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Calcio - A Manchester incubo giallo-rosso

La partita finisce per 7-1 a favore dei padroni di casa inglesi che sembrano inarrestabili. La Roma rubisce e sembra impotente • Spalletti: «una serata stortissima, dura spiegare»
MANCHESTER - Per la Roma l'Old Trafford è il teatro degli incubi. Il Manchester, incerto e intimidito dell'Olimpico, come spesso gli accade, diventa in casa una macchina da gol e a farne le spese è una Roma confusa e annichilita dalla velocità avversaria, che fallisce l'appuntamento con la storia e torna ad occuparsi della corsa per mantenere il secondo posto in campionato.
E' un calvario a Manchester, un 7-1 che rimarrà come un'onta, una tremenda lezione di gioco. La squadra paga dazio dell'inesperienza a questi livelli e la circostanza del forfait dell'ultima ora di Taddei è solo un palliativo. Nove minuti infernali intorno al quarto d'ora d'avvio chiudono la partita dimostrando l'incredibile capacità offensiva dei Red Devils che con Carrick, Smith e Rooney stendono al tappeto la Roma per la conta finale. Ci pensa poi Cristiano Ronaldo con una doppietta tra i due tempi a decretare la resa senza condizioni. Poi ancora Carrick e Evra, perchè lo spirito inglese dice questo, non ci si ferma mai, e perchè forse c'è anche da prendersi una rivincita sportiva dopo le polemiche dell'andata, sugli scontri all'Olimpico. In mezzo a tutto ciò, appena un gol della bandiera di De Rossi.
Spalletti subisce un'aspra lezione dal grande Alex Ferguson, che ha giustamente definito il fuoriclasse dei tecnici. La Roma annaspa e Chivu è il più fragile del reparto arretrato, ma si smarriscono anche i pezzi grossi della Spalletti band: De Rossi è preso in mezzo da troppi avversari, lo stesso Totti non trova spunti, salvo sul colpi piazzati. Il Manchester è una gioioisa macchina da gol, un piacere per gli occhi degli spettatori neutrali: Giggs e Cristiano Ronaldo sono extraterrestri: il gallese, deludente all'andata, sfodera una prestazione superlativa, è lui che dalle fasce apre la Roma e confeziona tre assist. Uno spettacolo, come per altri versi il portoghese, forza scatenate della natura.
Ma il resto funziona alla perfeziona: Carrick forza la serratura giallorossa e poi confeziona il sesto gol, Rooney si mette al servizio degli altri, la difesa non è mai impegnate. La Roma a questi livelli non c'è e ci vorranno investimenti importanti per colmare almeno in parte il gap.
Le apprensioni per l'ordine pubblico tengono banco nelle ore di vigilia ma poi, salvo qualche scaramuccia con la polizia fuori dello stadio, tutto rientra sotto controllo. Il colpo d'occhio dell'Old Trafford lascia senza fiato gli amanti del pallone: un impianto perfetto, entusiasmo alle stelle, applausi per tutti all'inizio. Ferguson e Spalletti si giocano la stagione in uno dei templi del calcio. La Roma all'ultimo momento rinuncia a Taddei che dà forfeit per problemi fisici. Gioca Vucinic al posto di Taddei che pure aveva fatto il riscaldamento, bloccato da problemi fisici. È un cattivo presagio per la Roma che pure comincia di buzzo buono: Totti al 6' prova la conclusione che si perde a lato. La Roma si muove con le cadenze giuste. Il Manchester sembra sonnecchiare, ma è il vulcano che sta per eruttare e i boati arrivano impetuosi in nove minuti. Al 12', alla prima occasione, il Manchester sfonda; Ronaldo apre verso il centro per Carrick che non ci pensa due volte e con un pallonetto sorprende Doni. Tutta la difesa rimane imbambolata dalla velocità dell'azione. Ed è solo l'inizio: c'è un tiro di Ronaldo parato al 16', poi al 18' il raddoppio: Rooney apre a sinistra a Giggs, centro per Smith bucato da Chivu e l'attaccante che Ferguson ha preferito a Solskjaer, mette dentro. È il tremendo colpo del ko.
La Roma è in trance di fronte ai Red Devils scatenati e incassa il terzo gol al 21': Giggs parte come una scheggia questa volta sulla destra, la difesa è fuori causa, centro per Rooney che infila ancora Doni. Ormai la Roma è 'groggy', incapace di reagire: tre schiaffoni micidiali assestano il match al 21' e la reazione è frammentaria anche perchè gli inglesi giocano sul velluto. Pizarro cerca di distribuire il gioco ma lo schieramento offensivo improvvisato dalle assenze contemporanee di Perrotta e Taddei non consente alla Roma di pungere.
Il Manchester cerca di sfondare anche per vie centrali: al 30' Cristiano Ronaldo prova la prodezza da fuori: impressionante come carica il tiro che finisce di poco fuori. Ma è solo la prova generale del gol: dopo una doppia conclusione di Carrick al 40' il portoghese parte come un siluro al 44': nella sua discesa velocissima toglie il tempo a Chivu e con una potentissima conclusione trova l'angolino opposto. Poi Totti con una bella punizione al 46' impegna Van der Sar, ma a metà gara la qualificazione è già in archvio. Nella ripresa continua il calvario giallorosso: al 4' ancora Giggs fugge e crossa in velocità, Ronaldo anticipa Cassetti e sono cinque. Al 13' ci prova Mancini che carica il tiro ma Fletcher salva. POi Manchester ancora in avanti e la difesa non tiene: al 15' Carrick, che ci ha preso gusto, indovina un tiro da fuori con effetto che si insacca. Poi al 25 ' De Rossi segna il gol della bandiera su assist di Totti ma al 36' Evra ristabilisce il 7-1 definitivo. I giallorossi subiscono e sembrano impotenti e accolgono con sollievo la fine della partita. Il brutto sogno e realtà, tornano a casa con un fardello pesantissimo che rispecchia i valori visti in campo. Il Manchester sta su un altro pianeta.
Giorgio Svalduz

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