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Martedì 17 Ottobre 2017 | 06:13

Calcio / Serie B - Il Lecce s'inchina alla Juventus

Nello stadio di Via del Mare i padroni di casa devono cedere 1-3 ai campioni di Deschamps, pur privi di alcuni "pezzi da novanta" per squalifiche ed infortuni. Per i giallorossi va in gol Polenghi, dopo la prima marcatura di Marchionni: chiudono la partita Zalayeta e Camoranesi
LECCE - JUVENTUS 1-3 (1-1 dopo la fine del 1° tempo)

• LECCE (3-5-2): Pavarini; Polenghi, Diamoutene, Cottafava; Tesser (50' Osvaldo), Munari, Zanchetta, Vives, Giuliatto; Tiribocchi, Valdes. Allenatore: Papadopulo. A disposizione: Rosati, Schiavi, Vascak, Herzan, Diarra, Tulli.
• JUVENTUS (4-3-2-1): Buffon; Birindelli, Zebina, Chiellini, Balzaretti; Camoranesi (82' Trezeguet), Venitucci, Nedved; Marchionni (87' Bojinov), Zalayeta, Palladino (79' Bianco). Allenatore: Deschamps. A disposizione: Mirante, Legrottaglie, Piccolo, De Ceglie.

• Arbitro: Pantana di Macerata (Grilli-Maggiani).
• Reti: 11' Marchionni (J), 15' Polenghi (L), 47' Zalayeta (J), 64' Camoranesi (J).
• Angoli: 5-2 per il Lecce
• Ammoniti: 19' Zebina (J), 25' Balzaretti (J), 26' Zanchetta (L), 40' Valdes (L), 51' Tiribocchi (L), 58' Chiellini (J), 75' Birindelli (J).
• Recupero: 1' e 3'.
• Spettatori: 16452 con un incasso ai botteghini di 231.940 euro.
Calcio - Lecce Juventus

LECCE - Non puoi lamentarti se hai uno come Camoranesi. A corto di giocatori, la Juventus fa di necessità virtù e si affida ai pezzi da novanta rimasti disponibili. Con la collaborazione di Nedved (innanzitutto), di Marchionni e di Zalayeta (questi ultimi autori dei primi due gol bianconeri), l'italo-argentino marchia la trasferta di Lecce firmando personalmente il 3-1 definitivo. Mister Papadopulo (con la partita odierna sono seicento le gare seguite dalla panchina) non se ne faccia un cruccio, visto che era reduce da quattro vittorie consecutive (e cinque successi più due pareggi di fila in casa). Anche stavolta deve cedere il passo al blasonato avversario (ha sempre perso contro la Juve) dopo aver sperato di imbrigliarlo ed esultato per essere riuscito a rimediare allo svantaggio iniziale (di Polenghi la rete del momentaneo pareggio, mantenuto fino al termine del primo tempo). Del resto, sperare di fermare la corazzata della categoria, destinata a tornare di filato in serie A, è un'ambizione legittima, ma fare punti a Bergamo nel prossimo turno infrasettimanale è molto più importante, ancorché meno gratificante, per un gruppo che ha l'obiettivo di tenersi a distanza dalla zona retrocessione.

Juventus in emergenza, si blocca anche Paro - Nella settimana in cui emergono altri particolari sulle malefatte di Moggi per influenzare i risultati delle partite attraverso le decisioni di favore da parte degli arbitri, la Juventus si ritrova a Lecce in piena emergenza. Non soltanto perché adesso le ammonizioni arrivano (i cartellini contro il Napoli hanno causato le squalifiche di Del Piero, Giannichedda e Marchisio, indisponibili al Via del Mare), ma anche perché si accaniscono gli infortuni. Come non bastassero le defezioni di Boumsong e Zanetti, durante il riscaldamento s'infortuna (guaio muscolare alla coscia destra) anche Paro, il quarto centrale di centrocampo a disposizione di Deschamps. Il tecnico francese è dunque costretto a inserire il giovane della Primavera Venitucci (che aveva già giocato uno spezzone contro i giallorossi all'andata) con Camoranesi e Nedved a fargli da chiocce. Per una volta, le circostanze costringono i bianconeri al cambio di modulo: è 4-3-2-1 (che può diventare 4-5-1 e anche 4-4-2) con Marchionni e Palladino a supporto della punta. L'unica novità non forzata (visto che pure in difesa Zebina è costretto a fare il centrale in coppia con Chiellini; Birindelli e Balzaretti sono gli esterni bassi) riguarda proprio il vertice dell'albero di Natale. Trezeguet paga il periodo di appannamento e si accomoda in panchina (così come l'ex Bojinov). Il terminale è Zalayeta.

