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Calcio / Serie B - Per il Bari un pareggio stretto stretto

I gol tutti nel primo tempo: dopo il calcio di rigore segnato da Sgrigna al 29° minuto, al 44° Castillo rialza il piatto della bilancia del Frosinone, che ha giocato allo stadio san Nicola dopo essere stato derubato delle divise di tutta la squadra. Biancorossi in sofferenza
BARI-FROSINONE 1-1 (1-1 già alla fine del 1° tempo)

• BARI (4-4-2): Gillet; Milani, Pianu, Belmonte (46' Gervasoni), Loseto; Tabbiani (68' Ganci), Carozza, Rajcic, Scaglia; Sgrigna (56' Fusani), Vignaroli. (23 Aldegani, 13 Baldassarre, 15 Di Vicino, 28 Fiorentino). Allenatore: Materazzi.

• FROSINONE (4-4-2): Zappino; Antonioli, Cannarsa, Pagani, Bocchetti; Galasso (67' Fialdini), Perra, Di Deo (25' D'Antoni), Lodi, Margiotta (77' Dedic), Castillo. (18 Chiodini, 33 Lacrimini, 10 Di Nardo, 32 Di Venanzio). Allenatore: Iaconi.

• Arbitro: Marelli di Como.
• Reti: 29' Sgrigna (rigore), 44' Castillo.
• Angoli: 6-6.
• Recupero: 3' e 3'.
• Ammoniti: Loseto (Bari), Belmonte (B), Perra (F) e Antonioli (F) per gioco falloso; Galasso (F) per gioco non regolamentare.
Spettatori: 5.207.

Calcio - Bari Frosinone BARI - Questa volta non c'è furto (né inganno: finisce 1-1). Il Frosinone, cui sono stati sottratti i materiali sportivo e medico durante la permanenza in Puglia (per questo gioca con la seconda maglia ufficiale, azzurra con numeri gialli), coglie con merito un punto (ne aveva esageratamente conquistati tre nella partita d'andata) confermando i limiti del Bari, incapace di imporsi quando è chiamato a prendere l'iniziativa. La resurrezione auspicata, insomma, non arriva. Né i contenuti della gara fanno supporre possa arrivare dopo Pasqua, quando i biancorossi dovranno fare visita alla Triestina (sabato 14 aprile alle ore 16). La sensazione è che, dovendo fare anche i conti con l'assenza dei lungodegenti (soprattutto Santoruvo, che in questa squadra è insostituibile; resterà fermo ancora per un bel po'), i pugliesi dovranno guadagnarsi la permanenza in serie B affrontando le ultime giornate come fossero stazioni di una via crucis. La sofferenza è l'unica strada per la salvezza, anche se ad alleviare il dolore per un successo che manca al San Nicola da oltre quattro mesi è l'aver, nonostante il mezzo passo falso, aumentato il vantaggio rispetto alla quint'ultima posizione (lo Spezia, avversario di riferimento, che ha peraltro giocato una partita in più, ora è tre lunghezze più dietro).

LA PARTITA

Il Bari parte con Carozza e Rajcic a centrocampo - Materazzi contro i laziali non rinnega il 4-4-2, nel quale c'è spazio per Loseto in difesa (perché Micolucci ha problemi alla spalla), ma non per gli altri giovanissimi. Fiorentino, infatti, parte dalla panchina, Eramo finisce in tribuna. A centrocampo ci sono Carozza e Rajcic con Tabbiani e Scaglia sulle fasce. Tra le riserve siede anche il recuperato Ganci. Il tecnico di Arborea decide di dare fiducia in attacco alla coppia Sgrigna-Vignaroli. Iaconi, dal canto suo, sostituisce lo squalificato Ischia con Bocchetti, ma può contare sul rientro di Cannarsa, mentre D'Antoni dovrà aspettare (in mediana ci sono Perra e Di Deo) perché senza di lui è arrivato il 4-1 contro il Cesena. I segnali di risveglio degli ospiti sono confermati dall'avvio della gara, visto che i ciociari mantengono il possesso di palla controllando le operazioni. Nulla di trascendentale (al 2' ci prova Lodi), ma basta per indurre i baresi ad avere ancor più rispetto di un avversario che lo precede di due lunghezze in classifica (alla fine saranno 38 punti contro 36).

