angelillis, e che aveva chiesto per i tre imputati condanne a 2 anni di reclusione, ha sottolineato che questa vicenda dimostra che non c'è stato "alcun rispetto per tutti quei bambini che vanno a dormire con la maglia della squadra dei loro beniamini". Il magistrato ha ripercorso i contatti telefonici e gli incontri tra "il gruppo dei baresi e quello dei leccesi" fino alla "concretizzazione dell’accordo con l’assegno da 300mila euro consegnato in garanzia da Quarta a Carella" e alla "firma sotto quel derby truccato rappresentata dall’autogol di Masiello".

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