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Calcio / Serie B - Il Bari affonda

Sesta sconfitta interna per la squadra di Materazzi: 1-2 contro il Piacenza, precipitata al quint'ultimo posto della classifica, in zona spareggio per la retrocessione
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BARI - PIACENZA 1-2 (0-0 dopo la fine del 1° tempo)

• BARI (4-4-1-1): Gillet; Milani, Gervasoni, Belmonte, Loseto; Eramo (79' Cazzola), Fusani, Rajcic, Sgrigna (61' Scaglia); Carrus, Santoruvo (77' Ganci). Allenatore: Materazzi. A disposizione: Aldegani, Allegrini, Micolucci, Strambelli.
• PIACENZA (4-3-3): Coppola; Campagnaro, Olivi, Iorio, Anaclerio (85' Gemiti); Bianchi, Patrascu, Nocerino, Riccio; Stamilla, Rantier (63' Simon), Lazzari (56' Degano). Allenatore: Carillo. A disposizione: Cassano, Nef, Riccio, Padalino.

• Arbitro: Mazzoleni di Bergamo (Mancini-Angrisani).

• Reti: 48' Carrus (B), 67' Simon (P), 89' Degano (P).

• Note - Ammoniti Gervasoni, Fusani, Cazzola nel Bari. Lazzari, Anaclerio e Bianchi nel Piacenza. Gervasoni e Fusani, già diffidati, salteranno per squalifica il derby contro il Lecce di sabato 5 maggio (ore 16).

• Spettatori: 4.348 di cui 208 paganti e 4140 abbonati per un incasso complessivo di euro 19.652 (quota paganti 2.450, quota abbonati 17.202).
Calcio - Bari, Beppe Materazzi

BARI - Dietro l'angolo c'è l'inferno. Non quello estratto dalla Divina Commedia di Dante e ironicamente parafrasato dai tifosi («Così tengo le anime tristi che visser senza infamia e senza lode» recita uno striscione esposto in via Quintino Sella, nel centro di Bari). Ma quello del girone B della serie C1, sempre più vicino dopo il recupero della trentesima giornata della serie B. L'ennesima sconfitta (quella odierna contro il Piacenza per 2-1 è la sesta interna) fa precipitare i biancorossi in piena zona playout. Scavalcati anche da Modena (1-0 al Brescia) e Spezia (2-0 a Pescara), si ritrovano in quint'ultima posizione, esattamente quella che costringe a disputare lo spareggio per non retrocedere. Attualmente sarebbe il Verona a contendere la permanenza, proprio la squadra che ospiterà il Bari nell'ultima giornata di campionato (la partita rischia di diventare una prova generale per il successivo doppio confronto). L'attenuante (aver perso immeritatamente, il pareggio sarebbe stato più giusto) non giustifica un'altra rimonta (vantaggio di Carrus e reti di Simon e Degano, due rincalzi mandati in campo da Carillo) e comunque non cambia la valutazione sulla funerea prospettiva, considerando il terribile calendario da qui alla fine. Si comincia con il derby interno contro il Lecce (sabato 5 maggio, ore 16) in un incredibile contrappasso rispetto a quello d'andata che illuse i baresi e di fatto indusse la società giallorossa a intervenire sul mercato (con evidenti risultati). Da via Torrebella, invece, hanno cacciato allenatori e direttori sportivi in quantità industriale. Russi o non russi, è giunto il momento di farsi da parte.

LA PARTITA

Rientrano Carrus e Santoruvo - Come sempre, ci vuole qualche riga per fare la conta degli assenti tra i biancorossi. Stavolta mancano l'infortunato Pianu e gli squalificati Bellavista, Esposito, Carozza, Tabbiani e Vignaroli. Materazzi si affida a Milani, Belmonte, Gervasoni e Loseto in difesa, e a Eramo, Fusani, Rajcic e Sgrigna a centrocampo (evidente l'intenzione di ottenere dall'ex vicentino appoggio in fase offensiva). Finalmente tornano Carrus e Santoruvo, con il sardo libero di spaziare per tutto il fronte d'attacco e di imbeccare il bitontino. Entrambi non sono al meglio, ma l'emergenza impone uno sforzo comune, al quale i due non si sottraggono contro il Piacenza. La squadra di Iachini (tre punti nelle ultime sei partite, cinque sconfitte di fila in trasferta) si presenta con alcune novità impreviste. Al centro della retroguardia c'è Olivi (Miglionico non è nemmeno in panchina), in mediana giostra Patrascu (Riccio è tra le riserve), in avanti Rantier è preferito a Simon.

Buco alla porta e… a destra - S'inizia con qualche minuto di ritardo perché nella porta del Bari c'è un buco alla rete. A dire il vero, non è il solo. In avvio il lato destro dei biancorossi si apre facilmente. Sembra un'autostrada per gli avversari. Nocerino e Lazzari se ne vanno due volte (al 4' e al 6'). Nella prima occasione Stamilla riesce ad arrivare ma è troppo defilato e finisce per mandare la palla fuori; nella seconda si ripete la combinazione: sul cross, Stamilla è in posizione ideale per segnare, ma stavolta a Loseto, che gli toglie la sfera dai piedi, riesce la diagonale. I pericoli, però, arrivano anche su calci da fermo. Al 7' il corner da destra calciato da Patrascu è intercettato da Campagnaro, sempre pronto a sganciarsi dalla difesa per sfruttare le doti in acrobazia. Lazzari si ritrova davanti a Gillet, ma non riesce a perfezionare. I difensori allontanano proprio sui piedi di Olivi, la cui conclusione è neutralizzata dal colpo di reni del portiere belga.

