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Vela / Coppa America - Luis Vuitton Cup: in gara gli sfidanti

A Valencia da lunedì 16 aprile, e fino al 12 giugno prossimo, undici team hanno come obiettivo arrivare a contendere ad Alinghi la 32ª America's Cup (dal 23 giugno). Tre barche italiane in gara: Luna Rossa, Mascalzone Latino e +39 Challenge • I team • La formula • Il glossarietto • La storia
VALENCIA - Dopo tre anni e mezzo di attesa, e di sfide all'ultimo soffio di vento consumate sui mari di Marsiglia, Malmoe e Trapani, a Valencia è arrivato il momento della verità. Da domani, e fino al 12 giugno prossimo, 11 team daranno vita alla Louis Vuitton Cup, il campionato fra gli sfidanti che dal 23 giugno darà diritto al vicitore di contendere ad Alinghi la 32ª America's Cup.
La Louis Vuitton Cup è suddivisa in due Round Robin (con regate d'andata e di ritorno), due semifinali, una finale, al termine della quale un solo team avrà il privilegio di lanciare la sfida agli svizzeri del patron Ernesto Bertarelli, che hanno avuto il pregio di riportare la coppa nel vecchio continente.
L'Italvela ha già schierato la propria flotta, nel mare di Valencia, e lo ha fatto in maniera massiccia, con ben tre sindacati (un vero e proprio record) che, a vario titolo, manifestano l'ambizione di potersi ritagliare una grossa fetta di gloria: Luna Rossa Challenge è considerato uno dei top team di questa America's Cup, assieme a Emirates Team New Zealand e Bmw Oracle Racing; Mascalzone Latino-Capitalia Team è un vero e proprio outsider di lusso; +39 Challenge, invece, una specie di mina vagante, un avversario scorbutico.
Ita 94, lo scafo di Patrizio Bertelli targato Telecom-Prada e guidato da Francesco De Angelis, si affida all'esperienza di James Spithill e Torben Grael, ma soprattutto cercherà di far tesoro dei precedenti successi ottenuti nella prestigiosa competizione velica, primo fra tutti quello della Louis Vuitton Cup edizione 2000.
Ita 99, lo scafo di Vincenzo Onorato che espone il marchio del gruppo bancario Capitalia, dopo le sconfitte dell'ultima edizione della coppa, ci riprova. Questa volta c'è la consapevolezza di avere lavorato bene durante i Louis Vuitton Acts (le tappe di avvicinamento agli eventi che contano), inoltre ci sono la forza, la bravura e la determinazione degli uomini che compongono il team, ma non solo: c'è anche la certezza di avere a disposizione uno scafo che va. Lo skipper Vasco Vascotto, i timonieri Flavio Favini e Jes Gran-Hensen, ma anche i vari Cameron Dunn, Rasmus Kostner e Michele Paoletti rappresentano una garanzia per quanto riguarda classe e rendimento.
A +39 Challenge di Lorenzo Rizzardi può essere già assegnata la palma di team bravo e sfortunato: l'avventura era cominciata con i migliori auspici, con la benedizione del ministero del Lavoro e della Regione Sicilia, poi sono cominciati i problemi, ultimo dei quali la rottura dell'albero dopo una collisione con la barca dei tedeschi. Una vera disdetta. Dagli skipper Luca Devoti e Iain Percy, ai vari Ian Walker e Gabriele Bruni, tutti hanno dimostrato di poter competere con gli avversari. Tuttavia potrebbe non bastare.
Quella che si apre domani a Valencia è considerata la Louis Vuitton più internazionale della storia, con team rappresentanti di 9 paesi e ben cinque continenti. Dopo avere vinto la 31ª America's Cup, Alinghi decise di eliminare le regole della nazionalità e ha permesso a tutti i team di ingaggiare i migliori velisti disponibili sul mercato, indipendentemente dal loro passaporto. Una vera rivoluzione che ha cancellato i precedenti vincoli di nazionalità ed elevato il tasso tecnico complessivo. Ogni team è dunque diventato un miscuglio di etnie, di lingue e di culture.
Un esempio? Gli svedesi di Victory Challenge hanno in organico 120 persone in rappresentanza di 21 Paesi diversi. Lo stesso Alinghi conta 12 diverse nazionalità. Se non è una rivoluzione poco ci manca. Al di là di tutto, però, d'ora in avanti conteranno solo un paio di cose: andare veloci e vincere. Con la benedizione di Eolo.

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