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Martedì 24 Ottobre 2017 | 04:21

Intesa Governo-Coni-Figc: steward dentro gli stadi, Polizia fuori

Saranno gli addetti (scelti dai club) a gestire la sicurezza all'interno dopo specifici corsi di addestramento (da giugno) a cui concorrerà il Dipartimento di pubblica sicurezza, mentre le forze dell'ordine vigileranno all'esterno. Le società inadempienti non saranno ammesse ai campionati
ROMA - Fuori i poliziotti, dentro gli steward. Saranno gli «addetti alla pubblica incolumità presso gli impianti sportivi» a gestire la sicurezza all'interno degli stadi, mentre le forze dell'ordine si occuperanno di vigilare all'esterno. È l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato oggi al Viminale dal ministro dell'Interno, Giuliano Amato, dal presidente del Coni, Gianni Petrucci e dal presidente della Figc, Giancarlo Abete.

MODELLO INGLESE FA SCUOLA - E' il modello a inglese a fare scuola. Per la partita Roma-Manchester all'Olimpico, è l'esempio di Amato, «c'erano soltanto 60 steward, mentre al ritorno nella città inglese gli addetti erano 1.500, con un effetto palesemente diverso». Il risultato è stato che mentre a Roma ci sono stati scontri sugli spalti tra polizia e tifosi inglesi, con cariche e manganellate, a Manchester tutto è filato liscio, almeno all'interno dello stadio. Gli addetti hanno il compito di presidiare i varchi di accesso all'impianto, verificare il possesso di regolare biglietto da parte degli spettatori ed instradarli verso i posti.

STEWARD SI DIVENTA, VIA A CORSI FORMAZIONE - Naturalmente steward non ci si improvvisa. «Non possiamo - ha spiegato il ministro - prendere 1.500 persone e metterle negli stadi con la pettorina da addetti. Occorre una formazione adeguata». E il protocollo prevede infatti specifici corsi di addestramento a cui concorrerà il Dipartimento di pubblica sicurezza. I club dovranno stare molto attenti a questo aspetto, perchè la mancata osservanza degli obblighi di reclutamento e di formazione degli steward comporterà il mancato ottenimento della licenza per l'ammissione ai campionati.

A GIUGNO PRIMI CORSI - Il Coni, ha annunciato Petrucci, metterà a disposizione gli impianti dell'Acqua Acetosa per la formazione di circa 70-75 capi steward con un impegno economico di 150 mila euro. Il primo corso si svolgerà dall'11 al 16 giugno prossimi. «Lo faremo - ha sottolineato - a spese nostre, perché rispettiamo l'impegno preso subito dopo la tragica morte di Filippo Raciti e speriamo di poter importare questo modello anche negli altri sport di massa come il basket o la pallavolo».

QUESTORI VERIFICHERANNO ATTIVITA' - Saranno le singole società sportive ad individuare gli steward per le singole partite; i questori provvederanno a raccogliere gli elench degli steward e ad accertarne i requisiti, verificando che nei loro confronti non penda il Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive ed a disporre puntuali verifiche sull'attività degli addetti, che dovranno operare sotto il controllo di personale delle forze di polizia. La Figc, da parte sua, nominerà il Coordinatore nazionale degli steward, che parteciperà all'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

ALMENO 1 STEWARD OGNI 250 PERSONE - Gli steward, ha osservato Amato, «dovranno anche essere sufficientemente numerosi per non far venire neanche la voglia di sommovimenti all'interno dello stadio». Il presidente dell'Osservatorio, prefetto Antonio Manganelli, ha quantificato in almeno un addetto ogni 250 spettatori il rapporto da rispettare. Proprio l'Osservatorio ha costituito oggi un gruppo di lavoro che, entro 30 giorni, formulerà proposte per disciplinare le modalità di selezione degli aspiranti steward, la loro formazione ed il loro equipaggiamento e predisporrà le linee guida per la stesura di un Manuale di comportamento del personale. Gia dalla prossima stagione, secondo Manganelli, «dovremmo essere a norma».

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