Venerdì 17 Agosto 2018 | 01:33

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Calcio / Serie B - L'errore di Papadopulo

Il Lecce sconfitto a Brescia con un esiguo 1-0 per un'uscita sbagliata del portiere Pavarini, ma soprattutto per la scelta dell'allenatore di iniziare la partita senza i titolari della zona d'attacco. Vano il tentativo di recupero nella ripresa • Lunedì (ore 21) il Bari cerca punti preziosi contro il Mantova
BRESCIA-LECCE 1-0 (1-0 già alla fine del 1° tempo)

• BRESCIA (3-4-2-1): Viviano; Mareco, Zoboli, Cortellini; Stankevicius, Hamsik (87' Depetris), Zambrella (65' Piangerelli), Lima; Possanzini, Mannini (75' Cerci); Serafini. Allenatore: Cosmi. A disposizione: 31 Ambrosio, 9 Alberti, 14 Roussel, 37 Gaspari.

• LECCE (3-5-2): Pavarini; Polenghi, Diamoutene, Cottafava; Vascak (46' Valdes), Munari, Zanchetta, Juliano (58' Vives), Giuliatto; Osvaldo (58' Tiribocchi), Tulli. Allenatore: Papadopulo. A disposizione: 22 Rosati, 2 Tesser, 19 Diarra, 23 Schiavi.

• Arbitro: Pierpaoli di Firenze (Giglioni-Bianchi).
• Reti: 38' Hamsik.
• Note - Ammoniti: Osvaldo, Polenghi, Zoboli, Depetris per gioco falloso, Serafini per proteste. Angoli: 5-4 per il Brescia. Recupero: 1' e 5'. Spettatori: 2.500 circa.
Calcio - Lecce, allenatore Papadopulo
BRESCIA - Giocare senza obiettivi (i punti di vantaggio dalla zona retrocessione restano cospicui) talvolta è fuorviante. Ti induce a optare per il turn-over, in modo da far tirare il fiato alle prime scelte e dare spazio a chi ha meno opportunità di giocare, senza pensare troppo alle conseguenze. Il risultato può essere (è) una sconfitta a Brescia, sebbene giunta a causa di un errore clamoroso in uscita di Pavarini (gol di Hamsik al 38'). Il Lecce, che rinuncia a Tiribocchi e Valdes, va di fatto incontro (nel senso che lo agevola) ad un avversario ancora in corsa per la serie A, capace di sfruttare molto di più le concessioni degli ospiti piuttosto che le qualità di cui dispone. Insomma, specula sulle mancanze (e sulle assenze) dei salentini, i quali si ravvedono troppo tardi: Papadopulo ne cambia tre ad inizio ripresa per dare una sterzata (mandando in campo prima Valdes e poi Tiribocchi e Vives), i giocatori lo assecondano soltanto nel quarto d'ora finale cercando con insistenza una rimonta soltanto sfiorata.

LA PARTITA

Tiribocchi e Valdes in panchina - La terza gara in sette giorni induce il tecnico del Lecce a rinunziare ad alcuni titolari nella gara di Brescia. Papadopulo, annunciati degli avvicendamenti in settimana, sorprende ugualmente perché a rimanere in panchina è l'intero attacco. Siedono infatti tra le riserve sia Valdes sia Tiribocchi. L'allenatore dei salentini, pronto comunque a chiamarli in causa se necessario, li vuole evidentemente riposati per la gara interna contro il Bologna di sabato 28 aprile (ore 16). In prima linea quindi ci sono Tulli e Osvaldo, chiamati a dimostrare di meritare l'opportunità concessa. A dire il vero, non sembra la partita ideale per mettersi in mostra, sebbene l'argentino inizi con gran foga (troppa, visto che al 5' frana su Mareco meritandosi l'ammonizione). Non c'è gran voglia. Istintivamente, pare una gara da pareggio. Anzi, a voler essere chiari, si ha la sensazione di dover penare per vedere reti. Si fa fatica a registrare conclusioni. I brividi semmai arrivano per un retropassaggio di Diamoutene che finisce in angolo (6').