Il Piacenza comanda, il Bari subisce - Il Bari resta a guardare. Gli ospiti, sebbene provengano da un periodo negativo, hanno voglia (sono comunque a tre punti dai playoff), ritmo e velocità. Riescono a sfondare anche da destra. Dai lati del tridente arrivano pericoli, ma anche gli esterni di centrocampo non scherzano. I pugliesi sono in soggezione. Al 17' perdono palla dando il via a un contropiede che Bianchi rifinisce per Rantier. L'attaccante ha modo e tempo di coordinarsi al meglio per il tiro. Ma, proprio al momento di concludere, inciampa e non può calciare nella giusta direzione. Lo scampato pericolo introduce una fase di equilibrio. Il Piacenza decelera un po' permettendo al Bari di prendere le misure. Di azioni da rete costruite, però, nemmeno l'ombra. Carrus (sempre più quinto di centrocampo; è Sgrigna a fare il pendolo) e Santoruvo s'impegnano, ma arriva la conferma di una condizione approssimativa. Al 35' Santoruvo approfitta di un liscio di Iorio presentandosi tutto solo davanti a Coppola, ma il sinistro è ribattuto con i piedi.

Proteste dei pugliesi alla fine del primo tempo - L'opportunità non schioda il punteggio. Però ha il merito di scuotere il Bari (per carità, soltanto scuotere) negli ultimi minuti del primo tempo. Carrus, ad esempio, ci prova (42') dalla lunga distanza (alto). Resta inteso che quando il Piacenza attacca sono dolori. Succede al 37' (Rantier mette in mezzo e Belmonte arriva in extremis anticipando due piacentini) e al 42' (stavolta è Lazzari a fare l'assist, c'è l'intervento in anticipo su Rantier). Il parziale, però, si chiude con i biancorossi protagonisti. Su lancio in avanti, Carrus tocca di testa al limite dell'area trovando Fusani pronto a controllare e superare il portiere del Piacenza. Non è gol, però, perché il gioco è già fermo su segnalazione del guardalinee, il quale scova Fusani in fuorigioco. I pugliesi protestano, più che per il netto offside, per l'intervento scomposto di Iorio e per un presunto suo fallo di mano (che in realtà sembrerebbe proprio di Carrus).

Lampo nella ripresa: segna Carrus - Il calcio è fatto apposta per andare contro tutte le previsioni. Appena tornate in campo le squadre, il Bari va in vantaggio proprio grazie ai lungodegenti appena rientrati. Santoruvo gestisce un pallone sulla destra, poi vede Carrus e lo serve. Il centrocampista, in posizione favorevole, approfitta del lassismo del Piacenza (che lascia fare) e scaglia un diagonale che si spegne alle spalle di Coppola (48'). Va da sé che la gara possa cambiare, perlomeno sotto l'aspetto psicologico. Invece, si ripete dopo tre giorni la trama della partita di Modena (da 1-0 a 1-2). Rispetto al precedente di sabato scorso, la reazione del Piacenza è meno veemente e più ragionata. Peraltro, non è immediata (anche se Rantier ci prova al 57', contrastato efficacemente da Belmonte). È necessario l'intervento di Carillo (Iachini, tecnico titolare, è squalificato) per invertire la rotta. Gioca la carta Degano (56') al posto di Lazzari, anche se inizialmente è Nocerino a sprecare (58') dopo uno svarione di Gervasoni (l'esterno destro termina a lato).

In campo anche Scaglia e, soprattutto, Simon - La girandola degli avvicendamenti coinvolge anche Sgrigna, sostituito da Scaglia (61'), e Rantier, tolto (63') per far posto a Simon. Forze fresche (è il caso del barese, peraltro più propenso a difendere) e soluzioni alternative (l'argentino del Piacenza ha altre caratteristiche rispetto alla punta richiamata). Le scelte danno ragione all'allenatore degli emiliani perché quattro minuti dopo gli ospiti pervengono al pareggio. Su calcio di punizione dalla destra, la difesa biancorossa si fa trovare impreparata. Simon, comunque bravo a sgusciare, gode di troppa libertà di movimento. Il colpo di testa sul palo opposto (67') è imparabile anche per Gillet (il quale parte con un attimo di ritardo). Lo sarebbe anche quello di Rajcic (74') se solo cogliesse lo specchio della porta. Invece, il risultato permane momentaneamente in parità, mentre arrivano l'ammonizione per Fusani (75'), il quale salterà il derby insieme con Gervasoni (cartellino giallo al 60'), e gli ultimi due cambi di Materazzi (Ganci per Santoruvo al 77' e Cazzola per Eramo al 79').

Palo di Rajcic, ma la vera beffa è di Degano - - Gli ultimi arrivati hanno una piccola parte, ancorché inutile, nella sequenza finale dell'incontro (ci riferiamo a quelli del Bari, visto che i subentrati del Piacenza risulteranno decisivi). Cazzola cerca di mettere la marcia superiore e provare a inserirsi in velocità (anche se all'81' si butta e viene ammonito per simulazione). Ganci ha il compito almeno di migliorare il gioco di sponda, che Santoruvo non avrebbe più potuto garantire perché stremato. Lo fa benissimo all'83' quando corregge un cross e manda la palla sui piedi di Rajcic. Controllo e tiro da pochi passi sul quale Coppola compie la parata più difficile della gara. Il portiere si ripete, con altrettanta bravura, appena un minuto dopo, sempre sul sinistro di Rajcic, riuscendo a impedire la segnatura con l'aiuto del palo. Sembra una beffa, ma è nulla rispetto a quel che accade all'89' (non serviranno i cinque minuti di recupero concessi dall'arbitro Mazzoleni per riacciuffare il pareggio). Degano s'infila tra Milani e Gervasoni e batte Gillet per il definitivo 2-1. Il replay di Modena (rimonta subita) è servito. L'incubo continua.

G. Flavio Campanella

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