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Paparesta: resta Mangia Ma è fiducia a termine

di FABRIZIO NITTI
BARI - Avanti con Devis Mangia. E con Stefano Antonelli. Nessuna rivoluzione, non c’è ribaltone. Il presidente Gianluca Paparesta (foto) ha preferito evitare il «terremoto». Almeno per il momento. Perché, comunque, la sensazione è che la fiducia, quanto meno nei confronti del tecnico, sia a termine. Crotone, domenica prossima, potrebbe davvero decidere le sorti dell’allenatore lombardo, finito anch’egli nel mirino della contestazione durante e dopo la partita persa lunedì sera contro la Ternana
Paparesta: resta Mangia Ma è fiducia a termine
di Fabrizio Nitti

BARI - Avanti con Devis Mangia. E con Stefano Antonelli. Nessuna rivoluzione, non c’è ribaltone. Il presidente Gianluca Paparesta ha preferito evitare il «terremoto». Almeno per il momento. Perché, comunque, la sensazione è che la fiducia, quanto meno nei confronti del tecnico, sia a termine. Crotone, domenica prossima, potrebbe davvero decidere le sorti dell’allenatore lombardo, finito anch’egli nel mirino della contestazione durante e dopo la partita persa lunedì sera contro la Ternana.

Ma dopo una giornata intensa, vissuta fra mille voci e sussurri, fra tanti nomi di allenatori pronti a sedersi sulla panchina biancorossa, la posizione di Mangia ne viene fuori forse ancora più indebolita. Perché, ad esempio, non uscire subito allo scoperto, subito dopo la sconfitta contro gli umbri, per annunciare in maniera chiara la conferma del tecnico? Perché attendere fino alle 16 del giorno dopo? A meno di colpi di scena clamorosi (oggi la ripresa della preparazione...), è come se il tecnico fosse appeso a un filo. Anzi, oggi più che mai, il destino di Mangia è soltanto nei piedi dei giocatori.

Un dato va chiarito: fra la squadra e il tecnico non c’è spaccatura, ma un legame discreto che ha trovato un punto in comune nei giorni di un ritiro mal digerito da entrambe le parti, subìto più che accettato. Paparesta, nella decisione di proseguire con Mangia, ha tenuto conto proprio del rapporto fra calciatori e staff tecnico. I messaggi arrivati al «patron» dal ventre del San Nicola vertono tutti nella stessa direzione: fra Mangia e i suoi uomini non c’è rottura. Il nodo è stato sciolto dopo il pranzo di ieri fra il presidente e il d.s.

La palla è dunque passata alla squadra, deludente pure lunedì sera: toccherà a Donati e compagni tenere a galla Mangia, consentirgli di proseguire nell’avventura in Puglia. Se a Crotone dovesse arrivare un nuovo semaforo rosso, addio Mangia. Ci sarebbe Nicola in pole position, l’ex tecnico del Livorno, carattere di ferro e entusiasmo. La pista De Canio non piace, Giampaolo arriva da qualche stagione sfortunata, più lontane le ipotesi Calori e Delneri.

Certo non saranno giorni facili per il mister biancorosso e il suo staff, tutti sulla graticola per un Bari che non decolla. Errori tattici (perché forzare con la difesa a tre?) e letture tecniche discutibili (Stoian mezz’ala, perché ad esempio non provare Minala? E quel Galano così a lungo in panchina?), Ma è pur vero che l’organico in generale continua a non convincere. Di questo, infatti, si è pure parlato nella lunghissima riunione tenuta al primo piano degli uffici del San Nicola a partire dalla mezzanotte di lunedì e portata avanti fin quasi alle 2.30 del mattino. Un lungo faccia a faccia fra Paparesta, Mangia e Antonelli, al quale ha preso parte pure il team manager e responsabile della comunicazione Alberto Marangon. Perché sarà pur vero che Mangia non è riuscito ancora a trovare la quadratura del cerchio, che il Bari non ha ancora una precisa identità e la tifoseria è schierata contro l’allenatore, come è anche naturale che sia quando i risultati non arrivano. Ma è pure vero che questa squadra è stata rifinita dal direttore sportivo Stefano Antonelli e che le scelte attuate in chiave di mercato, seppur condivise da tutte le componenti, fino a questo momento non hanno affatto convinto (difesa). Abbondanza in alcuni ruoli (esterni) e penuria da altre parti (attacco). Ad Antonelli sarebbe pure rinfacciata una scarsa «presenza» all’interno dello spogliatoio. Responsabilità, dunque, da condividere.

Crisi in atto, dunque. Inaspettata e incredibile viste le premesse. Il tempo per rimediare esiste, la stagione non è ancora totalmente compromessa, ma bisogna ritrovare il bandolo della matassa. Crotone diventa un appuntamento con il destino. Punto di arrivo o di ripartenza.

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