Brescia inutilmente rispettoso - Col passare dei minuti, il Brescia fa ciò che spetta ad una squadra ospitante: prendere l'iniziativa provando a mettere almeno una marcia in più. Arrivano un paio di traversoni, ci sono tentativi sullo stretto degli attaccanti bresciani (Serafini è il terminale, generalmente utilizzato come sponda per Possanzini e Mannini), ma è davvero il minimo indispensabile. Se al Lecce un punto andrebbe più che bene (non ci sono velleità di raggiungere i playoff e la zona playout è a distanza di sicurezza), alla squadra di Cosmi un successo servirebbe per tenere accesa la speranza di agguantare le formazioni che lotteranno per la promozione in serie A. Una debole spiegazione può coinvolgere l'assetto difensivo rivoluzionato del Brescia, che probabilmente influenza il gruppo, frenandolo. Infatti nella retroguardia non c'è Santacroce, cosicché Mareco si sposta a destra con Cortellini a sinistra. Giocando a tre, essere un po' più prudenti può diventare quasi involontario se cambiano protagonisti e posizioni (Stankevicius è più attento del solito a rientrare piuttosto che a spingere). La consistenza del Lecce, però, non giustifica il rispetto datogli (tra i pochi tentativi, c'è un sinistro di Zanchetta da ottima posizione finito fuori).

Uscita avventata di Pavarini, Hamsik segna - Il Brescia comincia a capire che può permettersi di rischiare qualcosa verso la fine del tempo, ma è come se non si fidasse degli avversari, quasi temendone un sussulto. I giallorossi sgombrano il campo dagli equivoci. Al 38' Mareco (per l'occasione avanzato a destra) crossa più per liberarsi del pallone e della possibile pressione avversaria. Invece, sull'avventatissima uscita di Pavarini, Serafini anticipa di testa il portiere leccese facendo carambolare la palla verso Hamsik, a questo punto piazzato davanti alla porta sguarnita. L'1-0 segnato potrebbe addirittura essere un passaggio intermedio. Dopo due minuti il Brescia va vicino al raddoppio. Serafini dimostra di avere tecnica (e non soltanto prestanza fisica) cercando l'incrocio con un destro a girare. Il pallone termina fuori di pochi centimetri. In men che non si dica, i salentini si ritrovano, quasi senza accorgersene, sotto nel punteggio e messi all'angolo dagli avversari, anche se capitan Zanchetta prova a scuotere i compagni con un altro tentativo da lontano. In realtà, la possibilità che arrivi una sostituzione appare più che concreta perché, a maggior ragione ora, serve una scossa.

Papadopulo cambia tutto - Al rientro dopo l'intervallo, Valdes prende il posto di Vascak (insufficiente). Papadopulo spiega al cileno come fare per cambiare faccia alla partita. Il "Pajarito" svolazza, partendo da posizione centrale, alle spalle di Tulli e Osvaldo (al quale viene chiesto di dare una mano a destra in fase di non possesso). La missione (fallita) è stare tra le linee del Brescia, imbeccare i compagni e magari tentare la soluzione personale, così come avviene al 53' (tiro deviato in angolo da un difensore). Non basta, tenuto conto che dall'altra parte Mannini potrebbe prima o poi arrivare fino in fondo (al 54' Cottafava blocca una serpentina con tiro; al 66' l'attaccante ci riproverà con un'altra azione in solitario). Papadopulo allora non usa mezze misure. Al 58' entrano Vives (fuori Juliano) e Tiribocchi (al posto di Osvaldo). Appena un minuto dopo il Lecce sfiora il pareggio. Su iniziativa da destra di Valdes, Tulli gira con il destro, ma Viviano si supera. L'effetto dei cambi però è estemporaneo (bisognerà aspettare gli ultimi quindici minuti per vedere una tardiva e frenetica pressione: fendente di Zanchetta ribattuto dal portiere all'88' e due destri al volo di Tiribocchi, di cui uno al 95'). Il Brescia (sfiorato il 2-0 da Serafini al 77') conquista il massimo con il minimo sforzo e continua a sperare nel salto di categoria.

G. Flavio Campanella

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