Manovra lenta, Loseto disattento - Dopo tre risultati utili consecutivi in trasferta (cinque punti conquistati), i biancorossi tornano nel loro stadio sapendo di dover cambiare atteggiamento. Non è più tempo di difendere e ripartire, come avvenuto nel trittico di impegni esterni. C'è necessità di costruire una vittoria mancante dal 9 dicembre. Nell'1-0 al Modena fu Pianu l'autore della rete. Si riparte proprio da lui. Nel primo quarto d'ora è il difensore a ricevere palla su punizione di Milani, ma il colpo di testa (14') finisce ampiamente fuori dallo specchio della porta. Le modalità, però, fanno subito capire quanto possa essere utile sfruttare i calci da fermo, dal momento che l'avvicinamento all'area avversaria attraverso azioni manovrate risulta difficoltoso. L'intenzione di Materazzi è innalzare la qualità in mezzo (come dimostra la scelta di Carozza, protagonista di un tiro dalla distanza al 24' ). Ma continuità e velocità d'esecuzione difettano. Si aggiungono imprecisioni sul versante di sinistra: Loseto prima liscia e si fa prendere d'infilata al 20' (Galasso calcia alto), poi al 23' permette sempre a Galasso di crossare senza pressione per l'incornata centrale di Margiotta (Gillet para).

Sgrigna segna dal dischetto, Castillo pareggia - Al 25' il Frosinone perde Di Deo per infortunio (entra D'Antoni). Ma, più che per sfortuna (la squadra non risente del cambio), è per ingenuità che i laziali patiscono lo svantaggio. Su cross di Scaglia da sinistra, Tabbiani non coglie i pali (al 26'). Probabilmente sarebbe andata allo stesso modo al 28'. Quando però tenta di svettare (stavolta il traversone arriva da destra con Tabbiani), Vignaroli è spinto in area da Cannarsa. Il fallo è evidente quanto basta per determinare la decisione ineccepibile dell'arbitro Marelli di Como. Concesso il rigore, è Sgrigna a trasformare bissando La Spezia (anche in Liguria segnò dagli undici metri). Ma, anziché semplificare la partita, l'1-0 finisce per far calare la concentrazione dei padroni di casa. Margiotta (colpo di testa al 35') e Castillo (al 41' costringe Gillet all'uscita con i piedi, poi s'avventa Margiotta che coglie in pieno la traversa) puniscono l'ennesima disattenzione difensiva. Pianu al 44' si lascia scappare nei sedici metri l'ex del Gallipoli, servito appunto dal compagno di reparto. Per Castillo è un gioco da ragazzi battere il portiere e riportare il risultato in equilibrio.

Paga Belmonte, dentro Gervasoni - Paga Belmonte. Materazzi, del resto, non è uno che s'intenerisca. Al rientro dagli spogliatoi, per rimettere ordine al centro della difesa c'è infatti Gervasoni insieme con Pianu (graziato), sebbene al 52' (un minuto dopo un destro di Tabbiani deviato in angolo da Zappino) ci sia nuovamente un attimo di smarrimento. Su un pallone messo pericolosamente in area, Milani è bravo a fare la diagonale e a rinviare. Lodi se lo ritrova fuori area e tenta una parabola a giro fortunatamente imperfetta. Il Bari soffre, non c'è dubbio. Anche a centrocampo c'è qualcosa da registrare (senza contare l'impalpabilità in attacco). Materazzi (considerando anche gli uomini a disposizione) pensa di prendere due piccioni con una fava. Considera inopportuno l'inserimento di Baldassarre, l'unica punta di ruolo a disposizione. Crede di poter ottenere di più con questa mossa: fuori Sgrigna, dentro Fusani (56'). L'idea è infoltire il cuore del centrocampo (dove Lodi staziona sempre più frequentemente; Carozza giostra basso tra il nuovo entrato e Rajcic, che ha licenza di avanzare: cosicché si passa, almeno nelle intenzioni, dal 4-1-4-1 al 4-2-3-1) e provare a lavorare il Frosinone ai fianchi (con Tabbiani e Scaglia chiamati a supportare l'isolato Vignaroli, che torna a destra quando al 68' viene richiamato Tabbiani per Ganci, nuovo terminale offensivo).

I biancorossi rischiano poco, ma non incidono - Il primo obiettivo è raggiunto. Si subisce molto meno, anche quando Lodi torna a sinistra al momento dell'ingresso di Fialdini per Galasso (67'). L'unico tentativo è di Margiotta su punizione (58'). La pericolosità dei biancorossi, invece, non incrementa, ancorché Scaglia abbia sui piedi al 69' la palla del 2-1: il tiro è ribattuto da Antonioli prima che finisca in rete. È un lampo isolato. Soltanto su calcio da fermo il Bari dà l'impressione di poter passare (come dimostra Gervasoni immediatamente dopo l'occasione di Scaglia). Non ci saranno, però, più opportunità per applicare uno schema da fermo. Gli avversari se ne rendono conto e cominciano a pensare che un pareggio al San Nicola possa essere apprezzabile. Calano progressivamente (anche con in campo Dedic, subentrato a Margiotta al 77') presentandosi dalle parti di Gillet sempre più di rado. Si registra di concreto soltanto un tiro di D'Antoni all'85'. Il fatto è che negli ultimi venti minuti (più recupero) nemmeno i biancorossi riescono ad avvicinarsi dalle parti di Zappino. Il pareggio (che resterà fino al termine) stavolta è molto meno pregiato rispetto a quello ottenuto a Napoli.

G. Flavio Campanella

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