Botta e risposta in un quarto d'ora - Il Lecce (con l'ormai usuale 3-5-2, interpretato dagli uomini annunciati) parte in quarta spinto da Valdes, il quale impiega appena sedici secondi per involarsi. Una volta entrato in area, calcia però debolmente (non è coordinato al momento dell'impatto col pallone). Non ci sono sbavature, invece, nell'azione che determina il vantaggio della Juventus. Anzi, si sprigionano lampi di classe. Camoranesi (un campione del mondo, mica uno qualunque), scambia continuamente con Nedved la posizione intorno a Venitucci. All'11' parte da sinistra al limite del fallo laterale. Girandosi su se stesso (col pallone sotto i piedi) fa fuori in un colpo solo Zanchetta e Polenghi (del quale si libera con un tunnel). La superiorità numerica realizzatasi è sfruttata abilmente dalla squadra. Il pallone si sposta come si trattasse di un'azione alla mano tipica del rugby. Mentre i difendenti del Lecce scalano le marcature, si apre lo spazio dall'altra parte per Marchionni. Nel frattempo l'italo-argentino serve Palladino, il quale passa a Nedved, a sua volta suggeritore di Marchionni, trovatosi tutto solo davanti a Pavarini. Tocco sotto e vantaggio subito azzerato dai salentini. Al 15' la risposta dei padroni di casa non è ugualmente spettacolare, ma risulta efficace. Su punizione di Zanchetta svetta Polenghi ed è 1-1.

Negato un rigore ai bianconeri - Dopo l'esultanza per il gol, il difensore rischia, però, di rovinare tutto, visto che al 17' effettua incautamente un retropassaggio che attiva Marchionni. Il bianconero è intuitivo, ma scarsamente reattivo perché, saltato Pavarini, anziché concludere subito con il sinistro, si porta il pallone sul destro restringendo lo specchio della porta a disposizione. Il tiro finisce sul palo esterno. Errare è umano, anche per arbitro e guardalinee, che però la fanno grossa al 19', quando non si accorgono di un fallo di mano in area leccese. Su traversone di Nedved, Marchionni è pronto alla conclusione al volo. Ma Giuliatto lo anticipa sfilandogli il pallone con la mano. Se ne accorgono tutti, eccetto il direttore di gara (e gli assistenti), capace poi di estrarre quattro cartellini in una manciata di minuti. Sul taccuino finiscono prima due juventini (Zebina, per le proteste legate al rigore negato, e Balzaretti) e in seguito due leccesi (Zanchetta, il quale salterà, perché diffidato, il recupero della ventiduesima giornata in programma martedì 17 alle ore 17,30 in casa dell'Albinoleffe, e Valdes). La partita perde in qualità e diventa nervosa. Ciò non impedisce agli ospiti di andare vicini al secondo vantaggio, precisamente allorquando (39') Zebina (Cottafava si fa superare dalla palla) incorna impegnando Pavarini.

Zalayeta si distingue, Camoranesi è strepitoso - Il 2-1 dei bianconeri è comunque più vicino di quanto si pensi, anche se sarà necessario attendere la fine dell'intervallo. Dopo meno di due minuti dal rientro in campo, la Juventus colpisce. L'input è nuovamente di Camoranesi. Sullo stretto i leccesi vanno in crisi, visto che, ricevuta palla, Palladino cerca e trova Zalayeta qualche metro più avanti. L'uruguaiano ha il tempo di controllare con il destro e concludere con un sinistro a giro che si spegne nell'angolino alla destra di Pavarini. Gelo (nonostante la temperatura primaverile) tra i sostenitori leccesi (ci sono circa ventimila spettatori, di cui la metà sono tifosi della Juventus) e gesti di stizza sulla panchina giallorossa. Papadopulo incassa e cerca di reagire apportando una modifica. Al 50' richiama Tesser e inserisce Osvaldo. Si passa al 3-4-3 (in attacco l'argentino va a sinistra, Tiribocchi resta al centro, Valdes parte da destra). Tutto inutile perché al 64' Camoranesi impreziosisce una prestazione da incorniciare. Prende palla sulla destra, taglia verso il centro, saltando in rapida successione (e con una serie di finte) Osvaldo, Zanchetta e Cottafava, e fa partire un sinistro potente e preciso. Il 3-1 chiude la contesa in largo anticipo.

G. Flavio Campanella

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